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Agrigento – Maddalusa, i rifiuti si raccolgono ma l’acqua continua a non arrivare: Il Comune spieghi ai cittadini questa contraddizione

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Agrigento – Maddalusa, i rifiuti si raccolgono ma l’acqua continua a non arrivare: Il Comune spieghi ai cittadini questa contraddizione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Le immagini che pubblichiamo oggi raccontano una realtà che ormai è sotto gli occhi di tutti.

I mezzi della raccolta differenziata percorrono regolarmente le strade di Contrada Maddalusa. Gli operatori scendono dai camion, ritirano i mastelli, svolgono il servizio porta a porta e proseguono il loro lavoro come avviene in qualsiasi altro quartiere della città.

Ed è giusto che sia così.

I cittadini pagano la TARI e hanno diritto ad un servizio efficiente.

Ma proprio queste fotografie fanno nascere una domanda alla quale, fino ad oggi, nessuno ha dato una risposta convincente.

Se il Comune raccoglie i rifiuti, riconosce che quelle case sono abitate

La raccolta dei rifiuti non viene effettuata nelle case disabitate.

Viene svolta perché in quelle abitazioni vivono persone, famiglie, anziani e bambini che conferiscono regolarmente i propri rifiuti.

Il Comune organizza il servizio, la ditta lo esegue e gli operatori entrano quotidianamente nella contrada perché sanno che lì esistono cittadini residenti.

È un fatto.

E se quelle abitazioni sono considerate sufficientemente “abitate” da meritare un servizio pubblico essenziale come la raccolta dei rifiuti, allora diventa difficile comprendere perché, proprio nelle stesse case, continui ad essere negata l’acqua.

Due pesi e due misure?

L’acqua è il bene primario per eccellenza.

Serve per bere.

Serve per cucinare.

Serve per l’igiene personale.

Serve per garantire condizioni sanitarie dignitose.

Eppure proprio questo servizio continua ad essere negato mentre tutti gli altri continuano ad essere regolarmente assicurati.

Il messaggio che arriva ai cittadini è paradossale.

Per i rifiuti quelle famiglie esistono.

Per l’acqua sembrano improvvisamente non esistere più.

Un principio che merita una spiegazione

Se il problema è rappresentato dalla situazione urbanistica della zona, allora il Comune dovrebbe spiegare perché questo principio venga applicato soltanto al servizio idrico.

Perché la raccolta dei rifiuti continua?

Perché gli operatori continuano ad entrare nella contrada?

Perché vengono ritirati regolarmente i mastelli?

Perché si continua a garantire un servizio pubblico in abitazioni che, quando si parla di acqua, sembrano improvvisamente diventare invisibili?

Sono domande semplici.

E meritano risposte altrettanto semplici.

Sindaco, cosa le impedisce di intervenire?

Da settimane si discute della possibilità di adottare un’ordinanza contingibile e urgente per garantire almeno il minimo quantitativo di acqua necessario ai residenti.

Se esiste una norma che glielo impedisce, il sindaco Michele Sodano lo dica chiaramente.

Se esiste un parere contrario, lo renda pubblico.

Se qualcuno gli ha rappresentato l’impossibilità di intervenire, indichi chi è e per quali motivi.

Perché i cittadini hanno diritto di conoscere la verità.

Il silenzio non basta più

Report Sicilia non sta chiedendo favoritismi né scorciatoie.

Sta chiedendo trasparenza.

Perché oggi le fotografie raccontano una contraddizione evidente.

Il Comune riconosce l’esistenza di quelle famiglie quando organizza la raccolta differenziata.

Le riconosce quando incassa la TARI.

Le riconosce quando i mezzi dell’igiene urbana percorrono quelle strade.

Poi, però, quando quelle stesse persone chiedono l’acqua, bene indispensabile per vivere, viene risposto che non è possibile.

È una contraddizione che l’amministrazione comunale non può più limitarsi a ignorare.

I cittadini di Contrada Maddalusa non chiedono privilegi.

Chiedono coerenza.

Perché se lo Stato entra nelle loro case per raccogliere i rifiuti, riconoscendo che sono abitate e che vi risiedono cittadini, è legittimo chiedersi perché quello stesso Stato non riesca a garantire il bene più essenziale di tutti: l’acqua.

E allora la domanda finale è inevitabile.

Sindaco Michele Sodano, cosa aspetta?

Se davvero esiste un ostacolo insormontabile lo spieghi pubblicamente ai cittadini, indicando norme, pareri e responsabilità.

Se invece gli strumenti amministrativi esistono, abbia il coraggio di utilizzarli.

Perché l’acqua non è un privilegio, ma il presupposto minimo per tutelare la salute, la dignità e la vita delle persone.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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