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Agrigento – La claque di Sodano scopre il colpevole: l’abusivismo non scandalizza più; scandalizza semmai il giornalista che lo racconta…

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Agrigento – La claque di Sodano scopre il colpevole: l’abusivismo non scandalizza più; scandalizza semmai il giornalista che lo racconta…. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Il caldo di questi mesi, evidentemente, deve aver fatto qualche danno. Perché leggendo stamattina certi commenti sui social viene da chiedersi se, oltre alle temperature, non sia salita anche la febbre del tifo politico. Secondo qualche vignettista, qualche avvocaticchio e una sparuta pattuglia di invasati dagli occhi spiritati, il problema non sarebbe l’eventuale abusivismo edilizio della casa del vicesindaco Crosta. No. Il vero problema saremmo noi giornalisti.

“Dove siete stati per quarant’anni?”, “Perché scrivete di Crosta e non degli altri?”, “Perché non avete denunciato prima?”. Domande apparentemente ingenue, ma che raccontano una cosa molto più seria: la disperata necessità di trovare un colpevole purché non sia quello giusto.

Se per quarant’anni qualcuno ha commesso irregolarità, si rivolga alla magistratura, agli uffici competenti, agli organi di controllo. Se qualcuno ha costruito abusivamente, accerti chi doveva controllare. Se qualcuno ha chiuso gli occhi, si individui chi li ha chiusi. Ma tirare in ballo il giornalista perché oggi racconta una vicenda è semplicemente ridicolo. Anzi, è una forma di analfabetismo civile.

Il giornalista non è il custode degli errori commessi negli ultimi quarant’anni. Non deve chiedere il permesso a nessuno per pubblicare una notizia. E soprattutto non deve aspettare che un amministratore cada in disgrazia per poter raccontare ciò che accade. La logica di questa gentaglia è disarmante: siccome altri avrebbero sbagliato prima, allora oggi tutto sarebbe consentito. Una sorta di assoluzione preventiva: “Lo facevano quelli di prima, quindi possono farlo anche i nostri”.

No. Non funziona così.

Un eventuale abuso non diventa legittimo perché qualcun altro, prima, ne avrebbe commessi altri. Un’amministrazione non diventa immune alle critiche perché quelle precedenti sono state peggiori. E un giornalista non diventa complice perché decide di raccontare oggi ciò che ieri non aveva raccontato.

Questa è la parte più miserabile della faccenda: non contestano i fatti, contestano chi li racconta. È il vecchio, squallido riflesso di chi, quando non sa come difendersi nel merito, prova a delegittimare il messaggero. Peccato che un giornale non sia un ufficio stampa dell’amministrazione di turno. E un giornalista non sia un tifoso con la penna in mano.

Se Crosta ha ragione, lo dimostri. Se le contestazioni sono infondate, vengano smentite con documenti e fatti. Se invece emergessero irregolarità, se ne assuma la responsabilità chi di dovere. Ma risparmiateci la miserabile litania del “perché non avete scritto degli altri?”.Perché questa non è una gara a chi ha sbagliato di più. È informazione.

E chi non riesce a capirlo, forse dovrebbe smettere di occuparsi di giornalismo e giornalisti e cominciare, almeno per una volta, ad occuparsi dei fatti.

Il resto è soltanto tifo. E del tifo più servile, misero.

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Fonte: Sicilia24h

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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