Agrigento – Debiti fiscali e bancarotta, sequestrate quattro aziende: Nel provvedimento anche RisAm, nominato un amministratore giudiziario. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore riguarda società attive anche nel settore dei rifiuti. Quattro gli indagati. Secondo la stampa campana, sequestrato anche il capitale societario riconducibile a RisAm. La gestione dei beni e delle quote interessate dalla misura è stata affidata a un amministratore giudiziario. Le accuse sono ancora da accertare
ANGRI – Un’inchiesta giudiziaria che parte dalla Campania e che potrebbe avere riflessi ben oltre i confini regionali, considerato che alcune delle società coinvolte operano nel settore dei servizi ambientali e della raccolta dei rifiuti in diversi Comuni italiani.
Il Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto un sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine che riguarda un articolato sistema di rapporti societari e finanziari.
La notizia, pubblicata inizialmente dalla stampa campana, ha trovato nelle ultime ore ulteriori conferme su diverse testate. Salerno Online
Al centro degli accertamenti figurano società riconducibili al settore dei servizi ambientali e quattro persone: Alessio Balestrieri, Antonio Balestrieri, Vincenzo Vanacore e Vincenzo Novi.
Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sarebbero quelle di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta alla riscossione e intestazione fittizia.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di contestazioni formulate nell’ambito di un procedimento ancora in corso. Le responsabilità personali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti e vale per tutti la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Salerno Online
Il ramo dei servizi ambientali
La parte della vicenda che assume particolare interesse anche in Sicilia riguarda il settore dei rifiuti.
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa campana, l’indagine avrebbe preso in esame un complesso di attività facente capo a Tekra, successivamente concesso in affitto a un’altra impresa attraverso un contratto sottoscritto alla fine del 2025.
Proprio quel passaggio societario sarebbe finito sotto la lente degli investigatori, impegnati a ricostruire i rapporti economici e patrimoniali tra le società coinvolte e le modalità di gestione delle relative esposizioni debitorie. Salerno Online
Un passaggio particolarmente importante perché il rapporto tra Tekra e RisAm non è soltanto teorico.
A Siracusa, ad esempio, RisAm è subentrata nell’esecuzione del servizio di igiene urbana dal 1° febbraio 2026, attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda sottoscritto il 22 dicembre 2025. SiracusaOggi.it
Il sequestro delle quote
È però il contenuto del provvedimento patrimoniale a rendere la vicenda ancora più significativa.
Secondo quanto riportato da Le Cronache e Il Portale di Salerno, il decreto del Gip avrebbe interessato il 90% delle quote societarie intestate alla fiduciaria indicata dalle fonti come RisAm e il restante 10% riconducibile al suo rappresentante. Salerno Online
Secondo la prospettazione investigativa riportata dalle testate, il sequestro avrebbe la finalità di impedire operazioni di disposizione del patrimonio societario durante lo svolgimento degli accertamenti e di preservare i beni in vista delle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria.
Non si tratta, dunque, di una sentenza né dell’accertamento definitivo delle responsabilità contestate.
È una misura cautelare reale disposta durante le indagini.
Una distinzione fondamentale.
Arriva l’amministratore giudiziario
Con il sequestro cambia però la gestione delle attività interessate dal provvedimento.
La conduzione dei beni e delle quote sottoposte alla misura è stata infatti affidata a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.
Sarà quindi la gestione giudiziaria, per quanto rientra nel perimetro del provvedimento, a garantire la continuità delle attività e contemporaneamente a preservarne il valore economico durante lo sviluppo del procedimento. Salerno Online
È probabilmente questo uno degli elementi destinati a produrre le maggiori conseguenze sul piano amministrativo e imprenditoriale.
Le società interessate operano infatti in un settore particolarmente delicato come quello dell’igiene urbana, caratterizzato da appalti pubblici di rilevante valore economico.
Da Siracusa arrivano già le prime richieste di chiarimento
Gli effetti della notizia si stanno già facendo sentire in Sicilia.
A Siracusa, dove RisAm è subentrata a Tekra nella gestione del servizio, la vicenda è entrata immediatamente nel dibattito istituzionale.
Sono state avanzate richieste all’amministrazione comunale affinché venga chiarita la situazione delle società, la continuità del servizio e la tutela dei lavoratori.
Il caso arriverà anche in Consiglio comunale.
Particolare attenzione viene riservata proprio ai rapporti ancora esistenti tra Tekra e RisAm dopo l’affitto del ramo d’azienda e alla permanenza delle condizioni necessarie alla prosecuzione del servizio pubblico. Siracusa News
È importante, tuttavia, mantenere distinti i diversi piani: l’esistenza del sequestro e dell’amministrazione giudiziaria è un fatto; le eventuali conseguenze sui singoli contratti pubblici dovranno invece essere valutate dalle rispettive amministrazioni sulla base degli atti e delle norme applicabili.
Una vicenda che interessa anche Agrigento
Ed è qui che la notizia assume un interesse particolare anche per Agrigento.
RisAm è infatti la società risultata prima nella maxi gara per il nuovo servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti del capoluogo, un affidamento del valore di oltre 69 milioni di euro.
Proprio oggi anche testate agrigentine stanno mettendo direttamente in relazione la notizia del sequestro con la società che si è classificata prima nella gara per il servizio cittadino. AgrigentoOggi
Ma questo è un capitolo diverso.
Perché una cosa è raccontare l’inchiesta, il sequestro e l’amministrazione giudiziaria.
Altra cosa è stabilire quali effetti giuridici questi fatti possano produrre su una gara pubblica che deve completare il proprio iter e arrivare alla stipula di un contratto da oltre 69 milioni di euro.
E proprio su questo Report Sicilia pubblicherà un approfondimento separato: cosa prevede il Codice degli appalti, cosa dovrà verificare la stazione appaltante e cosa potrebbe accadere alla gara di Agrigento qualora RisAm non potesse arrivare all’aggiudicazione e alla sottoscrizione del contratto.
Immediatamente dietro, nella graduatoria, c’è infatti l’ATI Iseda–SEA–Traina.
Ma questa è un’altra storia. E merita di essere raccontata attraverso gli atti, senza anticipare conclusioni che dovranno essere assunte dalla stazione appaltante.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

