Agrigento – Cimiteri, dopo anni di denunce adesso il Comune mette tutto nero su bianco. Riccobene certifica il disastro: e ora?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ne scriviamo da anni. Abbiamo documentato degrado, carenza di personale, problemi di sicurezza, scarsa manutenzione, difficoltà nella gestione delle concessioni e una situazione particolarmente grave al cimitero di Piano Gatta.
Per anni siamo sembrati quelli che esageravano, quelli che vedevano problemi ovunque, quelli che denunciavano troppo.
Adesso, però, non siamo noi a dirlo.
È l’amministrazione comunale di Agrigento che, attraverso un atto di indirizzo dell’assessore competente Giuseppe Riccobene, mette finalmente nero su bianco un quadro dei cimiteri cittadini che, per molti aspetti, assomiglia tremendamente a quello che Report Sicilia racconta da tempo.
E allora la domanda cambia: adesso che lo dice anche il Comune, cosa si farà?
Un elenco di criticità che sembra il riassunto delle nostre denunce
Il quadro tracciato dall’amministrazione è pesantissimo.
Si parla innanzitutto di una grave carenza di organico, tale da compromettere persino la regolare apertura al pubblico dei cimiteri e costringere l’ente a riduzioni di orari e giornate di servizio.
A questo si aggiunge la carenza di personale tecnico e amministrativo necessario per seguire progetti, lavori e perfino la cartografia.
Ma è soltanto l’inizio.
Nell’atto vengono evidenziati problemi di sicurezza degli impianti e degli spazi utilizzati dai cittadini e dai lavoratori. Viene citato il cimitero monumentale di Bonamorone, dove un impianto elettrico esterno viene descritto come gravemente compromesso e caratterizzato da interventi improvvisati e potenzialmente pericolosi.
Poi arriva Piano Gatta.
Piano Gatta: anche il Comune riconosce problemi di sicurezza
Secondo quanto riportato nell’atto di indirizzo, a Piano Gatta esisterebbero criticità strutturali legate all’utilizzo di loculi privi di scale di altezza adeguata e conformi agli standard di sicurezza, con conseguenti rischi di caduta dall’alto e possibili responsabilità per l’amministrazione.
Non solo.
L’amministrazione segnala anche sciami incontrollati di api nei cimiteri di Piano Gatta e Montaperto, con rischi per lavoratori e visitatori.
E ancora: viene riconosciuto lo stato di abbandono e la scarsa accessibilità dei campi di inumazione concessi ai privati, spesso privi di corretta e periodica scerbatura.
Tutte questioni sulle quali questa testata ha insistito ripetutamente.
Concessioni, canoni non riscossi e rischio prescrizione
Ma c’è un passaggio ancora più delicato.
Il Comune mette nero su bianco problemi relativi all’evasione e alla mancata riscossione dei canoni di concessione, delle luci votive e dei diritti di segreteria, arrivando a indicare il rischio di prescrizione dei crediti dell’ente.
Qui non siamo più soltanto davanti al decoro di un cimitero.
Parliamo di soldi che il Comune dovrebbe incassare e della necessità di verificare quanto sia stato riscosso, quanto rimanga da riscuotere e se vi siano somme che rischiano o abbiano rischiato di andare perdute.
Patrimonio degradato e strumenti di lavoro “obsoleti”
L’elenco prosegue.
L’amministrazione riconosce il degrado del patrimonio edilizio e monumentale, la carenza di una pianificazione della manutenzione straordinaria e del restauro dei beni di pregio storico.
E viene descritta come problematica persino la gestione delle informazioni: planimetrie cartacee superate e faldoni storici difficilmente utilizzabili impedirebbero una mappatura trasparente delle concessioni e aumenterebbero il rischio di abusivismo.
E allora viene spontaneo chiedersi: ma fino ad oggi come è stato gestito il patrimonio cimiteriale della città?
Finalmente si parla di banca dati, controlli e recupero delle somme
L’atto di indirizzo propone correttivi che, se realmente attuati, sono certamente condivisibili.
Si parla di una mappatura digitale tramite il Sistema Informativo Territoriale, della creazione di una banca dati capace di incrociare le informazioni storiche con lo stato reale delle concessioni e di un piano straordinario di controllo e riscossione dei tributi evasi.
Si prevede inoltre un registro digitale per le imprese autorizzate a operare nei cimiteri, verifiche sul rispetto delle norme edilizie e di sicurezza, un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria e procedure informatiche per tracciare operazioni cimiteriali e smaltimento dei rifiuti.
Bene.
Ma resta una domanda enorme: perché soltanto adesso?
E Piano Gatta che fine fa?
Ed è qui che questa nuova presa di posizione dell’amministrazione si incrocia inevitabilmente con la vicenda che Report Sicilia ha seguito per mesi: il progetto di esternalizzazione della gestione del cimitero di Piano Gatta.
Perché se oggi il Comune riconosce ufficialmente che esistono carenze di personale, problemi organizzativi, mancata digitalizzazione, difficoltà nella riscossione, manutenzione insufficiente e criticità nella gestione, bisogna evitare che questo quadro venga trasformato nella dimostrazione che “il pubblico non funziona e quindi bisogna consegnare tutto al privato”.
È esattamente il contrario della domanda che poniamo da tempo.
Il servizio pubblico non funziona perché è impossibile gestirlo pubblicamente oppure perché per anni non è stato organizzato, dotato di personale, digitalizzato, manutenuto e controllato come avrebbe dovuto essere?
La differenza è enorme.
Prima il degrado, poi il privato? È questo che va chiarito
Su Piano Gatta abbiamo già raccontato un percorso che aveva portato, sul finire dell’amministrazione Miccichè, verso una concessione pluridecennale ai privati.
Avevamo denunciato il paradosso di un patrimonio lasciato progressivamente in difficoltà e poi utilizzato proprio nelle sue difficoltà per sostenere la necessità dell’esternalizzazione.
Oggi l’atto dell’assessore Riccobene aggiunge un elemento importante.
Perché se il Comune sa quali sono i problemi e indica persino le soluzioni organizzative per affrontarli, allora deve spiegare perché non si possa ricostruire una gestione pubblica efficiente.
Adesso niente più alibi
Per questo salutiamo positivamente il fatto che l’assessore Giuseppe Riccobene abbia finalmente messo nero su bianco la situazione.
Meglio tardi che mai.
Ma un atto di indirizzo non sistema un impianto elettrico, non assume personale, non elimina i pericoli, non recupera un euro di canoni arretrati, non digitalizza una concessione e non restituisce dignità a Piano Gatta.
Adesso servono atti, scadenze, responsabilità e risultati.
E soprattutto serve una risposta politica chiara sul futuro dei cimiteri agrigentini.
Perché dopo anni nei quali Report Sicilia ha denunciato queste condizioni, oggi finalmente è il Comune stesso a certificare che il problema esiste.
Da questo momento nessuno potrà più dire di non sapere.
Assessore Riccobene, il quadro adesso è nero su bianco. Bene. E adesso?
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

