Al momento stai visualizzando Agrigento senz’acqua, Di Rosa: «Ieri denunciare danneggiava la città, oggi che governano loro diventa una battaglia nazionale»

Agrigento senz’acqua, Di Rosa: «Ieri denunciare danneggiava la città, oggi che governano loro diventa una battaglia nazionale»

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento senz’acqua, Di Rosa: «Ieri denunciare danneggiava la città, oggi che governano loro diventa una battaglia nazionale». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 7 min

Il caso del B&B di piazza Pirandello, le prenotazioni cancellate, le taniche consegnate agli ospiti e la vicenda Maddalusa che si prepara a superare i confini locali. Giuseppe Di Rosa riapre una questione che è insieme politica e di immagine: «Chi pagherà il danno alle attività e alla città? E perché quando denunciavamo noi eravamo accusati di danneggiare Agrigento?»

C’è un filo che unisce le taniche dentro una struttura ricettiva nel cuore di Agrigento, le otto prenotazioni già cancellate durante il ponte di Ferragosto e il caso Maddalusa, ormai diventato una vicenda capace di attirare l’attenzione anche fuori dalla Sicilia.

È il filo dell’acqua. O, meglio, della sua mancanza.

Ma c’è anche un’altra questione che Giuseppe Di Rosa, presidente del movimento civico Mani Libere e già candidato sindaco di Agrigento, pone pubblicamente: chi paga il danno d’immagine prodotto da tutto questo?

E soprattutto: raccontare i problemi della città significa danneggiare Agrigento oppure significa pretendere che quei problemi vengano risolti?

La domanda nasce anche da quanto accaduto durante la campagna elettorale.

Di Rosa sostiene che nel 2025, durante l’anno di Agrigento Capitale italiana della Cultura, le sue denunce sulla carenza idrica, sui servizi, sul decoro e persino sui tombini venissero politicamente contestate proprio perché considerate dannose per l’immagine turistica della città.

Oggi, però, lo scenario è cambiato.

Di Rosa: «Oggi governano loro»

«Oggi non siamo più in campagna elettorale. Oggi governano loro», afferma Di Rosa nella nota diffusa questa mattina.

E proprio qui nasce la contestazione politica.

Secondo Di Rosa, oggi il problema idrico viene legittimamente denunciato attraverso video, social network e iniziative pubbliche che ne amplificano la portata ben oltre Agrigento. E nessuno, sostiene, dovrebbe contestare il diritto di farlo.

Anzi.

«È giusto denunciare. È quello che sostenevamo noi quando ci accusavano di danneggiare Agrigento», osserva, chiedendo però perché ciò che ieri veniva bollato come cattiva pubblicità oggi possa essere portato pubblicamente all’attenzione dell’opinione pubblica.

La differenza politica, secondo Di Rosa, è sostanziale: ieri chi denunciava era all’opposizione; oggi alcune delle denunce arrivano dall’area politica che sostiene l’attuale governo cittadino.

Il riferimento alla consigliera Elvira Mangione

Di Rosa richiama esplicitamente anche l’attuale consigliera comunale Elvira Mangione, eletta nella coalizione che sostiene il sindaco Michele Sodano.

Il riferimento riguarda la precedente campagna elettorale e gli incontri con il mondo delle strutture extralberghiere.

Secondo la ricostruzione contenuta nella nota di Di Rosa, in quella fase il messaggio politico rivolto contro le sue denunce sarebbe stato che raccontare pubblicamente i disservizi rischiava di danneggiare l’immagine turistica di Agrigento.

Ed è proprio su questo che l’ex candidato sindaco chiede oggi un chiarimento politico.

Se denunciare pubblicamente la mancanza d’acqua era sbagliato allora, perché non dovrebbe esserlo oggi?

Oppure, al contrario, se è giusto farlo oggi, non era forse altrettanto legittimo farlo allora?

Il B&B davanti al Comune: otto cancellazioni e circa 1.200 euro persi

A rendere la discussione molto meno teorica c’è quanto accaduto proprio in queste ore a una piccola struttura extralberghiera di piazza Pirandello, praticamente davanti a Palazzo dei Giganti.

La titolare ha denunciato otto prenotazioni cancellate durante il periodo di Ferragosto, con un danno economico stimato in circa 1.200 euro e soprattutto con il timore di dovere rinunciare anche alle prenotazioni successive qualora non possa essere garantita una fornitura idrica sufficiente.

Dentro la struttura sono comparse le taniche.

Il rubinetto ha una portata d’acqua insufficiente.

E agli ospiti già presenti sono stati messi a disposizione dei recipienti per cercare di affrontare l’emergenza.

Di Rosa pone quindi una domanda che riguarda non soltanto la politica, ma anche le eventuali conseguenze economiche della crisi:

chi paga?

Chi paga le prenotazioni cancellate?

E soprattutto chi paga il danno futuro se un turista, dopo avere trascorso le proprie vacanze in una struttura rimasta senz’acqua, pubblica una recensione negativa sulle grandi piattaforme internazionali?

Nella sua nota Di Rosa mette proprio in fila questi interrogativi, chiedendo chi dovrebbe risarcire un imprenditore che subisce conseguenze economiche per un servizio che non riesce a garantire per cause indipendenti dalla propria volontà.

Il problema non sono più soltanto i 1.200 euro

È questo probabilmente l’aspetto più delicato dell’intera vicenda.

Per una piccola struttura di appena due camere, perdere circa 1.200 euro nei giorni di maggiore richiesta rappresenta già un colpo pesante.

Ma una recensione negativa resta online.

Può condizionare altri potenziali clienti e trasformare alcuni giorni senz’acqua in un danno che continua ben oltre la fine dell’emergenza.

Ed è un problema che non riguarda soltanto quella singola attività.

Se il racconto che passa all’esterno è quello di strutture ricettive costrette a consegnare taniche agli ospiti nel pieno di agosto, il rischio reputazionale riguarda l’intera destinazione.

Poi c’è Maddalusa

A tutto questo si aggiunge una vicenda ancora più grande: Maddalusa.

Da mesi il quartiere è al centro della battaglia sull’accesso all’acqua, con cittadini e famiglie che chiedono una soluzione a una situazione ormai diventata politica, amministrativa e sociale.

Di Rosa ribadisce una posizione sostenuta da tempo: la questione dell’abusivismo edilizio deve essere affrontata nelle sedi previste dalla legge, ma non può trasformarsi automaticamente nella negazione dell’acqua alle persone.

Adesso la vicenda, sostiene Di Rosa, ha raggiunto un livello di esposizione tale da poter interessare anche le televisioni nazionali.

E allora la questione dell’immagine di Agrigento ritorna con ancora maggiore forza.

Se le telecamere nazionali mostreranno cittadini senz’acqua, chi avrà danneggiato Agrigento?

Chi ha chiamato una televisione?

Chi ha denunciato?

Chi ha pubblicato un articolo?

Oppure chi aveva responsabilità istituzionali e non è riuscito a impedire che il problema arrivasse fino a quel punto?

«La colpa è ancora di Giuseppe Di Rosa?»

Di Rosa sceglie volutamente la provocazione politica.

«La colpa oggi è ancora di Giuseppe Di Rosa? Sono io che faccio cancellare le prenotazioni? Sono io che lascio le strutture ricettive senz’acqua? Sono io che costringo un gestore a mettere le taniche nelle camere?».

Domande retoriche dietro le quali c’è però un problema politico reale.

Perché se durante la campagna elettorale il tema era non raccontare troppo i problemi per non danneggiare l’immagine della città, oggi quello stesso criterio dovrebbe teoricamente essere applicato a chiunque.

Altrimenti bisogna ammettere che il principio era sbagliato fin dall’inizio.

Il punto non è smettere di denunciare

Report Sicilia ritiene che il punto non possa certamente essere quello di chiedere a consiglieri, cittadini, deputati, imprenditori o giornalisti di tacere.

È esattamente il contrario.

I problemi devono essere raccontati.

E chi governa deve rispondere nel merito.

Di Rosa stesso lo chiarisce: «Continuino a denunciare». Ma chiede che venga riconosciuta la stessa legittimità a chi denunciava quando gli schieramenti politici erano differenti.

È qui che la vicenda diventa soprattutto una questione di coerenza.

Non possono esistere denunce buone quando colpiscono l’avversario e denunce cattive quando mettono in difficoltà gli amici.

Oggi c’è però un’aggravante: governano loro

C’è infine una differenza che non può essere ignorata.

Chi è all’opposizione denuncia e propone.

Chi governa, invece, dispone anche degli strumenti amministrativi e politici per tentare di trovare le soluzioni.

Per questo la frase più significativa della nota di Di Rosa è probabilmente una delle ultime:

«Dall’opposizione si può denunciare un problema. Quando si governa, oltre a denunciarlo, quel problema bisogna risolverlo».

Ed è difficile separare questa considerazione dalle immagini di questi giorni.

Le taniche dentro un B&B.

Le prenotazioni cancellate.

Una piccola imprenditrice che teme per le recensioni e per il futuro della propria attività.

Maddalusa senz’acqua da mesi.

E adesso la prospettiva che il caso arrivi sulle televisioni nazionali.

Forse, allora, la domanda da porre non è più chi sta parlando male di Agrigento.

La domanda è molto più semplice:

perché Agrigento continua a fornire materiale per parlarne?

Perché, come sintetizza Di Rosa, «Agrigento non viene danneggiata da chi racconta che manca l’acqua. Agrigento viene danneggiata quando l’acqua manca davvero».

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento