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Agrigento – Lillo Gueli, quindici anni dopo: Campobello di Licata non ha ancora fatto i conti con la sua memoria

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Agrigento – Lillo Gueli, quindici anni dopo: Campobello di Licata non ha ancora fatto i conti con la sua memoria. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il 17 luglio 2011 moriva Calogero Gueli, ex sindaco ed ex parlamentare regionale. A quindici anni di distanza, il suo nome resta assente da ogni riconoscimento ufficiale nel paese che amministrò per quattro volte e che contribuì a cambiare profondamente.

Il 17 luglio del 2011 si spegneva improvvisamente Calogero Gueli, ex sindaco di Campobello di Licata ed ex deputato dell’Assemblea regionale siciliana. Aveva 73 anni. Per chi lo conobbe da vicino, non fu soltanto un uomo delle istituzioni: fu un protagonista di una stagione amministrativa che lasciò segni concreti nella vita del paese.

Eppure, a distanza di quindici anni, Campobello di Licata non gli ha ancora dedicato una strada, una piazza, una struttura pubblica, né una cerimonia ufficiale capace di riconoscerne il ruolo nella storia cittadina. Un silenzio che appare tanto più sorprendente se si considera l’impatto che le sue amministrazioni ebbero sul territorio.

Durante i suoi mandati da sindaco, Gueli fu associato a una fase di forte intervento sul tessuto urbano e sociale del paese. Tra le opere ricordate dai resoconti locali figurano la valorizzazione della Valle delle Pietre Dipinte, il recupero di “lu Canali” e la realizzazione di spazi pubblici, infrastrutture, scuole, strade, ville, piazze e persino del mattatoio comunale.

Non si trattò soltanto di lavori pubblici. Quelle iniziative contribuirono a dare a Campobello di Licata una nuova visibilità, anche sul piano turistico e identitario. La Valle delle Pietre Dipinte, in particolare, è diventata nel tempo uno dei riferimenti più noti del patrimonio artistico locale.

La figura di Gueli è stata segnata anche da una vicenda giudiziaria complessa. Le cronache del tempo riportano il suo arresto nell’ambito di un’inchiesta antimafia e successivamente l’assoluzione in appello con formula piena, “il fatto non sussiste”, dopo le accuse che lo avevano coinvolto.

Questo passaggio ha inevitabilmente contribuito a rendere più controverso il giudizio pubblico sulla sua persona. Ma non ha cancellato, per molti campobellesi, la memoria di un amministratore che aveva saputo incidere concretamente sulla crescita del paese.

Il punto, oggi, non è riaprire una stagione di polemiche. Il punto è un altro: capire perché una comunità che ha beneficiato di una lunga stagione amministrativa non abbia ancora sentito il bisogno di riconoscere, in forma pubblica e ufficiale, la figura di uno dei suoi sindaci più influenti.

La memoria civile non coincide con l’agiografia. Riconoscere un ruolo storico non significa ignorare le ombre, ma collocare una persona dentro la complessità del suo tempo. E proprio per questo, il mancato tributo a Gueli appare come una scelta di rimozione più che di prudenza.

Quindici anni dopo la sua morte, resta aperta una questione semplice e insieme politica: Campobello di Licata vuole o no rendere omaggio a una figura che ha segnato una fase importante della sua storia amministrativa? La risposta, se arriverà, dirà molto non solo su Calogero Gueli, ma sul rapporto del paese con la propria memoria.

Il tempo per rimediare c’è ancora. Servirebbe soltanto la volontà di farlo.

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Fonte: feeds2.feedburner.com

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