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Agrigento – Il caso Crosta? Era politico. Lo abbiamo scritto venti giorni fa. E adesso gli invasati se la prendono con La Vardera?

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Agrigento – Il caso Crosta? Era politico. Lo abbiamo scritto venti giorni fa. E adesso gli invasati se la prendono con La Vardera?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Finalmente ci siamo arrivati. Dopo venti giorni di articoli, polemiche, commenti, attacchi e soprattutto dopo una quantità industriale di fumo gettato negli occhi, qualcuno ha avuto il coraggio di pronunciare quelle due parole che noi continuiamo a ripetere da settimane: la questione Crosta è una questione politica. Lo era ieri. Lo è oggi. E lo è sempre stata.

Perché nessuno, ma proprio nessuno, ha mai scritto che Giovanni Crosta non fosse una persona perbene. Nessuno ha mai emesso sentenze sulla sua moralità. Il problema è un altro. Ed è talmente semplice che persino gli “invasati” dovrebbero riuscire a comprenderlo.

Giovanni Crosta è il vicesindaco di Agrigento. Ricopre, dunque, un incarico politico e amministrativo di assoluto rilievo. E proprio per questo la sua posizione deve essere valutata anche sotto il profilo dell’opportunità politica. La questione è una casa abusiva che Crosta ha ereditato. Non l’ha costruita lui, e questo lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Ma il fatto che un immobile sia stato ereditato non cancella il problema politico che nasce quando chi lo possiede, anche per successione, siede dentro la giunta comunale e si trova ad amministrare un ente chiamato a occuparsi anche di pratiche edilizie e sanatorie.

È talmente evidente che non dovrebbe nemmeno essere necessario spiegarlo. E poi ci sono le sciocchezze, quelle profferite dallo stesso Crosta. Quelle sì, sono politicamente rilevanti. Perché una cosa è dire: “Ho ereditato una situazione edilizia risalente a mio padre e sto affrontando una pratica di sanatoria”. Altra cosa è parlare di un rudere, di una casa disabitata, per poi ritrovarsi davanti a una realtà diversa, con un immobile che non sembra affatto quel rudere raccontato e con un utilizzo saltuario durante l’estate e in occasione di feste e festini. È esattamente questo il punto. E lo ha capito perfettamente anche Ismaele La Vardera, che oggi chiede a Crosta di dimettersi rinfacciandogli di essere stato imprudente a fare quelle sciocche dichiarazioni (nonchè false).

Ma dove erano, fino a ieri, tutti quelli che sui social si sono scatenati contro i giornalisti? Dove erano quelli che hanno trasformato ogni articolo in un processo alla stampa? Dove erano quelli che, anziché discutere del problema, hanno preferito attaccare chi il problema lo aveva sollevato? Per venti giorni abbiamo assistito a uno spettacolo surreale.

Si poteva discutere dell’immobile. Si poteva discutere della sanatoria del 1985. Si poteva discutere dell’opportunità politica. Si poteva contestare un articolo, chiedere precisazioni, portare documenti. Invece no. Gli “invasati” hanno scelto la strada più comoda: sparare contro i giornalisti. Perché è molto più facile prendersela con chi racconta una storia che affrontare la storia stessa.

Ed è qui che Agrigento deve fermarsi un momento e guardarsi allo specchio. Perché il vero problema non è Crosta. Il vero problema è una città nella quale, troppo spesso, chi pone una domanda scomoda viene considerato il problema. Il vero problema è una certa tifoseria politica che non vuole informazione, vuole applausi. Prima i detrattori, adesso gli invasati.

Il vero problema è l’idea malsana secondo la quale un giornalista dovrebbe stare zitto quando tocca qualcuno della propria parte politica. No. Il giornalista non deve stare zitto, deve fare il giornalista. E se un vicesindaco si trova al centro di una vicenda che pone una questione di opportunità politica, quella vicenda va raccontata. Punto. Senza insultare Crosta. Senza trasformarlo in un criminale. Senza inventare accuse che non esistono.

Non ci interessa infierire sulla persona. Ci interessa sottolineare una cosa molto più importante: quello che noi scriviamo da venti giorni, adesso lo sta dicendo il movimento politico che sostiene questa amministrazione.

E allora, cari invasati, come la mettiamo? Venti giorni a insultare i giornalisti. Venti giorni a cercare complotti. Venti giorni a parlare di tutto tranne che della questione centrale. E adesso? Adesso che a chiedere le dimissioni non è un giornale, ma Controcorrente, che cosa vi inventerete? Attaccherete anche La Vardera? Accuserete anche il suo movimento di essere “contro Crosta”? O finalmente avrete il coraggio di affrontare il problema? Ma quanto è cattivo questo La Vardera che chiede le dimissioni per un fatto che gli invasati non riescono a vedere?

Agrigento non ha bisogno di tifoserie. Non ha bisogno di invasati. Non ha bisogno di gente che scambia la critica politica per un’aggressione personale e il giornalismo per un nemico da abbattere. Agrigento ha bisogno di serenità, trasparenza e istituzioni credibili. E soprattutto ha bisogno di capire una volta per tutte che una cosa è la persona, altra cosa è il ruolo che quella persona ricopre.

Giovanni Crosta può essere una persona perbene, ma questo non rende automaticamente inattaccabile il suo ruolo politico. Ed è proprio questo che abbiamo scritto per venti giorni.

Adesso, finalmente, sembra che qualcuno abbia deciso di leggerlo.

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Fonte: Sicilia24h

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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