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Agrigento – Sciacca, mozione di sfiducia contro il sindaco Termine: Brucculeri e Blò sfidano il Consiglio a firmare

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Agrigento – Sciacca, mozione di sfiducia contro il sindaco Termine: Brucculeri e Blò sfidano il Consiglio a firmare. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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I consiglieri di ControSistema–Sud Chiama Nord cercano le dieci sottoscrizioni necessarie per portare l’atto in aula: «Basta con l’ipocrisia, chi vuole davvero cambiare pagina metta la firma». Nel mirino affidamenti, procedure contabili, il pignoramento relativo alla Casa Albergo e la gestione del patrimonio comunale

A Sciacca si passa dalle dichiarazioni politiche alla prova delle firme.

I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, esponenti del Movimento ControSistema–Sud Chiama Nord, hanno trasmesso al presidente del Consiglio comunale e a tutti i consiglieri una richiesta formale per sottoscrivere una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabio Termine e della sua Giunta.

Al momento, dunque, la mozione non può ancora essere considerata pronta per la discussione in aula: servono le firme necessarie previste dalla normativa regionale. Ed è proprio su questo terreno che Brucculeri e Blò intendono misurare la reale volontà politica dei colleghi.

«Basta con l’ipocrisia: chi vuole davvero cambiare pagina metta la firma, non le parole», è il messaggio lanciato dai due consiglieri.

Servono dieci firme per portare la sfiducia in aula

Secondo quanto riportato nel comunicato, trattandosi di un Comune con più di 15 mila abitanti, per presentare la mozione occorre la sottoscrizione di almeno due quinti dei 24 consiglieri assegnati: servono quindi dieci firme.

Per approvare la sfiducia sarebbero invece necessari almeno quindici voti favorevoli, pari al 60 per cento dei componenti del Consiglio comunale.

La richiesta viene formulata ai sensi dell’articolo 10 della legge regionale siciliana numero 35 del 15 settembre 1997. L’obiettivo politico dichiarato è quello di interrompere anticipatamente l’esperienza amministrativa guidata da Termine e restituire la parola agli elettori qualche mese prima della scadenza naturale.

Non è il primo tentativo. Brucculeri e Blò ricordano di avere già predisposto iniziative analoghe nel settembre del 2024 e nel maggio del 2025, senza riuscire però a raccogliere le altre sottoscrizioni necessarie.

«Il Consiglio critica, ma poi approva»

Il cuore della contestazione riguarda il comportamento assunto, secondo i due consiglieri, da una parte dell’assemblea comunale.

In aula si moltiplicherebbero critiche, accuse e prese di distanza dall’Amministrazione, ma al momento del voto gli atti finirebbero comunque per essere approvati.

«Un Consiglio che dissente a parole e approva nei fatti non controlla nulla: si limita a certificare decisioni già prese altrove», sostengono Brucculeri e Blò.

Il riferimento più recente è alla seduta del 7 settembre dedicata agli allegati al bilancio, tra i quali il piano delle alienazioni del patrimonio e il programma triennale delle opere pubbliche, atti propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione e del Documento unico di programmazione.

Secondo i firmatari dell’iniziativa, in Consiglio sarebbero state espresse critiche durissime, senza che queste producessero conseguenze politiche concrete.

Il motivo sarebbe il timore che la mancata approvazione degli strumenti finanziari possa determinare conseguenze per lo stesso Consiglio comunale, lasciando invece il sindaco al proprio posto.

È quello che Brucculeri e Blò definiscono il paradosso della consiliatura: contestare l’Amministrazione, ma sostenerne nei fatti gli atti decisivi pur di evitare lo scioglimento dell’assemblea.

Le criticità indicate dai due consiglieri

Nella richiesta di sottoscrizione viene richiamata una serie di vicende che, secondo Brucculeri e Blò, non rappresenterebbero episodi isolati, ma sarebbero l’espressione di un vero e proprio metodo amministrativo.

Tra le questioni elencate figurano il ripetuto ricorso alla gestione provvisoria per affidamenti diretti extra bilancio e l’utilizzo, in diverse determinazioni dirigenziali, di motivazioni pressoché identiche relative a un presunto «danno patrimoniale certo e grave».

Tra gli atti citati compaiono quelli riguardanti l’Azzurro Food Festival, la proroga del Carnevale di Sciacca 2027 e un evento di hair styling inserito nell’Estate Saccense.

I consiglieri segnalano inoltre l’asserita assenza del parere di regolarità contabile nella proroga disposta in favore della Futuris Srl per il Carnevale, nonché presunte violazioni procedurali già sottoposte all’attenzione dell’Anac, della Corte dei conti e della Guardia di finanza in relazione ad alcune determinazioni del dicembre 2025.

Nel documento viene richiamato anche il pignoramento da 3.116.827,64 euro disposto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione sul finanziamento destinato alla Casa Albergo per anziani.

Completano l’elenco le contestazioni sulle valutazioni del patrimonio da alienare, sull’operazione Monterotondo–Italia Turismo e su quello che i due consiglieri definiscono l’abbandono del controllo politico e amministrativo sulla partecipata comunale Pro.Pi.Ter.

Si tratta, è necessario sottolinearlo, di contestazioni politiche e amministrative formulate da Brucculeri e Blò, sulle quali il sindaco Termine, la Giunta e gli uffici interessati potranno fornire la propria ricostruzione.

Adesso ogni consigliere dovrà scegliere

La sfida politica è stata comunque lanciata. Da questo momento non basterà più dichiararsi contrari all’Amministrazione o criticarne pubblicamente le scelte.

Ogni consigliere sarà chiamato a decidere se apporre oppure no il proprio nome sulla richiesta di sfiducia.

«Tra il dire e il firmare c’è una differenza», osservano Brucculeri e Blò. La sottoscrizione rappresenta infatti un atto formale e protocollato, destinato a lasciare una traccia verificabile tanto di chi aderirà quanto di chi deciderà di sottrarsi.

La questione, pertanto, non riguarda più soltanto il sindaco Fabio Termine. Investe direttamente credibilità, coerenza e responsabilità politica dell’intero Consiglio comunale.

«Chiediamo a tutti i consiglieri di assumersi la responsabilità di questa scelta», concludono Brucculeri e Blò. «Tutti a casa ed evitiamo che il sindaco possa fare campagna elettorale in questo frangente con le risorse dei cittadini saccensi».

Ora comincia la conta. Servono altre otto firme per arrivare alle dieci necessarie. I discorsi sono finiti: sul tavolo ci sono nomi, cognomi e una mozione da sottoscrivere.

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Fonte: Report Sicilia

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