Agrigento, Mangione denuncia l’auto ma il 30 giugno legava la sua bici all’aiuola del Comune. Sodano, le regole valgono per tutti?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Prima la denuncia social contro l’automobilista arrivato davanti al Palazzo di Città. Poi emergono le fotografie della bicicletta della stessa consigliera comunale Elvira Mangione, lasciata proprio davanti a Palazzo dei Giganti e assicurata all’inferriata che delimita le aiuole.
E questa volta abbiamo anche una data e un’ora precise:
30 giugno 2026, ore 12:56.
Report Sicilia torna sulla vicenda perché, dopo il post pubblicato dalla consigliera della maggioranza che sostiene il sindaco Michele Sodano, la questione non riguarda più soltanto il comportamento di un automobilista.
Riguarda la coerenza di chi denuncia pubblicamente gli altri e, soprattutto, il rispetto delle regole in uno dei luoghi più delicati e rappresentativi della città.
Le fotografie in nostro possesso mostrano la bicicletta della consigliera Mangione collocata davanti al Palazzo di Città, a ridosso dell’inferriata delle aiuole.
Secondo quanto verificato dalla nostra redazione, la bicicletta è della consigliera Elvira Mangione.
Nelle immagini del 30 giugno il mezzo risulta assicurato proprio alla recinzione.
E allora, dopo la denuncia della consigliera contro l’automobilista, siamo noi questa volta a porre alcune domande.
Consigliera Mangione, quella inferriata può essere utilizzata come rastrelliera?
E ancora:
se può utilizzarla lei, può farlo qualsiasi cittadino?
piazza Pirandello e Palazzo di Città: non siamo in un luogo qualsiasi
C’è poi un elemento che rende la questione ancora più delicata.
Parliamo di piazza Luigi Pirandello, nel cuore storico di Agrigento, e del Palazzo di Città, che ha sede nell’antico complesso dell’ex convento dei Domenicani.
Siamo dunque all’interno di un contesto storico e monumentale sottoposto alla tutela degli organi competenti e della Soprintendenza.
Ed è proprio per questo che non intendiamo stabilire noi, con un articolo di giornale, quale specifica prescrizione si applichi a quella singola inferriata.
Pretendiamo qualcosa di molto più semplice e molto più serio:
che siano il Comune e, per quanto di competenza, la Soprintendenza a dirlo.
Perché una cosa è certa: quella che vediamo nelle fotografie è la recinzione di un’aiuola davanti al Palazzo di Città.
Non è una rastrelliera per biciclette.
Può essere utilizzata comunque per assicurare un mezzo privato?
È compatibile con le prescrizioni e con la tutela del luogo?
Esistono disposizioni comunali che lo consentono?
Esistono invece divieti?
È questo che vogliamo sapere.
consigliera Mangione, il 30 giugno alle 12:56 era tutto regolare?
La domanda alla consigliera diventa quindi estremamente semplice.
Il 30 giugno 2026, alle ore 12:56, la sua bicicletta era assicurata all’inferriata delle aiuole davanti al Palazzo di Città. Aveva verificato che fosse consentito?
Perché proprio lei, adesso, ha aperto pubblicamente il tema.
È stata la consigliera Mangione a fotografare un’automobile davanti al Comune.
È stata lei a pubblicare quell’immagine sui social.
È stata lei a ironizzare sul possibile ragionamento dell’automobilista:
«Vabbè, s’arrivanu i vigili mi spostu».
E allora oggi quella stessa domanda sulla correttezza dei comportamenti deve poter essere rivolta anche a chi l’ha posta agli altri.
Non perché automobile e bicicletta siano la stessa cosa.
Non lo sono e nessuno intende sostenere il contrario.
Ma perché le regole, qualunque esse siano, devono essere rispettate da tutti.
Soprattutto da chi rappresenta le istituzioni.
non può esserci la legalità per gli altri e la tolleranza per noi stessi
Questo è il vero cuore della vicenda.
È facilissimo fotografare il comportamento di un altro cittadino e pubblicarlo su Facebook.
Molto più difficile è accettare che lo stesso metro venga applicato a noi.
Ma è esattamente questo che distingue una semplice denuncia social dalla credibilità istituzionale.
Se si invocano controlli, rispetto degli spazi pubblici e regole quando il protagonista è un automobilista, bisogna essere disponibili a rispondere alle stesse domande quando nelle fotografie compare il proprio mezzo.
La legalità non può funzionare a senso unico.
Non può essere inflessibile quando riguarda gli altri e diventare improvvisamente elastica quando riguarda un componente della maggioranza.
essere consigliera comunale non significa avere un lasciapassare
Lo diciamo con assoluta chiarezza.
Essere consigliera comunale non attribuisce alcun diritto speciale sull’utilizzo degli spazi pubblici.
Essere componente della maggioranza che sostiene il sindaco Michele Sodano non può consentire ciò che eventualmente non sarebbe consentito a un normale cittadino.
Semmai dovrebbe valere il contrario.
Chi siede dentro le istituzioni dovrebbe essere il primo a dare l’esempio.
E allora immaginiamo una scena semplicissima.
Domani dieci cittadini arrivano in piazza Pirandello in bicicletta.
Trovano comoda l’inferriata davanti al Palazzo di Città e assicurano lì dieci biciclette.
Possono farlo?
Se la risposta è sì, non abbiamo nulla da aggiungere.
Se la risposta è no, allora bisognerà spiegare perché la bicicletta della consigliera Mangione si trovasse lì il 30 giugno.
Non esiste una terza possibilità fondata sulla carica politica del proprietario del mezzo.
sindaco Sodano, intervenga immediatamente
A questo punto la questione riguarda direttamente Michele Sodano.
Sindaco, intervenga.
E lo faccia immediatamente.
Chieda alla Polizia Locale e agli uffici comunali competenti di verificare quale disciplina si applichi esattamente in quel punto.
Chieda se sia consentito assicurare biciclette all’inferriata delle aiuole davanti al Palazzo di Città.
Verifichi quali prescrizioni derivino dalla particolare tutela storico-monumentale del luogo e, qualora la questione coinvolga direttamente competenze di tutela, chieda un pronunciamento alla Soprintendenza di Agrigento.
Poi comunichi il risultato alla città.
Non chiediamo al sindaco di condannare preventivamente nessuno.
Chiediamo al sindaco di far rispettare le regole.
Qualunque esse siano.
e alla Soprintendenza chiediamo: si può fare?
Report Sicilia pone pubblicamente il quesito anche alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento.
In un contesto storico e monumentale come quello di piazza Pirandello e del Palazzo di Città, è consentito utilizzare la recinzione delle aiuole prospicienti il Palazzo per assicurare biciclette private?
Quella recinzione è interessata direttamente o indirettamente dalle prescrizioni di tutela dell’area e del complesso?
Esistono prescrizioni sul suo utilizzo?
Sono domande tecniche alle quali devono rispondere gli organi competenti.
Ed è proprio la risposta tecnica che consentirà di chiudere definitivamente la questione.
il 30 giugno alle 12:56 resta una fotografia precisa
Questa volta non parliamo di impressioni.
Abbiamo fotografie con una precisa collocazione temporale:
30 giugno 2026, ore 12:56.
Secondo le verifiche della nostra redazione, quella bicicletta appartiene alla consigliera comunale Elvira Mangione.
È fotografata davanti al Palazzo di Città, assicurata alla recinzione delle aiuole.
Adesso vogliamo sapere una cosa soltanto:
poteva stare lì oppure no?
Se poteva, il sindaco lo dica e la questione sarà chiusa.
Se non poteva, ci aspettiamo che venga utilizzato lo stesso metro che sarebbe stato utilizzato nei confronti di qualunque altro cittadino.
Mangione, adesso la fotografia riguarda lei
Ed è questo forse l’aspetto politicamente più significativo.
La consigliera Mangione ha deciso di utilizzare una fotografia per richiamare pubblicamente un cittadino alle proprie responsabilità.
Adesso esistono altre fotografie.
Questa volta riguardano la sua bicicletta.
E quindi il principio deve essere identico.
Consigliera Mangione, le regole che pretende dagli altri valgono anche per lei?
Non servono polemiche.
Non servono vittimismi.
Non servono distinguo politici.
Serve una risposta.
E soprattutto serve quella del sindaco.
Michele Sodano faccia verificare immediatamente cosa prevedono le regole per quell’area.
Perché una nuova amministrazione che parla di legalità e cambiamento deve cominciare proprio dalle cose apparentemente più piccole.
Altrimenti il messaggio che passa alla città diventa devastante:
rigore per il cittadino fotografato sui social e tolleranza per chi siede dentro Palazzo dei Giganti?
No.
Le regole o valgono per tutti oppure smettono di essere regole.
Sindaco Sodano, adesso tocca a lei: verifichi e dica alla città se davanti al Palazzo di Città quella bicicletta poteva essere legata lì.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.



