Agrigento – Maddalusa, Legambiente detta la linea: “Le case abusive vanno abbattute”. Sodano si allinea, ma quale futuro per i residenti?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sul caso Maddalusa arriva una presa di posizione destinata a pesare nel dibattito politico cittadino.
È quella del Circolo Rabat di Legambiente Agrigento che, con una nota stampa diffusa dopo il vertice in Prefettura, esprime pieno sostegno alla linea adottata dal sindaco Michele Sodano e dalla sua amministrazione.
Una posizione che assume un rilievo ancora maggiore se si considera che l’assessore comunale con delega all’Acqua e ai Rifiuti, Giuseppe Riccobene, è dirigente regionale della stessa Legambiente.
Di fatto, la nota del circolo ambientalista rappresenta anche la linea culturale e politica della componente ambientalista presente nella giunta comunale.
“Le norme non si piegano”
Legambiente non lascia spazio ad interpretazioni.
Nella nota si legge infatti che “il sindaco Michele Sodano e la sua giunta hanno fatto bene a condividere e fare proprio il verbale della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.
Ancora più esplicito il passaggio successivo:
“Le norme non si aggirano e non si piegano alle convenienze del momento: vanno applicate con rigore.”
Per Legambiente, le abitazioni realizzate nella zona A della Valle dei Templi sono abusive e, proprio per questo, “non possono essere allacciate ai servizi a rete: acqua, luce, gas e telecomunicazioni.”
Una posizione che coincide perfettamente con quella espressa dal sindaco Michele Sodano durante il confronto istituzionale odierno, quando avrebbe ribadito che l’amministrazione comunale è “l’amministrazione della legalità” e che le norme sulle costruzioni abusive in zona A devono essere applicate.
“L’acqua sì, ma solo temporaneamente”
La nota di Legambiente introduce però anche un altro principio.
Secondo il circolo ambientalista, agli abitanti di Maddalusa deve essere garantita l’acqua indispensabile per vivere, ma esclusivamente per il tempo necessario a trovare una soluzione abitativa regolare.
Si tratta di un passaggio importante.
Legambiente, infatti, riconosce che non è possibile lasciare le famiglie senza il minimo vitale.
Ma, nello stesso tempo, precisa che tale fornitura non deve trasformarsi in “una sanatoria mascherata”.
L’obiettivo finale: liberare la Valle dagli immobili abusivi
Il passaggio più significativo della nota arriva nella parte conclusiva.
Legambiente scrive infatti che “serve un passo definitivo: liberare la Valle dagli immobili abusivi”, prevedendo, per le famiglie che ne abbiano diritto, l’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari già disponibili o da realizzare.
È, di fatto, la prima volta che viene indicata con tanta chiarezza la prospettiva finale immaginata dal mondo ambientalista.
Non semplicemente negare l’acqua.
Ma arrivare alla rimozione degli immobili abusivi.
Una posizione coerente con la storia della giunta
Da questo punto di vista non si può parlare di sorpresa.
L’attuale amministrazione comunale è composta da forze politiche e da esponenti che, negli anni, hanno sempre sostenuto la necessità di contrastare l’abusivismo edilizio senza deroghe.
È quindi naturale che oggi il sindaco Sodano si trovi perfettamente allineato con quella cultura politica.
Il problema, però, è che governare significa anche confrontarsi con una realtà molto più complessa.
Il nodo che resta aperto
A Maddalusa non ci sono soltanto immobili.
Ci sono centinaia di residenti.
Molti di loro hanno ottenuto la residenza proprio dal Comune di Agrigento.
Tra loro vi sono anziani, persone con disabilità, malati cronici e cittadini allettati.
Ed è proprio qui che continua a collocarsi il nodo della vicenda.
Come conciliare il principio della legalità con il diritto fondamentale all’acqua?
Come gestire le famiglie che da anni vivono stabilmente nella zona?
Quale sarà il loro destino se l’obiettivo dichiarato è quello di liberare la Valle dagli immobili abusivi?
Sono interrogativi ai quali, dopo la presa di posizione di Legambiente e le dichiarazioni del sindaco Michele Sodano, la città attende adesso risposte altrettanto chiare.
Perché una cosa appare ormai evidente.
Il dibattito non riguarda più soltanto la distribuzione dell’acqua.
Riguarda il futuro di un intero quartiere e delle famiglie che vi abitano.
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Fonte: Report Sicilia
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