Al momento stai visualizzando Agrigento – Pillole di storia di GAETANO AUGELLO – 7 agosto – Festa di San Gaetano – CANICATTI’ E SAN GAETANO

Agrigento – Pillole di storia di GAETANO AUGELLO – 7 agosto – Festa di San Gaetano – CANICATTI’ E SAN GAETANO

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – Pillole di storia di GAETANO AUGELLO – 7 agosto – Festa di San Gaetano – CANICATTI’ E SAN GAETANO. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 3 min

All’interno del Duomo di Canicattì trovasi una splendida tela del pittore saccense Giuseppe Tresca in cui San Gaetano viene raffigurato mentre riceve in braccio dalla Madonna Gesù Bambino. Ci si chiede: come mai San Gaetano era oggetto di venerazione a Canicattì? Proviamo a darne una spiegazione. La costruzione della Chiesa Madre fu iniziata nei primi del Settecento, ma i lavori furono interrotti, per carenza di fondi, dopo la realizzazione della sola crociera. I lavori furono ripresi e completati nella seconda metà del Settecento, grazie soprattutto al contributo finanziario della famiglia Adamo ed in particolare di Antonino, Gaetano e Carlo. Antonino Adamo fu il fondatore della potenza economica della famiglia: nel 1757 acquistò il titolo di barone di Santa Maria di Spataro, commutato poi in quello di barone del Monte; nel 1767 acquisto’ dal principe di Paternò, Giovanni Luigi Moncada, il feudo Grasta, divenendo così barone del Monte e della Grasta. Nel 1775, alla morte di Antonino, tutti i titoli passarono in eredità al figlio Gaetano. Il fratello di Gaetano, Carlo, vicario foraneo, ebbe un ruolo importante nella vita religiosa e civile di Canicattì. Come i Bonanno Colonna avevano intitolato ai Santi Filippo e Giacomo, protettori della loro famiglia, la chiesa del monastero delle benedettine canossiane e l’ospedale da loro fondato, così Gaetano Adamo volle acquistare prestigio realizzando all’interno del Duomo un altare intitolato a San Gaetano, davanti al quale fu realizzato un sacello per accogliere le spoglie dei principali esponenti della famiglia. Li furono sepolti Antonino e Carlo Adamo e quando Gaetano mori, nel 1804, fu anch’egli sepolto, come scrive l’Anonimo canicattinese, “nella venerabile cappella del glorioso San Gaetano”. In seguito i monumenti sepolcrali di Antonino e Carlo Adamo furono spostati all’interno del Duomo, mentre del sepolcro di Gaetano si persero le tracce. La tela di Giuseppe Tresca raffigurante l’APPARIZIONE DELLA VERGINE A SAN GAETANO fu commissionata nel 1784, con tutta probabilità, dalla famiglia Adamo. Il barone Gaetano Adamo fu ricordato con affetto dai canicattinesi non solo come costruttore – a lui e al fratello Carlo si deve anche la realizzazione della chiesa del Purgatorio di Piazza IV Novembre – ma anche come benefattore. Infatti cerco’ di eliminare tutte le gabelle abusive pretese dai principi della Cattolica: ad esempio per la semina di una salma di terra a maggese fece ridurre la decima decanale alla misura, da lui ritenuta più giusta, di mezza decima.——————————————————“GAETANO” NELLA TOPONOMASTICA. CANICATTINESE. Nella toponomastica del territorio di Canicattì è chiamata “GAETANO” una ridente contrada distante pochi chilometri dalla città. Si trova sulla direttrice di una delle più importanti regie trazzere “montagna-marina” che dalla Marina di Palma di Montechiaro, attraverso contrada Corrici, Caltanissetta e Castrogiovanni, raggiungeva la Piana di Catania. BAl campo ostacoli di contrada Gaetano si svolgeva, dal 1962 al 1967, un concorso ippico a livello regionale. Secondo il cappuccino fra Saverio da Naro proprio in contrada Gaetano i padri domenicani del convento di piazza Dante possedevano una tenuta di ben dodici salme di terreno. La contrada “Gaetano” fu interessata da una delibera del Consiglio Comunale di Canicattì del 25 marzo 1869 che approvava l’elenco delle strade comunali esterne. In delibera venivano indicate le denominazioni delle varie strade, il punto in cui incominciavano e quello in cui finivano sul territorio del comune e ancora le località principali ed i villaggi attraversati. Al punto 6 dell’elenco vi è indicata “Via Molini e Delia – Da Folche a Molino Gaetano – Giardino di Fiumara Grande” In città esisteva nell’Ottocento una “Via Gaetano Fulco” dal nome di una persona importante che vi abitava. GAETANO AUGELLO

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: feeds2.feedburner.com

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento