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Agrigento – Maddalusa, un mese fa il Consiglio impegnava Sindaco e Giunta a garantire 50 litri d’acqua a tutti i residenti: Che fine ha fatto quella mozione?

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Agrigento – Maddalusa, un mese fa il Consiglio impegnava Sindaco e Giunta a garantire 50 litri d’acqua a tutti i residenti: Che fine ha fatto quella mozione?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Era il 15 luglio 2026.

Quasi un mese fa il Consiglio comunale di Agrigento approvava una mozione dal titolo inequivocabile: “Misure urgenti per garantire il diritto all’approvvigionamento idrico minimo vitale e la tutela della salute pubblica nella contrada Maddalusa”.

Un documento importante non soltanto perché venne approvato all’unanimità dei presenti, ma perché indicava con estrema precisione cosa il sindaco Michele Sodano e la sua Giunta avrebbero dovuto fare.

La mozione non parlava soltanto dei fragili.

Non parlava soltanto degli ultraottantenni.

Non parlava soltanto degli invalidi o delle famiglie con bambini piccoli.

Parlava dei residenti di contrada Maddalusa.

E impegnava sindaco e Giunta, testualmente, ad attivare “con la massima urgenza, ogni iniziativa consentita dall’ordinamento” affinché fosse garantito ai residenti il quantitativo minimo vitale di acqua potabile previsto dalla legge regionale siciliana n. 19/2015: 50 litri pro capite al giorno.

Un mese dopo quella “massima urgenza” è ancora lì, scritta sulla carta.

La mozione aveva già separato acqua e abusivismo

C’è soprattutto un passaggio di quel documento che oggi merita di essere riletto.

Il Consiglio comunale scriveva che a Maddalusa esiste una situazione complessa sotto il profilo urbanistico, paesaggistico, archeologico e amministrativo.

Ma immediatamente dopo ricordava un’altra realtà: da oltre due mesi numerosi cittadini residenti risultavano privi dell’erogazione del servizio idrico, con gravi conseguenze sulle più elementari attività quotidiane e inevitabili ripercussioni igienico-sanitarie.

La mozione metteva poi nero su bianco un fatto fondamentale.

Nel corso degli anni a Maddalusa sono state realizzate opere di urbanizzazione primaria e attivati numerosi servizi pubblici: viabilità, toponomastica, numerazione civica, energia elettrica, gas metano, telefonia e fibra ottica.

E soprattutto il Consiglio certificava politicamente l’esistenza di residenti regolarmente iscritti nei registri anagrafici del Comune di Agrigento, parlando espressamente di una “stabile comunità residente” e di un “consolidato insediamento abitativo”.

Ferma restando – e la mozione lo precisa – ogni valutazione delle autorità competenti sulla regolarità urbanistico-edilizia dei singoli immobili.

È esattamente il punto sostenuto sin dall’inizio da Giuseppe Di Rosa: le due questioni devono essere tenute separate.

Prima c’è il diritto delle persone all’acqua e alla salute. Poi c’è la posizione urbanistica degli immobili.

Garantire l’acqua non significa concedere una sanatoria.

Il precedente delle autobotti esiste già

La stessa mozione ricorda un particolare che rende ancora più difficile comprendere l’attuale situazione.

Durante l’emergenza idrica dichiarata dalla Regione Siciliana nel 2024, infatti, il fabbisogno idrico dei residenti di Maddalusa venne garantito attraverso il servizio di rifornimento con autobotti.

Dunque quella modalità è già stata utilizzata.

Ed è lo stesso Consiglio comunale a definirla una dimostrazione della “concreta praticabilità” dell’approvvigionamento sostitutivo quale misura temporanea per tutelare la salute pubblica.

Allora si poteva.

Oggi perché no?

Cinque impegni precisi al sindaco

Il dispositivo finale della mozione non lascia molto spazio alle interpretazioni.

Il Consiglio comunale impegnava il sindaco e la Giunta comunale su cinque punti.

Il primo era garantire con la massima urgenza ai residenti di Maddalusa 50 litri pro capite al giorno, anche attraverso modalità temporanee di approvvigionamento e senza che ciò comportasse alcun riconoscimento della regolarità urbanistica degli immobili.

Il secondo chiedeva al sindaco di intervenire con la massima urgenza utilizzando anche le prerogative spettanti al Comune di Agrigento nell’ambito dell’Assemblea dei sindaci di AICA, affinché venissero adottate le determinazioni necessarie a garantire il minimo vitale.

Il terzo impegnava l’amministrazione a chiedere formalmente all’ASP una relazione aggiornata sulla situazione igienico-sanitaria.

Il quarto indicava la possibilità, ricorrendone i presupposti e sulla base dell’istruttoria tecnica e sanitaria, di adottare i provvedimenti contingibili e urgenti previsti dall’articolo 50 del TUEL.

Il quinto impegnava il sindaco a riferire al Consiglio comunale, alla prima seduta disponibile, sulle iniziative intraprese, sugli esiti delle interlocuzioni con AICA e sulle misure adottate o programmate.

Non erano consigli.

Era un preciso indirizzo politico dell’organo consiliare.

E quella mozione la votarono anche i consiglieri vicini a Sodano

C’è poi un elemento politico che non può essere dimenticato.

Quella mozione venne approvata all’unanimità dei presenti.

A votarla non furono soltanto le opposizioni.

La sostennero anche consiglieri politicamente vicini al sindaco e persino esponenti della sua stessa area.

Dunque Michele Sodano non può neppure sostenere di trovarsi davanti a una richiesta proveniente da una parte politica ostile alla sua amministrazione.

Il Consiglio comunale gli ha consegnato un mandato politico chiarissimo.

Quasi un mese dopo, però, il minimo vitale per tutti i residenti non risulta garantito.

Il COC per i fragili non dà esecuzione a tutto ciò che il Consiglio ha chiesto

È vero: dopo il tavolo in Prefettura è arrivata l’ordinanza per l’attivazione del COC.

Ma quell’ordinanza riguarda determinate categorie di soggetti fragili.

La mozione approvata dal Consiglio comunale dice una cosa diversa e molto più ampia: 50 litri pro capite al giorno ai residenti della contrada Maddalusa.

Non soltanto a cinque categorie.

Non soltanto agli ultraottantenni.

Non soltanto ai nuclei con bambini piccoli.

Ai residenti.

È una differenza enorme.

E dopo quasi un mese sarebbe legittimo conoscere quali atti siano stati adottati per dare seguito a quell’indirizzo nella sua interezza.

Ai residenti vicini politicamente a Sodano va ricordata una cosa

E qui arriviamo forse al punto più delicato.

Tra i residenti di Maddalusa ci sono certamente cittadini che hanno sostenuto Michele Sodano durante la campagna elettorale e che lo hanno votato.

A loro bisogna ricordare che oggi Michele Sodano non è più un candidato.

È il sindaco di Agrigento.

Ed è proprio al sindaco che il Consiglio comunale ha chiesto di intervenire.

È al sindaco che la mozione chiede di utilizzare le prerogative del Comune dentro AICA.

È il sindaco che, ricorrendone i presupposti di legge, dispone dei poteri previsti dall’articolo 50 del TUEL.

È il sindaco che deve rappresentare l’intera comunità agrigentina.

Continuare a cercare altrove il responsabile politico della soluzione rischia quindi di far perdere di vista il dato fondamentale: Palazzo dei Giganti non è spettatore della vicenda.

“Ma ci denunciano”

Se esiste un impedimento giuridico, il sindaco lo dica.

Se esiste un parere tecnico contrario, venga reso pubblico.

Se esiste una norma che impedisce qualsiasi forma temporanea di approvvigionamento per i residenti, venga indicata.

Ma non può essere sufficiente evocare genericamente il rischio di denunce.

Perché la stessa mozione votata dal Consiglio comunale richiama Costituzione, TUEL, legislazione nazionale e regionale e chiede espressamente di trovare ogni soluzione consentita dall’ordinamento, non di violare la legge.

E stabilisce chiaramente che la distribuzione temporanea dell’acqua non deve costituire riconoscimento della regolarità urbanistica degli immobili.

Se domani ci saranno procedimenti amministrativi, demolizioni, ricorsi, cause e controcause, seguiranno il loro corso.

Ma oggi ci sono persone che hanno bisogno di acqua.

Poi c’è AICA e la presidenza Nobile

Naturalmente esiste anche la responsabilità del gestore.

AICA è la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nell’Agrigentino e alla sua guida c’è ancora la presidente Danila Nobile.

Anche su questo Report Sicilia ha scritto molto nel tempo.

La vicenda della sua originaria nomina e dei requisiti previsti dall’avviso dell’epoca meriterebbe di essere nuovamente ricostruita attraverso tutti gli atti: dalle condizioni originariamente richieste fino alle decisioni successivamente assunte dall’Assemblea dei sindaci, durante la precedente amministrazione Miccichè.

Perché quando oggi si invoca continuamente la legalità nei confronti dei residenti di Maddalusa, sarebbe opportuno applicare lo stesso metro di rigorosa trasparenza anche alla governance della società pubblica che gestisce l’acqua.

Ma c’è un punto ancora più importante.

AICA appartiene ai Comuni.

E il Comune di Agrigento è uno dei soci di maggiore peso.

Ecco perché la stessa mozione del 15 luglio non dice al sindaco di aspettare ciò che deciderà AICA: gli chiede espressamente di esercitare le prerogative del Comune nell’Assemblea dei sindaci di AICA.

Quasi un mese dopo, chi deve rispondere?

Torniamo dunque da dove siamo partiti.

15 luglio 2026.

Il Consiglio comunale vota all’unanimità.

Scrive “massima urgenza”.

Scrive “residenti”.

Scrive “50 litri pro capite al giorno”.

Scrive che possono essere utilizzate modalità temporanee di approvvigionamento.

Scrive che questo non comporta alcuna sanatoria degli immobili.

Chiede di intervenire dentro AICA.

Richiama persino l’articolo 50 del TUEL.

E impegna il sindaco a riferire al Consiglio.

Siamo al 12 agosto.

Forse, prima di convocare un altro tavolo, scrivere un’altra lettera o cercare un altro soggetto al quale attribuire la responsabilità, sarebbe sufficiente riprendere quella mozione e leggerla dall’inizio alla fine.

Perché il Consiglio comunale ha già detto cosa chiede.

Adesso deve rispondere chi è stato chiamato a farlo.

Il sindaco Michele Sodano.

Maddalusa è Agrigento.

I suoi abitanti sono residenti di Agrigento.

Molti di loro hanno probabilmente votato proprio l’attuale sindaco.

Adesso non chiedono una promessa elettorale.

Chiedono che venga data attuazione a un indirizzo votato quasi un mese fa dall’intero Consiglio comunale.

E soprattutto chiedono acqua.

Cinquanta litri al giorno. Non una sanatoria.

Maddalusa, il Consiglio comunale vota all’unanimità la mozione sull’acqua. Adesso la parola passa al sindaco Sodano

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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