Agrigento – Maddalusa, Il Pd governa, protesta e si assolve: tutto in un comunicato pirandelliano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Nel 1917 Luigi Pirandello portava in scena Così è (se vi pare). In una cittadina di provincia il signor Ponza e la signora Frola raccontano due verità inconciliabili, entrambe documentate, entrambe credibili. Alla fine la donna velata si presenta e liquida la curiosità del paese: «Io sono colei che mi si crede». Il comunicato diffuso il 18 luglio dal Partito Democratico agrigentino sull’emergenza idrica di Maddalusa ha la stessa architettura drammaturgica: due verità sovrapposte, sostenute dallo stesso soggetto politico, e un velo prudentemente calato sulla più scomoda.
La catena delle decisioni comincia dall’Ati AG9
Il comunicato attribuisce al centrodestra un’«inerzia trentennale» e le conseguenze della sospensione delle autobotti. Ma le regole che oggi impediscono il rifornimento alle case di Maddalusa nascono dalla deliberazione dell’Ati AG9 dell’8 maggio 2026: cessato lo stato di emergenza idrica regionale, è tornato in vigore il regolamento di utenza e il servizio sostitutivo con autobotte è stato subordinato al possesso di un regolare contratto di fornitura. L’Ati è l’assemblea dei sindaci dell’ambito idrico provinciale, presieduta dal sindaco di Montallegro Giovanni Cirillo: vi siedono primi cittadini di centrodestra e di centrosinistra.
L’ordinanza che il Pd giudica insufficiente porta la firma del sindaco che sostiene
Al tavolo tecnico in Prefettura del 15 luglio Sodano c’era. Ne è uscito il modello del Centro operativo comunale: cinque categorie fragili individuate dall’Asp, cinquanta litri pro capite al giorno, tre mesi di durata. Il sindaco lo ha recepito integralmente con ordinanza contingibile e urgente. È esattamente la misura che il Pd definisce oggi «insufficiente». Con una circostanza che il comunicato non menziona: in giunta il Pd esprime due assessori, e uno di loro, Giuseppe Riccobene, ha proprio la delega ai rapporti con il gestore del servizio idrico, mentre Eleonora Sciortino tiene l’urbanistica, cioè la materia da cui dipendono le sanatorie pendenti da quarant’anni.
Salute e ordine pubblico: l’appello torna al mittente
Il Pd chiede a Roma e a Palermo di «garantire l’erogazione del servizio idrico essenziale e tutelare la salute e l’ordine pubblico». Formulazione impegnativa: se davvero bisogna tutelarsi rispetto ad un rischio igienico-sanitario, l’autorità sanitaria locale è il sindaco. E il consiglio comunale — dove siedono i consiglieri dem citati nel comunicato — aveva chiesto all’unanimità un’ordinanza per il minimo vitale a tutto il quartiere, non ai soli fragili. Chiedere a governi lontani ciò che si è appena rinunciato a pretendere a Palazzo dei Giganti è un esercizio raffinato, ma non è un atto amministrativo.
Il principio di non contraddizione, spiegato ad Agrigento
Resta il finale. Il Pd «pretende» il ripristino dell’erogazione «nel pieno rispetto della legalità urbanistica e dei vincoli paesaggistici e archeologici», ma aggiunge che il quadro normativo non può impedire di contemperare legalità e diritti costituzionali. Aristotele, nel quarto libro della Metafisica, spiegava che una cosa non può essere e non essere allo stesso tempo e sotto il medesimo rispetto. Qui invece o si tiene fermo il vincolo di inedificabilità assoluta della zona A — ed è precisamente quel vincolo a negare l’acqua — oppure si dice che il diritto all’acqua lo supera. Delle due l’una. Il comunicato sceglie entrambe, e si presenta velato: io sono colei che mi si crede.
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Fonte: Report Sicilia
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