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Agrigento – Dissesto idrogeologico nell’Agrigentino, Salvaggio incontra il Commissario: «Servono interventi concreti e strutturali»

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Agrigento – Dissesto idrogeologico nell’Agrigentino, Salvaggio incontra il Commissario: «Servono interventi concreti e strutturali». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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AGRIGENTO – Frane, erosione delle coste, difficoltà nel deflusso delle acque piovane e territori sempre più vulnerabili agli eventi meteorologici. La messa in sicurezza della provincia di Agrigento torna al centro dell’attenzione istituzionale con l’iniziativa del deputato regionale Luigi Salvaggio, che ha incontrato Sergio Tumminello, soggetto attuatore dell’Ufficio del Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana.

Un incontro richiesto dallo stesso parlamentare dell’Ars partendo dalla considerazione che il rischio idrogeologico e i possibili danni provocati dal maltempo rappresentano ormai problemi che interessano numerosi territori dell’Agrigentino. Salvaggio ritiene quindi necessari «concreti interventi di prevenzione, protezione e messa in sicurezza».

Tredici Comuni nel primo monitoraggio

Il confronto con l’Ufficio del Commissario ha riguardato, in questa prima fase, una vasta porzione della provincia. Salvaggio ha indicato Canicattì, Naro, Favara, Racalmuto, Ravanusa, Campobello di Licata, Licata, Palma di Montechiaro, Agrigento, Aragona, Castrofilippo e Grotte, oltre alle aree circostanti, come territori sui quali concentrare inizialmente l’analisi delle condizioni di fragilità e vulnerabilità idrogeologica.

Non si tratterebbe, però, di un elenco definitivo. L’intenzione annunciata dal deputato regionale è quella di estendere progressivamente l’attenzione agli altri Comuni della provincia, acquisendo dati e informazioni ed effettuando anche sopralluoghi per verificare direttamente le diverse esigenze dei territori.

Frane, coste e acque piovane: criticità diverse da territorio a territorio

Le problematiche individuate non sono tutte uguali. In alcune aree la priorità potrebbe essere rappresentata dal consolidamento dei versanti, che secondo Salvaggio costituisce probabilmente una delle tipologie di intervento maggiormente necessarie.

C’è poi il problema della protezione delle coste, lungo il vasto tratto del litorale agrigentino che interessa il territorio da Menfi fino a Palma di Montechiaro e Licata.

Un ulteriore capitolo riguarda la gestione delle acque meteoriche attraverso canali di gronda e vasche di laminazione, interventi indicati, ad esempio, per realtà come Canicattì e Favara, ma potenzialmente necessari anche in altre zone della provincia.

A rischio non soltanto il territorio, ma strade, attività e cittadini

Nel corso dell’incontro sono state prese in considerazione le criticità connesse al dissesto, al deflusso delle acque e all’erosione.

Problemi che non riguardano esclusivamente la tutela ambientale: le condizioni di vulnerabilità possono infatti avere conseguenze dirette sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla viabilità, sulle attività produttive e soprattutto sull’incolumità dei cittadini.

È proprio su questo punto che Salvaggio insiste sulla necessità di superare la logica degli interventi successivi alle emergenze e puntare invece sulla programmazione di opere strutturali capaci di prevenire i rischi e mettere in sicurezza le zone maggiormente esposte.

Tumminello apre al confronto sulle possibili soluzioni

Dal soggetto attuatore dell’Ufficio del Commissario di Governo, Sergio Tumminello, sarebbe arrivata piena disponibilità ad approfondire le problematiche rappresentate.

Secondo quanto riportato nel comunicato diffuso il 13 agosto, Tumminello avrebbe manifestato attenzione rispetto alla possibilità di individuare, nell’ambito delle competenze dell’Ufficio e degli strumenti disponibili, interventi finalizzati alla mitigazione del rischio e alla sicurezza dei territori.

Un’apertura che adesso dovrà essere tradotta in progettazione e, soprattutto, in opere.

Lo stesso Salvaggio sottolinea infatti che le segnalazioni provenienti dagli amministratori e dalle comunità locali devono diventare «percorsi progettuali e interventi concreti».

Ora il coinvolgimento dei sindaci

Il passaggio successivo annunciato dal deputato regionale sarà quello del coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali.

Salvaggio intende sensibilizzare sindaci e amministratori con l’obiettivo di costruire una sinergia istituzionale e organizzativa attraverso la quale affrontare in maniera coordinata le numerose situazioni di dissesto e di emergenza idrogeologica presenti nella provincia.

La priorità, secondo il parlamentare, dovrà essere attribuita alle aree maggiormente esposte e alle situazioni nelle quali gli interventi risultano più urgenti.

Il tema, adesso, si sposta inevitabilmente dalla ricognizione delle criticità alla fase più complessa: individuare le opere necessarie, trasformarle in progetti finanziabili, reperire le risorse e aprire i cantieri.

Perché sul dissesto idrogeologico la differenza non la fanno soltanto gli incontri istituzionali, ma la capacità di trasformare le segnalazioni dei territori in interventi realmente cantierabili. Ed è proprio su questo terreno che sarà possibile misurare, nei prossimi mesi, gli effetti concreti dell’iniziativa avviata da Salvaggio.

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Fonte: Report Sicilia

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