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Agrigento – Scuola Pirandello, quando Report Sicilia denunciava gli altri osservavano: Adesso spunta perfino l’assurda ipotesi di Villa del Sole

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Agrigento – Scuola Pirandello, quando Report Sicilia denunciava gli altri osservavano: Adesso spunta perfino l’assurda ipotesi di Villa del Sole. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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Otto classi e 180 studenti da distribuire tra il Garibaldi e il liceo Empedocle. E qualcuno guarda già al nuovo polo dell’infanzia costruito dentro un giardino pubblico con fondi PNRR: una soluzione materialmente assurda, incompatibile con la destinazione dell’opera e politicamente da condannare

AGRIGENTO – Quando Report Sicilia pubblicava gli atti e chiedeva perché gli studenti continuassero a frequentare un edificio interessato da “criticità statiche”, gli altri osservavano. Adesso, quando il problema non può più essere nascosto, sono diventati tutti bravi a raccontare l’emergenza della scuola Pirandello.

Ma la cronologia non può essere cancellata.

Il nostro giornale aveva sollevato il caso già nel luglio 2025. Il 10 febbraio 2026 aveva pubblicato la determina comunale nella quale si parlava apertamente di criticità statiche «tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola». Il giorno successivo aveva raccolto la protesta dei genitori, alcuni dei quali avevano annunciato di non volere più mandare i figli nell’edificio. Il 12 febbraio aveva denunciato la contraddizione tra l’atto amministrativo e il comunicato politico che, invece, escludeva la necessità di un trasferimento immediato.

Oggi, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, arrivano le conseguenze: la scuola Pirandello di via Acrone dovrà essere chiusa e otto classi, per complessivi circa 180 studenti, dovranno essere sistemate in altre sedi.

La soluzione prospettata sarebbe quella di dividere gli alunni tra il plesso Garibaldi di via Diodoro Siculo e alcuni locali del liceo classico Empedocle.

E, in mezzo a questa emergenza annunciata da oltre un anno, spunta perfino l’ipotesi di utilizzare in futuro il nuovo edificio costruito dentro la villa del Sole.

Una prospettiva che, prima ancora di essere amministrativamente complicata, appare materialmente assurda e politicamente da condannare.

Report Sicilia lo aveva scritto quando nessuno voleva vedere

Il 10 febbraio scorso pubblicammo l’atto ufficiale del Comune di Agrigento.

Non una voce, non un’indiscrezione e neppure una valutazione giornalistica. Nella determinazione dirigenziale numero 256 del 6 febbraio 2026 si leggeva:

«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».

Il titolo scelto da Report Sicilia fu netto:

“Scuola Pirandello, atto ufficiale choc: ‘criticità statiche’. E gli studenti sono ancora lì dentro”

Chiedemmo perché i ragazzi continuassero a frequentare quella struttura, chi avesse autorizzato la prosecuzione delle attività e quale tecnico fosse disposto ad assumersi formalmente la responsabilità della sicurezza dell’immobile.

Il giorno successivo pubblicammo la reazione delle famiglie:

“Dopo l’articolo di Report Sicilia scatta la rivolta dei genitori: ‘Non manderemo più i nostri figli alla Pirandello’”

Il 12 febbraio tornammo ancora sulla vicenda con un terzo articolo:

“Scuola Pirandello, tra determine e comunicati: chi dice la verità?”

Da una parte c’era la determina che parlava di criticità statiche e imponeva la ricerca immediata di altri locali. Dall’altra il comunicato diffuso dopo una riunione al Comune, secondo cui la sede non presentava problemi tali da rendere necessaria una soluzione alternativa immediata.

Due versioni incompatibili provenienti dallo stesso ente.

Allora Report Sicilia chiese chiarezza. Oggi i fatti dicono che quelle domande erano fondate.

Otto classi e 180 studenti senza una sede unica

Adesso bisogna trovare una sistemazione per otto classi e circa 180 alunni.

Una parte degli studenti potrebbe essere ospitata nel plesso Garibaldi di via Diodoro Siculo. Tuttavia, le aule immediatamente disponibili sarebbero soltanto tre, anche per la presenza di classi del liceo Empedocle ospitate nella stessa struttura sulla base di rapporti già esistenti tra il Comune e il Libero Consorzio.

Per le altre cinque classi si ipotizzerebbe il trasferimento nei locali del liceo classico Empedocle, in via Empedocle.

La scuola Pirandello, quindi, rischia di essere materialmente spezzata in due sedi, con inevitabili conseguenze sull’organizzazione didattica, sul personale, sulle famiglie e sulla stessa identità dell’istituto.

E tutto questo viene affrontato a ridosso dell’apertura dell’anno scolastico, nonostante il problema fosse noto da mesi.

Ma il plesso Garibaldi è davvero pronto?

Anche la soluzione del plesso Garibaldi richiede risposte precise.

Non basta individuare alcune stanze e chiamarle aule. Bisogna conoscere le condizioni effettive dell’edificio, l’agibilità, la certificazione antincendio, l’idoneità statica, la sicurezza degli impianti e la capacità della struttura di accogliere altri studenti.

Le immagini esterne mostrano un edificio che necessita evidentemente di interventi: porzioni prive di intonaco, ferri visibili in alcuni elementi strutturali e un muro di contenimento le cui condizioni meritano verifiche approfondite.

L’amministrazione assicura che l’edificio è agibile e che, dopo alcuni lavori di adeguamento, potrà accogliere le classi.

Bene. Ma, dopo quanto accaduto alla Pirandello, le rassicurazioni verbali non sono più sufficienti.

Prima dell’ingresso degli studenti dovranno essere pubblicati o comunque resi accessibili tutti i documenti che certificano l’idoneità della struttura. Agrigento non può spostare i ragazzi da una scuola dichiarata non agibile a un’altra senza offrire alle famiglie la massima trasparenza sulle verifiche effettuate.

L’assurda ipotesi di villa del Sole

La parte più paradossale dell’intera vicenda riguarda il nuovo edificio in fase di completamento dentro la villa del Sole.

Quel progetto è nato come scuola materna con polo per l’infanzia, finanziato con diversi milioni di euro del PNRR. Per costruirlo è stata occupata una parte rilevante di uno storico giardino pubblico della città, sacrificando alberi, terreno e spazi destinati da decenni alla fruizione collettiva.

Report Sicilia, Giuseppe Di Rosa e il Codacons hanno denunciato ripetutamente quella scelta, contestando la sottrazione di una parte della villa, l’iter delle autorizzazioni e l’avvio del cantiere prima dell’acquisizione di tutti i necessari nulla osta.

Adesso, dopo avere voluto costruire a tutti i costi un polo per l’infanzia dentro un giardino pubblico, qualcuno immagina che lo stesso edificio possa essere utilizzato per risolvere il problema della scuola media Pirandello.

È un’assurdità.

Il finanziamento PNRR è stato concesso per realizzare un’opera con una destinazione precisa. Non si possono spendere milioni di euro per costruire un polo dell’infanzia e poi trasformarlo, secondo le necessità del momento, nella sede di una scuola secondaria di primo grado.

Un eventuale cambio di destinazione potrebbe determinare la violazione degli obblighi assunti con il finanziamento e persino il rischio di dovere restituire le somme ricevute.

Ma c’è anche un problema sostanziale: gli spazi progettati per bambini della scuola materna non possono essere automaticamente considerati adeguati alle esigenze di studenti della scuola media. Cambiano l’organizzazione didattica, gli arredi, i servizi igienici, le dotazioni, le misure degli ambienti e le funzioni previste.

Prima distruggono un giardino, poi scoprono che serviva un’altra scuola

Il paradosso è enorme.

Agrigento aveva una scuola media con problemi strutturali conosciuti almeno dall’estate del 2025. Nello stesso periodo si è portata avanti la costruzione di una nuova struttura scolastica dentro la villa del Sole, ma destinata esclusivamente all’infanzia.

Oggi, quando la Pirandello deve chiudere, ci si accorge che quel nuovo edificio sarebbe vicino, moderno e potenzialmente utile.

Ma il punto è proprio questo: la programmazione pubblica non può funzionare così.

Non si distrugge una parte di un giardino storico per realizzare un’opera con una destinazione blindata, salvo poi scoprire che l’emergenza vera riguardava una scuola media per la quale non è stata preparata alcuna alternativa definitiva.

Se il Comune utilizzasse villa del Sole per la Pirandello, ammetterebbe indirettamente che l’opera è stata pensata senza una visione complessiva del patrimonio scolastico cittadino.

Se non potrà utilizzarla, come appare molto probabile a causa dei vincoli del finanziamento, resterà l’immagine di un edificio nuovo costato milioni mentre 180 studenti vengono distribuiti in sedi diverse.

In entrambi i casi siamo davanti a un fallimento della programmazione.

Le responsabilità non possono scomparire

La nuova amministrazione Sodano ha ereditato la vicenda e oggi deve trovare una soluzione immediata. Questo è un dato che Report Sicilia non intende nascondere.

Ma amministrare significa anche ricostruire ciò che è accaduto e rendere pubblici gli atti.

Il sindaco e gli assessori competenti dovrebbero chiarire:

  • quando il Comune ha ricevuto la relazione sulla non agibilità;
  • chi ne era a conoscenza;
  • perché la Pirandello è rimasta aperta durante l’intero anno scolastico;
  • sulla base di quali certificazioni l’edificio sarebbe stato utilizzato anche come seggio elettorale;
  • perché non è stata predisposta per tempo una sede alternativa;
  • quali certificazioni possiede il plesso Garibaldi;
  • quali lavori saranno eseguiti prima dell’arrivo degli studenti;
  • se esiste davvero un’ipotesi villa del Sole e chi l’abbia valutata;
  • se sia stato chiesto al Ministero un parere sull’eventuale utilizzo dell’edificio per una scuola media;
  • quali conseguenze avrebbe il cambio di destinazione sul finanziamento PNRR.

Adesso tutti raccontano, ma Report Sicilia aveva già documentato

Oggi è facile descrivere l’emergenza, fotografare gli edifici e parlare delle possibili soluzioni.

Era meno facile farlo quando gli studenti erano ancora dentro la Pirandello e la comunicazione politica invitava tutti a non preoccuparsi.

Report Sicilia non rivendica primati per vanità. Rivendica una cronologia documentata perché dimostra che questa emergenza poteva e doveva essere affrontata prima.

Quando noi pubblicavamo la determina, gli altri osservavano.

Quando noi riportavamo le parole dei genitori, gli altri aspettavano.

Quando noi chiedevamo chi dicesse la verità tra gli atti e i comunicati, qualcuno provava a ridurre tutto ad allarmismo.

Adesso sono diventati tutti bravi. Ma intanto otto classi e 180 studenti rischiano di iniziare l’anno scolastico divisi tra due strutture, mentre a poca distanza si completa un edificio costato milioni, costruito sacrificando una parte della villa del Sole e inutilizzabile per risolvere l’emergenza proprio perché finanziato per tutt’altra finalità.

Questa non è programmazione. È la fotografia di una città che rincorre i problemi dopo averli lasciati crescere.

E l’ipotesi di utilizzare il polo dell’infanzia di villa del Sole come scuola media non è una soluzione: è l’ennesima assurdità amministrativa, materiale e politica da respingere e condannare senza esitazioni.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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