Agrigento – «Ho votato Michele Sodano e lo rivoterei, ma adesso basta temporeggiare»: Lo sfogo di un’elettrice di Maddalusa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Una cittadina che ha creduto nel progetto del sindaco rompe il silenzio: «Agrigento cade a pezzi, interi quartieri sono senz’acqua e la politica continua a occuparsi di polemiche che non interessano alla gente»
«Ho votato Michele Sodano. Mi autodenuncio. E, ad oggi, lo voterei nuovamente».
Comincia così lo sfogo lucido e amaro di una cittadina agrigentina, insegnante e madre di tre figli, che alle ultime elezioni amministrative ha scelto Michele Sodano e che ancora oggi non rinnega quel voto. Ma proprio perché ha creduto nel nuovo sindaco, adesso gli chiede di smettere di temporeggiare e di dedicarsi alle vere emergenze della città.
Non si tratta dell’attacco di un’avversaria politica né dell’intervento di chi ha deciso, per partito preso, di bocciare l’amministrazione comunale dopo appena pochi mesi. È la voce di un’elettrice che attende ancora di comprendere pienamente le intenzioni del sindaco e di poter valutare concretamente il suo operato.
Una voce che, però, comincia a essere assalita dai dubbi.
«Non faccio parte del fan club, ma gli ho dato fiducia»
La cittadina chiarisce subito di non appartenere a quello che definisce il «ridicolo fan club» di quanti osannano il sindaco senza alcun “se” e senza alcun “ma”.
La sua fiducia nasce da un incontro avvenuto durante la campagna elettorale, al McDonald’s, quando ebbe modo di chiedere a Sodano quali fossero le sue intenzioni rispetto all’Università e, più in generale, al futuro culturale di Agrigento.
Le risposte furono forse incerte, ma accompagnate — racconta — da modi gentili e da buone intenzioni. Tanto bastò a convincerla definitivamente.
Perché, nella sua visione, l’unica vera speranza per Agrigento rimane la cultura:
«Libri a colazione, pranzo e cena per tutti».
Una convinzione maturata da insegnante, da madre e da cittadina che immagina per i propri figli una città diversa.
Sodano come Fabio Massimo: ma Agrigento non può più aspettare
Nel suo intervento, l’elettrice si chiede se le difficoltà incontrate dal sindaco dipendano da una sua presunta impreparazione oppure dal tentativo dei soliti “nonni” della politica agrigentina di fagocitarlo, impedendogli persino di elaborare una strategia e di formulare risposte realmente convincenti.
Il paragone scelto è storico e particolarmente efficace: Michele Sodano viene accostato a Quinto Fabio Massimo, il “Cunctator”, il Temporeggiatore che nel 217 avanti Cristo scelse contro Annibale una strategia fondata sull’attesa.
Ma Agrigento, oggi, non può più permettersi di attendere.
La città ha bisogno di decisioni, atti amministrativi, risposte e risultati. Non di nuove dirette social, fotografie, comunicati, smentite e interminabili polemiche politiche.
«Mi sembra di vivere in una realtà parallela»
Il giudizio sulla situazione cittadina è netto:
«Oggi sono confusa. Mi sembra di vivere in una realtà parallela».
Da una parte ci sono i post, le dirette, le rotture politiche, le dichiarazioni di legalità, le smentite e le fotografie di un sindaco che, agli occhi della sua stessa elettrice, appare sempre meno sicuro di sé.
Dall’altra esiste la città reale: strade ridotte a colabrodo, cantieri ovunque, rifiuti, topi e quartieri che continuano a soffrire per una distribuzione idrica insufficiente.
E poi c’è Maddalusa.
La vera ferita ancora aperta.
Maddalusa dimenticata e il «limbo dell’assetamento»
La cittadina racconta di aver trascorso quasi tutta la propria vita in una casa situata nella cosiddetta zona A di Maddalusa, dove ancora oggi vivono i suoi genitori e dove hanno abitato i suoi nonni fino all’ultimo giorno della loro vita.
Quando incontrò Michele Sodano durante la campagna elettorale, la crisi di Maddalusa non aveva ancora assunto le dimensioni drammatiche attuali.
Adesso, invece, intere famiglie si trovano da mesi senza acqua e, mentre la politica agrigentina consuma la propria quotidiana soap opera, di quei cittadini sembra non parlare quasi più nessuno.
L’immagine utilizzata è tanto ironica quanto dolorosa:
«Dante riscriverebbe la sua Commedia, mettendo nel suo Purgatorio un cerchio per i maddalusani, costretti a purgarsi della loro grave colpa ereditaria “carriannu biduna da matina a sira”, nella speranza di riveder le stelle».
È il “limbo dell’assetamento”: famiglie lasciate sospese tra vincoli urbanistici, responsabilità mai chiarite, promesse, mozioni e riunioni che finora non hanno riportato l’acqua nelle loro abitazioni.
Persone che continuano a pagare le imposte e che non possono essere condannate a trasportare bidoni per espiare colpe che non hanno commesso.
«Della soap opera politica non ci importa nulla»
Lo sfogo contiene anche un messaggio rivolto alle opposizioni e a quanti alimentano quotidianamente lo scontro politico:
«Sinceramente, a me, ma credo anche alla quasi totalità degli agrigentini, di questa specie di soap opera politica non importa niente».
Le polemiche, secondo l’elettrice, stanno producendo soltanto una cortina di fumo che nasconde i problemi autentici di Agrigento.
Il passaggio è chiaro: controllare, denunciare e fare opposizione è indispensabile, ma lo scontro permanente non può trasformarsi in un alibi per chi amministra né può oscurare le emergenze della popolazione.
Per questo l’appello è rivolto a tutti: alla maggioranza, all’opposizione e soprattutto al sindaco.
«Sindaco, pensi a noi»
È proprio da chi ha votato Michele Sodano che arriva uno degli appelli più difficili da ignorare:
«Abbiamo estremo bisogno che il sindaco lavori per come ci ha promesso. Il suo è un compito arduo, forse molto più di quanto avesse immaginato, ma lo ha scelto e ora è chiamato a non temporeggiare più».
Agrigento cade a pezzi. Interi quartieri sono senz’acqua da mesi. Il resto della città non gode certamente di una distribuzione soddisfacente. I rifiuti, il degrado e i problemi infrastrutturali rimangono sotto gli occhi di tutti.
La cittadina conclude con poche parole che rappresentano il cuore dell’intero intervento:
«Sindaco, in nome di chi l’ha votata — io per prima — pensi a noi».
È uno sfogo, ma anche un ultimo credito di fiducia.
Michele Sodano è stato votato perché prometteva di cambiare Agrigento. Adesso, però, non bastano più la simpatia, le buone intenzioni e le dirette sui social. Servono risposte concrete.
Soprattutto sull’acqua. Soprattutto su Maddalusa.
Perché anche la fiducia più sincera, quando viene lasciata troppo a lungo senz’acqua e senza risposte, rischia inevitabilmente di prosciugarsi.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

