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Agrigento, Italia Viva manifesta per l’acqua ma governa la città: E a Maddalusa la politica continua a discutere mentre i residenti aspettano

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Agrigento, Italia Viva manifesta per l’acqua ma governa la città: E a Maddalusa la politica continua a discutere mentre i residenti aspettano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – «L’acqua non è un bene essenziale: è la madre di tutti i beni». La frase scelta da Italia Viva Provincia di Agrigento dopo la manifestazione per l’emergenza idrica sarebbe perfetta se provenisse da una forza politica di opposizione che bussa alle porte di chi governa chiedendo soluzioni.

Ma Italia Viva governa.

È rappresentata nella giunta comunale guidata da Michele Sodano dall’assessore Roberta Lala e ha un ruolo politico rilevante anche nel Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Per questo vedere il partito partecipare alla protesta, dichiararsi «fianco a fianco con i cittadini» e contemporaneamente assicurare che «tutta l’amministrazione comunale sta facendo il massimo» produce un cortocircuito politico che merita qualche riflessione.

Perché se tutti sono in piazza a protestare, chi è rimasto dentro le istituzioni a decidere?

E soprattutto: mentre si moltiplicano dichiarazioni, fotografie e attestazioni di solidarietà, a Maddalusa resta una domanda molto più concreta.

Quando arriverà l’acqua per tutti i residenti?

Italia Viva: «L’acqua è la madre di tutti i beni». Anche a Maddalusa?

Il comunicato di Italia Viva contiene parole inequivocabili.

Il partito parla della «frustrazione», dei «disagi quotidiani» e delle difficoltà affrontate da famiglie e imprese e rivendica una vicinanza che «non è a parole».

Benissimo.

Ma se l’acqua è davvero «la madre di tutti i beni», quel principio dovrebbe essere universale.

Dovrebbe valere nel centro di Agrigento.

Dovrebbe valere nei quartieri periferici.

E dovrebbe valere anche a Maddalusa.

Qui, invece, il dibattito continua ad avvitarsi intorno alla regolarità urbanistica degli immobili, mentre una parte dei residenti resta fuori dalle misure emergenziali predisposte per determinate categorie di fragilità.

E allora bisogna tornare alla distinzione che Report Sicilia ha sottolineato ripetutamente anche raccogliendo, nei giorni scorsi, le proposte avanzate da Giuseppe Di Rosa: una cosa sono le case, altra cosa sono le persone che dentro quelle case vivono.

Le proposte avanzate nei giorni scorsi erano concrete. Perché non valutarle?

Ed è proprio rileggendo le precedenti note di Giuseppe Di Rosa che una domanda, dal punto di vista giornalistico, sorge spontanea.

Perché non mettere sul tavolo, una volta per tutte, le soluzioni concrete che sono state indicate?

La prima riguarda l’utilizzo dei poteri sindacali emergenziali, naturalmente entro i limiti consentiti dall’ordinamento, per affrontare una situazione che coinvolge salute e condizioni igienico-sanitarie di cittadini residenti.

La seconda è persino più semplice: collocare almeno due autobotti della Protezione civile in un punto pubblico e facilmente raggiungibile sul cavalcavia di Maddalusa, lasciando che siano i cittadini a recarsi sul posto con taniche e contenitori.

È una proposta che Di Rosa ripete da giorni e che, a nostro avviso, meriterebbe almeno una risposta ufficiale.

Perché non stiamo parlando di portare l’autobotte davanti alla singola abitazione.

Non stiamo parlando di stipulare un contratto idrico.

Non stiamo parlando di realizzare un allaccio.

E certamente un cittadino che riempie una tanica d’acqua da un’autobotte pubblica non sana urbanisticamente la propria abitazione.

Allora, prima ancora di stabilire se questa soluzione sia quella definitiva, chiediamo: perché non verificarne immediatamente la praticabilità giuridica e operativa?

È Sodano stesso a dire che l’autobotte c’è

La domanda diventa ancora più pressante leggendo ciò che ha scritto lo stesso sindaco.

Michele Sodano ha infatti comunicato che la Protezione civile comunale ha messo a disposizione una propria autobotte «per portare sollievo dove l’acqua non arriva».

E allora, da giornalisti, non possiamo che collegare questa dichiarazione alla proposta avanzata nei giorni scorsi.

Se l’autobotte c’è e viene utilizzata per portare sollievo dove manca l’acqua, perché non collocarla a Maddalusa?

E se una non fosse sufficiente, perché non organizzarsi per averne almeno due?

Non per rifornire gli immobili.

Per rifornire le persone.

È una differenza sostanziale sulla quale sarebbe opportuno che l’amministrazione facesse definitivamente chiarezza.

Se esiste un impedimento normativo, venga indicato.

Se esiste un parere giuridico contrario, venga reso noto.

Se esiste un problema operativo, venga spiegato.

Ma dopo settimane di discussioni dire semplicemente che Maddalusa è un problema diverso non basta più.

La questione urbanistica resta. Ma non si risolve togliendo l’acqua

Report Sicilia non ha mai sostenuto che l’emergenza idrica possa trasformarsi in una sanatoria edilizia.

È vero esattamente il contrario.

Se esistono immobili abusivi e insanabili, la legge deve fare il proprio corso.

Se dovranno essere demoliti, saranno gli organi competenti a stabilirlo e si procederà secondo le norme.

Ma l’abusivismo edilizio non si combatte attraverso la sete.

Oggi dentro quelle abitazioni vivono persone. In molti casi sono cittadini ai quali lo stesso Comune ha riconosciuto la residenza.

E mentre si discute del destino futuro delle case, bisogna occuparsi del presente di chi le abita.

Il vero problema politico della giunta Sodano

C’è poi un elemento che sarebbe ingenuo ignorare.

L’amministrazione Sodano è sostenuta da un’area politica nella quale sono fortemente rappresentate forze della sinistra e sensibilità ambientaliste che storicamente hanno assunto posizioni molto severe sull’abusivismo edilizio e sulla tutela della zona A.

Ed è probabilmente qui che si trova una delle difficoltà politiche più profonde della vicenda Maddalusa.

Difendere il diritto all’acqua dei residenti, però, non significa diventare difensori dell’abusivismo.

È questo il salto politico che questa amministrazione dovrebbe avere il coraggio di compiere.

Le case seguiranno il loro destino urbanistico.

Le persone devono avere acqua oggi.

Italia Viva non può limitarsi a “vigilare”

Nel proprio comunicato Italia Viva afferma:

«Continueremo a esserci, a proporre, a stimolare e a vigilare».

Ma Italia Viva è al governo della città.

E chi governa non può soltanto vigilare.

Deve decidere.

L’assessore Roberta Lala fa parte della giunta Sodano. Il suo partito ha quindi tutto il diritto di manifestare accanto ai cittadini, ma ha anche il dovere politico di portare dentro la giunta le soluzioni che ritiene necessarie.

E allora sarebbe interessante conoscere una risposta molto semplice.

Italia Viva è favorevole oppure contraria a mettere almeno due autobotti della Protezione civile sul cavalcavia di Maddalusa a disposizione dei residenti?

Non servono lunghi comunicati.

Basterebbe un sì o un no, accompagnato dalle relative motivazioni.

Tutti manifestano, tutti comprendono. Ma qualcuno deve governare

La scena politica agrigentina sta diventando surreale.

Il sindaco partecipa alla manifestazione.

I partiti che compongono la sua amministrazione partecipano alla manifestazione.

Tutti solidarizzano con chi protesta.

Tutti comprendono la rabbia.

Tutti chiedono soluzioni.

Ma le soluzioni non possono arrivare da una piazza se chi ha il potere politico e amministrativo di cercarle è già dentro quella piazza a protestare.

La presenza tra i cittadini è importante, ma non può trasformarsi in un modo per anestetizzare il dissenso.

Un sindaco non è un manifestante.

Un assessore non è un semplice osservatore.

Un partito di governo non può comportarsi come se fosse all’opposizione.

Ordinanza, autobotti e responsabilità: ma cosa si aspetta?

Ed eccoci alla conclusione che, ripercorrendo tutte le precedenti proposte avanzate da Di Rosa e seguendo l’evoluzione della vicenda, Report Sicilia ritiene ormai inevitabile.

Si verifichi immediatamente ogni spazio giuridico per un intervento sindacale emergenziale.

E, soprattutto, si valuti subito la collocazione di almeno due autobotti della Protezione civile sul cavalcavia di Maddalusa, in area pubblica e a disposizione dei residenti.

Se non si può fare, qualcuno abbia finalmente il coraggio di spiegare perché.

Norma alla mano.

Perché dopo tavoli tecnici, Prefettura, commissioni, riunioni, manifestazioni, comunicati, fotografie e post sui social, una domanda diventa inevitabile:

le autobotti ci sono, la Protezione civile c’è, i residenti hanno sete: ma cosa si aspetta?

Le case abusive saranno affrontate con gli strumenti dell’urbanistica e della legge.

La sete delle persone, invece, va affrontata adesso.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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