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Agrigento – Ravanusa, emergenza idrica: il sindaco Pitrola denuncia «un’Italia di serie C» e annuncia esposto alla Commissione Europea

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Non si ferma la protesta per la grave emergenza idrica che colpisce il comune e, più in generale, l’intera provincia di Agrigento. Il sindaco Salvatore Pitrola torna a intervenire con toni duri e determinati, denunciando l’abbandono istituzionale e rivendicando il diritto all’acqua come bene fondamentale.
«Ci sono momenti nella vita di ogni uomo in cui bisogna semplicemente scegliere di non voltarsi dall’altra parte – afferma Pitrola –. Io non ho carriere politiche da difendere e il mio impegno è soltanto la breve parentesi di un servizio che rendo alla mia terra, rispondendo unicamente alla mia coscienza. Ma nessun uomo può fare la rivoluzione da solo: per spezzare decenni di abbandono non servono eroi, serve adempiere ai propri doveri e rivendicare pacificamente ma con fermezza i propri diritti».
Il primo cittadino parla apertamente di un’Italia a più velocità: «È palese che esiste un’Italia di serie A e un’Italia di serie B, e poi esiste addirittura una provincia di serie C: la provincia di Agrigento, dove l’acqua corrente nelle case è sempre stata un miraggio. Una realtà che sarà sembrata sicuramente una barzelletta a chi ieri sera ha visto il nostro servizio sulla RAI dalla Lombardia o dal Veneto, ma qui di divertente non c’è proprio nulla».
Pitrola accusa il silenzio delle istituzioni: «Il silenzio è complice. E io non sarò complice di chi ha prosciugato la dignità della nostra comunità. Ieri sera tutta Italia ha visto la verità, ha toccato con mano i rubinetti asciutti, le proteste e la rabbia della nostra gente. Non ho parlato solo a nome di un’amministrazione, ho dato voce al grido di ogni singola famiglia di Ravanusa che si ritrova a dover contare le gocce d’acqua come se stesse vivendo nel Medioevo».
Il sindaco annuncia di aver già inoltrato una formale denuncia alla Commissione Europea e ribadisce la volontà di proseguire la battaglia: «Ravanusa e l’intera provincia di Agrigento non possono più essere relegate al ruolo di colonia lasciata all’oblio delle istituzioni centrali. L’acqua non è un favore, l’acqua è un diritto umano fondamentale, un bene comune per cui siamo pronti a dare battaglia in ogni sede, dalle piazze ai palazzi del potere di Roma e Bruxelles. A testa alta e senza aver paura di nessuno, pretendo rispetto e risposte immediate per i miei cittadini. La nostra sete di giustizia è più forte di qualsiasi indifferenza. Noi non ci fermiamo!».

Giovanni Blanda
Per Canicatti Web

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