Agrigento per Porta di Ponte 1,2 milioni in bilico: il Consiglio ha 60 giorni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Quasi trentadue mesi davanti alla porta
Con la deliberazione di Giunta n. 115 del 13 agosto 2026 il Comune di Agrigento ha approvato in via d’urgenza una variazione al bilancio di gestione provvisoria 2026 per 1.226.031,22 euro. È la quota non ancora impegnata del contributo straordinario di 1.400.000 euro assegnato dalla Regione Siciliana con il D.D.G. n. 633/Serv. 4 del 19 dicembre 2023 per i “Lavori di riqualificazione dell’area di Porta di Ponte ed aree di pertinenza” . La cifra è la differenza aritmetica fra il finanziamento e i 173.968,78 euro già impegnati nel dicembre 2024 per i servizi di progettazione, poi affidati all’architetto Giovanni Spitali.
Il resto è cronologia. Presa d’atto del finanziamento il 29 dicembre 2023. Determina a contrarre per la progettazione il 4 dicembre 2024. Autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza il 31 ottobre 2025. Progetto esecutivo approvato in linea amministrativa il 20 novembre 2025. Nel mezzo, una mail del 19 maggio 2025 con cui l’allora assessore ai Lavori pubblici Gerlando Principato chiedeva già la stessa variazione d’urgenza, per lo stesso identico importo, sull’esercizio 2025. Non se ne fece nulla: sono passati 451 giorni. Dal decreto regionale alla delibera di Ferragosto, quasi trentadue mesi.
«Il notevole carico di lavoro degli uffici»
Il perché è scritto nell’atto, in una riga che pesa più di molti comunicati: «entro l’esercizio finanziario 2025 per il notevole carico di lavoro degli uffici non è stato possibile procedere all’avvio del procedimento di gara e all’impegno della spesa per il relativo quadro economico».
Non è una clausola di stile. È l’ammissione, messa a verbale da un dirigente e votata all’unanimità dalla Giunta, che l‘ente non ha avuto le persone per bandire una gara su un’opera già progettata, già autorizzata dalla Soprintendenza e già finanziata. Il contesto lo ha fornito lo stesso sindaco Michele Sodano: Agrigento avrebbe «circa un terzo del personale che dovrebbe avere», con una sequenza di pensionamenti alle porte e senza una programmazione di assunzioni alle spalle.
La conferma sta nella firma in calce alla nota che il 6 marzo 2026 sollecitava — già allora con «carattere di urgenza» — la variazione: quella dell’ingegnere Alberto Avenia, dirigente ad interim del Settore VI. Il settore dei Lavori pubblici, cioè quello che dovrebbe bandire la gara, è retto per supplenza. Fra quella richiesta urgente e la delibera che la recepisce sono trascorsi 160 giorni. L’urgenza, ad Agrigento, ha tempi geologici.
Vale la pena aggiungere un dettaglio di forma che dice molto sulla sostanza: nella stessa delibera i pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile portano entrambi la firma del dirigente del Settore IV, Giovanni Mantione. Quando l’organico si assottiglia, i controlli si concentrano.
Sessanta giorni e un’aula da convincere
Ora la clessidra è corta. La variazione è stata adottata dalla Giunta in deroga, ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 13/2021 — norma transitoria che il legislatore siciliano ha prorogato solo fino al 2026 — e deve essere ratificata dal Consiglio comunale «a pena di decadenza» entro sessanta giorni: il 12 ottobre. Senza ratifica la variazione decade e il milione e 226 mila euro torna a essere una posta priva di copertura, con quel «danno all’Ente per il mancato utilizzo del contributo regionale» che l’atto stesso evoca.
Il passaggio non è scontato. Sodano si presenta in aula con un gruppo largamente minoritario rispetto allo schieramento di centrodestra e ha già incassato una bocciatura sul PEF TARI. Qui, però, non si vota un indirizzo politico.
La richiesta d’urgenza del marzo 2026, per inciso, viaggiava ancora su carta intestata “Agrigento 2025 – Capitale Italiana della Cultura”.
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Fonte: Report Sicilia
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