Agrigento, dal «mi pare un articolo costruttivo» alla raffica di messaggi e commenti: Report Sicilia documenta tutta la cronologia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Tutto comincia il 30 luglio con un confronto assolutamente sereno sull’articolo relativo al distacco del graduato della Polizia Locale. Dopo la pubblicazione lui stesso scrive: «Mi pare un articolo costruttivo». Poi qualcosa cambia: messaggi privati, messaggi cancellati, contestazioni personali, annunci di querele e una raffica di commenti sul sito. Adesso pubblichiamo la cronologia e conserviamo tutto per le sedi competenti
C’è una differenza enorme tra una critica, anche durissima, e una pressione che diventa insistente, reiterata e personale.
E quando si racconta una vicenda del genere bisogna partire dall’inizio, documentando anche ciò che potrebbe sembrare favorevole alla persona della quale si scrive.
Per questo oggi Report Sicilia ricostruisce l’intera vicenda che riguarda Alessandro Maltana, graduato della Polizia Locale proveniente da Roma e distaccato ad Agrigento, partendo dal primo contatto avvenuto il 30 luglio.
Perché gli ultimi screenshot conservati dalla nostra testata consentono di stabilire un fatto molto semplice:
tra Giuseppe Di Rosa e Maltana, inizialmente, non c’era alcuno scontro.
Anzi.
30 luglio, ore 00:13: così comincia tutto
La conversazione conservata sul telefono parla da sola.
Alle 00:13 Di Rosa invia un semplice messaggio:
«Auguri».
La risposta arriva un minuto dopo:
«Grazie», accompagnata dall’emoji delle mani giunte.
Subito dopo Di Rosa comunica ciò che sta facendo:
«Sto fa riso articolo», evidente refuso per “sto facendo articolo”.
Maltana domanda:
«Su di me??»
La risposta arriva immediatamente:
«Sul tuo distacco».
Maltana replica:
«Addirittura».
Ed è a questo punto che Di Rosa precisa una cosa che oggi assume un significato particolare:
«Tranquillo in positivo».
E aggiunge:
«Lo facciamo con tutti gli atti pubblici che vengono pubblicati».
Non sembra esattamente l’inizio di una persecuzione.
È la comunicazione, fatta direttamente all’interessato, che Report Sicilia sta preparando un articolo riguardante un provvedimento amministrativo pubblico.
È Maltana a chiedere di parlare al telefono
La conversazione prosegue.
Maltana scrive:
«Qui a Roma ogni giorno arrivano decine in distacco».
Poi:
«Ho bisogno che tu mi tolga un dubbio».
E ancora:
«Posso chiamarti?»
Di Rosa risponde:
«Sì veloce».
Questo passaggio diventa importante perché successivamente, nella lunga serie di contestazioni indirizzate al nostro editore, è stata proposta una rappresentazione dei rapporti tra le parti che oggi possiamo confrontare con la cronologia originale.
Noi non abbiamo intenzione di interpretarla.
Mostriamo i fatti.
Il contatto esisteva, era civile e l’interessato chiedeva egli stesso di poter parlare telefonicamente con Di Rosa.
L’articolo viene pubblicato. E la risposta è: «Mi pare un articolo costruttivo»
Arriviamo alla mattina.
Alle 7:19 Di Rosa inoltra nella conversazione l’articolo pubblicato da Report Sicilia riguardante la Polizia Locale.
Alle 7:33 inoltra anche un successivo contenuto della testata.
Poi arriva la risposta dell’interessato.
Ore 9:41:
«Mi pare un articolo costruttivo».
Questo passaggio, per Report Sicilia, chiude qualsiasi discussione sulla genesi della vicenda.
L’articolo sul distacco non viene inizialmente percepito dall’interessato come un attacco.
Non siamo noi a sostenerlo.
Lo scrive lui.
Ed è proprio da questo dato che bisogna partire per comprendere ciò che accadrà successivamente.
Poi qualcosa cambia
Nei giorni successivi il rapporto assume infatti caratteristiche completamente diverse.
Cominciano contestazioni sempre più frequenti sull’attività di Report Sicilia e sulle posizioni del suo editore.
Si passa dall’argomento amministrativo alle considerazioni personali.
Compaiono riferimenti al titolo di studio di Di Rosa.
Compaiono riferimenti alla sua famiglia.
Arrivano messaggi vocali, alcuni dei quali vengono successivamente cancellati.
Si discute dell’Amministrazione comunale, del sindaco, della raccolta dei rifiuti e di altri temi completamente estranei all’originario articolo sul distacco.
Report Sicilia cerca più volte di riportare il confronto sui fatti.
Ma la situazione non si chiude.
Poi arrivano i commenti sul giornale
Il 19 agosto Report Sicilia decide quindi di raccontare pubblicamente quanto sta accadendo con l’articolo:
«Agrigento, dall’articolo sul distacco ai messaggi privati e ai commenti ripetuti: Report Sicilia denuncia una pressione diventata personale».
Ci si sarebbe potuti aspettare che, a quel punto, ciascuno prendesse atto delle rispettive posizioni.
Accade invece qualcosa di singolare.
Sotto quello stesso articolo comincia ad arrivare una lunga sequenza di commenti riconducibili allo stesso nominativo.
Il sistema editoriale di Report Sicilia ne registra numerosi nell’arco di poche ore.
Alle 21:04.
21:09.
21:15.
21:50.
22:17.
22:22.
22:24.
22:27.
22:28.
22:45.
23:20.
23:41.
23:51.
Non pubblichiamo integralmente tutto il materiale perché non vogliamo trasformare un giornale in un’arena personale.
Ma conserviamo tutto e siamo disponibili a mostrarlo integralmente alle autorità competenti.
«La tua violenza mediatica non mi spaventa»
Tra le espressioni utilizzate nei commenti ce n’è una che merita di essere riportata testualmente.
Maltana scrive a Di Rosa:
«La tua violenza mediatica non mi spaventa».
Violenza mediatica?
L’origine della vicenda è un articolo relativo a un distacco nella Pubblica amministrazione, costruito sulla base di atti pubblici e che lo stesso interessato, dopo averlo letto, aveva definito:
«un articolo costruttivo».
Quale dei due giudizi vale?
Quello del 30 luglio oppure quello arrivato dopo?
È una domanda alla quale non dobbiamo rispondere noi.
La cronologia, però, esiste.
Titolo di studio, famiglia e annunci di querela
Nei successivi commenti la discussione si sposta ulteriormente sul piano personale.
Si parla del diploma di Di Rosa.
Della sua conoscenza del diritto.
Della sua famiglia.
Si contestano modalità e contenuti dell’attività giornalistica.
Si annuncia la possibilità di rivolgersi ai Carabinieri e di presentare querela per diffamazione a mezzo internet.
Su questo Report Sicilia non ha alcun problema.
Chiunque ritenga di avere subito un illecito ha pieno diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
È proprio quella la sede nella quale ciascuno potrà depositare ciò che possiede.
Maltana potrà produrre i propri elementi.
Report Sicilia produrrà i propri.
Messaggi, screenshot, date, orari, articoli, atti pubblici, commenti ricevuti dal sito e l’intera cronologia delle comunicazioni conservate.
Senza tagli.
Anche i messaggi cancellati restano un dato
Nelle conversazioni WhatsApp esaminate da Report Sicilia compaiono inoltre numerosi:
«Questo messaggio è stato eliminato».
In alcuni casi i messaggi vengono inviati a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e successivamente rimossi.
Non sappiamo e non intendiamo attribuire arbitrariamente un contenuto a ciò che oggi non è più leggibile.
Sarebbe scorretto.
Registriamo però il fatto documentabile: quei messaggi erano stati inviati e successivamente cancellati.
Anche questo appartiene alla cronologia.
E adesso c’è la vicenda dei rifiuti di via Atenea
Nel frattempo emerge un’altra circostanza sulla quale Report Sicilia sta effettuando verifiche.
Riguarda i rifiuti rinvenuti in via Atenea e la notizia relativa all’individuazione del possibile responsabile attraverso elementi trovati tra i rifiuti.
Secondo informazioni giunte alla nostra redazione, il materiale rinvenuto potrebbe essere riconducibile proprio a Maltana.
Utilizziamo volutamente il condizionale perché vogliamo distinguere ciò che possiamo documentare direttamente da ciò che deve ancora essere definitivamente verificato.
Per questo poniamo una domanda all’interessato:
i rifiuti della vicenda di via Atenea erano riconducibili a lei oppure no?
Una risposta chiara sarebbe sufficiente.
La questione assume ulteriore interesse perché nelle comunicazioni precedentemente ricevute erano state formulate considerazioni molto dure proprio sul servizio di raccolta dei rifiuti e sugli operatori ecologici.
Se non esiste alcun collegamento, saremo i primi a scriverlo.
Se esiste, ne daremo conto.
E c’è un’altra circostanza da verificare: la parentela con un componente del governo cittadino
Report Sicilia sta inoltre verificando un’altra informazione.
Maltana sarebbe legato da un rapporto di parentela a un componente dell’attuale governo della città.
Anche qui occorre essere chiarissimi.
Essere parenti di un amministratore non è un illecito, non dimostra un favore, non prova un accordo e non attribuisce alcuna responsabilità politica al parente.
Ma la circostanza, qualora confermata, diventa giornalisticamente interessante all’interno di questa vicenda.
Per una ragione precisa.
L’editore di Report Sicilia, Giuseppe Di Rosa, è stato candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative contro l’attuale compagine di governo cittadino.
E la persona protagonista di questa lunghissima sequenza di contestazioni è un appartenente alla Polizia Locale distaccato presso il Comune di Agrigento.
Nessuna dietrologia.
Una domanda:
esiste questa parentela oppure no?
La vicenda dell’aeroporto dimostra perché occorre verificare prima di accusare
C’è anche un precedente che aiuta a comprendere il problema.
Tra i commenti inviati a Report Sicilia era comparsa la contestazione secondo cui il giornale non si sarebbe occupato dei problemi dell’aeroporto di Catania.
Peccato che Report Sicilia se ne fosse già occupata, con un articolo firmato dal giornalista Francesco Di Mare.
Questo episodio dovrebbe suggerire prudenza prima di formulare accuse contro una redazione.
Perché gli archivi esistono.
E gli articoli restano.
Non pubblicheremo tutto. Ma siamo pronti a consegnare tutto
Qualcuno potrebbe chiederci perché non pubblichiamo integralmente ogni conversazione e ogni commento.
La risposta è semplice.
Perché non vogliamo spettacolarizzare una vicenda che ha ormai superato il normale confronto tra un lettore e un giornale.
Gli screenshot esistono.
I messaggi esistono.
I commenti esistono.
Gli orari esistono.
Le comunicazioni cancellate risultano dalla conversazione.
E soprattutto esiste il punto dal quale tutto è cominciato.
30 luglio.
Di Rosa:
«Sul tuo distacco».
«Tranquillo in positivo».
«Lo facciamo con tutti gli atti pubblici che vengono pubblicati».
Qualche ora dopo Maltana:
«Mi pare un articolo costruttivo».
Poi, nelle settimane successive, tutto il resto.
Da oggi non replicheremo più: conserveremo
Report Sicilia non attribuisce a questa condotta alcuna qualificazione penale.
Non spetta a un giornale stabilire se una successione di messaggi, commenti, comunicazioni cancellate e contestazioni reiterate integri una fattispecie prevista dalla legge.
Se sarà necessario, saranno le autorità competenti a valutarlo.
Noi possiamo però raccontare quello che accade alla nostra testata.
E possiamo dire che una pressione che percepiamo come sempre più insistente e personale non condizionerà la nostra attività giornalistica.
Da questo momento la scelta è quindi semplicissima.
Non inseguiremo ogni messaggio.
Non risponderemo a ogni provocazione.
Non pubblicheremo ogni screenshot.
Conserveremo tutto.
E se qualcuno riterrà di rivolgersi alle autorità, troverà Report Sicilia disponibile a mettere a disposizione l’intera documentazione, compresi i messaggi che oggi scegliamo deliberatamente di non rendere pubblici.
Perché c’è una domanda finale che vale più di qualsiasi polemica:
come si passa, in poche settimane, dal definire quello di Report Sicilia «un articolo costruttivo» ad accusare il suo editore di «violenza mediatica» e a riversare sul giornale una sequenza così insistente di messaggi e commenti?
Noi una risposta non la inventiamo.
Continuiamo a fare il nostro mestiere. E conserviamo i documenti.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

