Amministrazione Sodano: vittoria schiacciante ma ora la sfida del Rinascimento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Agrigento si prepara a vivere una notte storica. Anzi, epocale. Una di quelle notti che finiscono nei libri, tra lo sbarco sulla Luna, la caduta del Muro di Berlino e la vittoria dei Mondiali del 1982.
Domani mattina, infatti, la città dei Templi dovrebbe risvegliarsi trasformata. Almeno secondo quanto lasciato intendere durante la campagna elettorale dalla nuova amministrazione guidata da Michele Sodano, che ha promesso un cambiamento talmente radicale da far sembrare la moltiplicazione dei pani e dei pesci una semplice esercitazione da oratorio.
Per mesi i cittadini hanno ascoltato un racconto straordinario. Da una parte c’erano loro: colti, preparati, competenti, illuminati, quasi rinascimentali. Dall’altra gli avversari: incapaci, mediocri, inadatti, responsabili di ogni male che abbia colpito Agrigento dagli ultimi cinquant’anni a questa parte.
Adesso, però, arriva la parte difficile. Quella in cui bisogna passare dalle parole ai fatti. E soprattutto dalle conferenze stampa alle buche.
Perché, se le promesse saranno mantenute, nei prossimi mesi assisteremo a fenomeni mai osservati prima in Sicilia. Le lapazze spariranno misteriosamente dal territorio comunale. I marciapiedi torneranno a essere marciapiedi e non percorsi a ostacoli. I rifiuti verranno raccolti senza che i cittadini debbano consultare astrologi e sensitivi per capire quando passerà il camion.
Ma il vero capolavoro riguarderà le strade. Le buche, storica attrazione turistica agrigentina, verranno finalmente riparate. E qui c’è un dettaglio che rende tutto ancora più interessante: per questa missione non servirà nemmeno andare a cercare finanziamenti in giro per il mondo, né bussare alle porte di Roma o Bruxelles. I soldi ci sono già. Quasi un milione di euro lasciato in eredità dalla precedente amministrazione proprio per sistemare il manto stradale.
Tradotto: stavolta non ci saranno alibi.
Se tra qualche mese le strade continueranno a sembrare il set di un documentario sulla superficie lunare, sarà difficile dare la colpa a chi governava prima, a Garibaldi, ai Borboni o alle invasioni barbariche.
Agrigento è dunque pronta a diventare una nuova New York? Calma.
Per il momento conviene aspettare. Anche perché tra l’annuncio del paradiso e la sua realizzazione esiste sempre un piccolo dettaglio chiamato realtà. La città non ha bisogno di miracoli. Non ha bisogno di supereroi. Non ha bisogno di amministratori che si autoproclamano geni mentre descrivono gli altri come incapaci. Ha bisogno di normalità.
Una normalità rivoluzionaria ad Agrigento: strade percorribili, erba tagliata, servizi funzionanti, pulizia urbana, manutenzione ordinaria.
Se tutto questo arriverà davvero, i cittadini saranno i primi ad applaudire.
Se invece tra alcuni mesi le lapazze saranno ancora lì, le buche continueranno a divorare pneumatici e la città resterà identica a oggi, allora qualcuno dovrà spiegare perché il tanto annunciato Rinascimento agrigentino si sia trasformato nell’ennesima puntata di una serie che gli agrigentini conoscono ormai a memoria.
Domani mattina scopriremo se si sveglierà nella nuova Manhattan del Mediterraneo oppure nella solita Agrigento dove, da decenni, l’unica cosa che cambia davvero sono gli slogan elettorali.
C’è poi un altro aspetto che rende questa avventura amministrativa ancora più affascinante.
La nuova squadra di governo ha trascorso mesi a spiegare ai cittadini di possedere competenze superiori, visioni straordinarie e soluzioni immediate per problemi che affliggono Agrigento da decenni. Una narrazione tanto ambiziosa quanto impegnativa.
Per questo motivo, qualora dovessero arrivare difficoltà, ritardi o risultati inferiori alle aspettative, sarebbe piuttosto complicato rifugiarsi nelle tradizionali scuse della politica italiana.
Non funzionerebbe il grande classico del “non ci fanno governare”; non sarebbe credibile il celebre “ci bloccano tutto”; e farebbe sorridere persino le lapazze il sempreverde “l’opposizione ostacola il cambiamento”.
Perché quando per mesi hai raccontato di avere la ricetta perfetta per guarire una città malata, non puoi poi sostenere che la colpa sia del termometro. Quando ti presenti come il salvatore della patria amministrativa, non puoi trasformarti alla prima difficoltà nella vittima di oscure congiure di Palazzo. Gli agrigentini hanno ascoltato promesse gigantesche. Hanno sentito parlare di svolte epocali, rinascite, rivoluzioni amministrative e cambiamenti immediati.
Non solo: Sodano e company sapevano già che Comune non sprizzasse salute da tutti i pori. Zero su tutto, ma loro hanno promesso miracoli.
Ecco perché da domani inizia il momento più delicato: quello in cui la realtà presenta il conto.
Ma se dovesse restare la capitale mondiale delle buche, delle erbacce e delle occasioni perdute, allora sarà difficile sostenere che la responsabilità appartenga a chi, fino a ieri, sedeva dall’altra parte dell’aula.
Auguri di buon lavoro, sindaco!
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Fonte: Sicilia24h
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