Agrigento – Dopo Petreppaulu, si restaurano Torre Orologio e statua San Biagio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
La Soprintendenza per i Beni Culturali di Agrigento ha in procinto di realizzare due importanti interventi nella città di Canicattì.
Si tratta dei restauri della statua seicentesca di San Biagio, allocata nell’omonima chiesa, costruita di fronte al castello (probabilmente sul finire del ‘500) e da questo separata da un antico torrente, e della torre dell’orologio, anch’essa in prossimità del luogo in cui sorgeva l’antichissimo Castello.
Veri simboli di Canicattì
Sono due interventi di restauro conservativo, per i quali l’amministrazione comunale aveva auspicato- anche per le vie brevi- il finanziamento da parte dell’assessorato regionale per l’identità siciliana, guidato da Francesco Paolo Scarpinato, il cui ufficio di gabinetto è diretto da Gilberto Marchese Ragona, canicattinese molto sensibile riguardo le esigenze manifestate dalla città dell’uva Italia.
Quest’ultimo dichiara al nostro giornale che “la torre dell’orologio e, per certi versi, anche la statua di San Biagio costituiscono simboli di Canicattì e dei Canicattinesi. Come altro simbolo di Canicattì è il monumento di ‘Petreppaulu’, il cui restauro è stato finanziato dall’assessorato e già realizzato dalla Soprintendenza”.
La Torre dell’Orologio
Gilberto Marchese Ragona osserva inoltre che “la torre dell’orologio esiste da tempo immemorabile, nonostante sia stata demolita e poi ricostruita tra il 1930 e il 1932 -su progetto dell’ingegnere Luigi Portalone, ma l’orologio (che ha scandito le ore di tante generazioni di canicattinesi) non funziona più”.
“All’orologio della torre è stata dedicata” -prosegue il capo di gabinetto dell’assessorato regionale ai beni culturale e all’identità siciliana- “una celebre poesia in vernacolo dal noto poeta dialettale canicattinese Peppi Paci e sempre questa torre ha dato il nome alla testata giornalistica di un importante periodico locale, fondato nel lontano 1954 dall’avvocato Giuseppe Alaimo, che l’ha diretto con passione per quasi quarant’anni e che è cessato qualche anno dopo la sua scomparsa”.
La statua di san Biagio

“Anche la chiesa di San Biagio e la statua lignea policroma del santo cui la chiesa è intitolata” -continua Gilberto Marchese Ragona– “fanno parte delle antiche tradizioni canicattinesi, se si tiene conto dell’omonima confraternita che vi ha operato sino al 1920 e della festa del 3 febbraio che mette al centro i ‘cuddureddi’. Queste sono piccole forme di pane, impastate e infornate dai devoti e dai panificatori locali più radicati, che vengono benedette durante la messa e poi distribuite ad amici e parenti per proteggerli dal mal di gola”.
“San Biagio è infatti il protettore della gola e la sua intercessione è invocata durante il rito della benedizione della gola che si tiene tutti gli anni, per la festa, nella Chiesa di San Biagio, a conclusione delle celebrazioni eucaristiche della messa, incrociando due candele e donando la benedizione del parroco”.
L’auspicio
Si auspica adesso che la Soprintendenza di Agrigento proceda quanto prima al restauro conservativo della statua di San Biagio.
In tal modo, la tradizionale festa del tre febbraio 2027, coordinata dal parroco don Gino Brunetto, potrà fregiarsi della rinnovata effigie scultorea del santo protettore della gola.
E magari in quel periodo anche l’Orologio della Torre potrebbe aver ripreso a scandire il tempo a Canicattì.
L’articolo Dopo Petreppaulu, si restaurano Torre Orologio e statua San Biagio proviene da Sicilia ON Press.
Leggi anche: Altre notizie su Attualità
Fonte: Sicilia On Press
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

