Agrigento, smontano la pensilina senza permessi “ABUSIVA”. Di Rosa: «Lo denuncio da otto anni. Sodano non può dichiararsi senza responsabilità». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Questa mattina gli operai al lavoro per smontare la struttura installata in Piazza Vittorio Emanuele. Dopo le denunce di Report Sicilia, il sindaco Michele Sodano ammette la mancanza delle autorizzazioni. Ma la domanda adesso è un’altra: chi ha consentito di realizzare l’opera e perché nessuno ha fermato prima il cantiere? Il primo cittadino non ha creato il problema, ma aveva il dovere di verificarlo.
AGRIGENTO – E alla fine stanno smontando la pensilina.
Quella pensilina che non avrebbe dovuto essere installata senza le necessarie autorizzazioni. Quella struttura sulla quale Report Sicilia ha continuato a chiedere documenti, pareri, nulla osta e verifiche, senza accontentarsi delle rassicurazioni di circostanza.
Questa mattina, 7 novembre 2026, le fotografie documentano la presenza degli operai al lavoro sulla struttura di Piazza Vittorio Emanuele, all’interno di un cantiere ancora delimitato dalle recinzioni.
E dopo anni di denunce, dopo gli articoli, dopo le richieste di accesso agli atti e dopo le segnalazioni alle autorità competenti, arriva la conferma di quello che sostengo da otto anni: non si può continuare a gestire un terminal per autobus extraurbani come se le regole fossero un dettaglio facoltativo.
Il sindaco Michele Sodano ha dichiarato che mancano i permessi per la pensilina.
Bene. Ma allora bisogna spiegare come sia stato possibile arrivare fino a questo punto.
Perché una cosa deve essere chiara: Sodano non è responsabile della scelta originaria di utilizzare Piazza Vittorio Emanuele come terminal provvisorio, ma questo non significa che sia automaticamente esente da responsabilità politiche per quanto accaduto dopo il suo insediamento.
La pensilina si smonta. Ma chi ha autorizzato i lavori?
La struttura è stata realizzata nell’ambito di un appalto pubblico che, secondo il cartello esposto nel cantiere, riguarda interventi di riqualificazione straordinaria e arredo urbano di ville, giardini e servizi pubblici.
Il quadro economico complessivo del progetto è di un milione di euro, mentre l’importo netto complessivo contrattuale dei lavori indicato sul cartello è di 690.121,59 euro oltre IVA.
Il cartello riporta inoltre:
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Inizio lavori: 9 marzo 2026.
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Responsabile unico del procedimento: ingegnere Gerlando Trupia.
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Progettisti: ingegneri Alberto Avenia e Gerlando Trupia.
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Direttore dei lavori: ingegnere Diego Mammo Zagarella.
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Impresa affidataria: Consorzio Stabile Artemide.
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Impresa esecutrice: Piazza Costruzioni S.r.l.
Sono dati che rendono ancora più urgente ricostruire la procedura amministrativa.
Chi ha inserito la pensilina nel progetto? Chi ha verificato la presenza delle autorizzazioni necessarie? Chi ha disposto l’esecuzione dell’intervento? Chi ha consentito che i lavori proseguissero?
E soprattutto: quando è stata accertata l’assenza dei permessi e chi ne è stato informato?
Non stiamo parlando di un intervento privato realizzato di nascosto.
Stiamo parlando di lavori pubblici, eseguiti in una delle piazze più frequentate della città, sotto gli occhi di tutti.
Sindaco Sodano, non basta dire che la colpa è di chi c’era prima
Michele Sodano si è insediato l’11 giugno 2026.
Il cantiere, secondo il cartello, era stato avviato il 9 marzo dello stesso anno, durante la precedente amministrazione.
Nessuno vuole attribuire all’attuale sindaco decisioni assunte prima del suo insediamento.
Ma dal momento in cui ha assunto la guida della città, Sodano è diventato il responsabile politico dell’azione amministrativa comunale.
E allora gli rivolgo una domanda diretta.
Michele, quando ti sei insediato, perché non hai chiesto agli uffici di verificare immediatamente la regolarità di un intervento sul quale da anni sollevo interrogativi pubblici?
Perché non hai disposto una ricognizione delle autorizzazioni?
Perché non hai chiesto di conoscere il parere della Soprintendenza?
Perché non hai preteso una verifica prima di consentire la prosecuzione dell’installazione?
E quando Report Sicilia ha pubblicato gli articoli e chiesto pubblicamente di mostrare i nulla osta, perché non è arrivata una risposta immediata e documentata?
Non si può rivendicare la discontinuità rispetto alla precedente amministrazione e poi invocare continuamente le responsabilità del passato quando emergono problemi che l’amministrazione attuale avrebbe potuto verificare.
La responsabilità di avere eventualmente progettato o avviato un’opera senza tutti i titoli necessari è una questione.
La responsabilità politica di non avere tempestivamente verificato e affrontato il problema è un’altra.
Ed è su questa seconda questione che oggi chiedo conto a Michele Sodano.
La Regione ci aveva già dato ragione sul problema delle autorizzazioni
C’è un documento che oggi assume un significato ancora più importante.
Il 30 settembre 2026, con nota protocollo 36695, il Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti ha risposto alla richiesta di accesso agli atti presentata da Report Sicilia.
La risposta, firmata dal dirigente generale Salvatore Lizzio, richiamava il parere preventivo del 30 maggio 2019, protocollo 29188, relativo alla fermata provvisoria degli autobus di lunghezza superiore ai dodici metri.
Quel parere prevedeva alcuni interventi e la successiva comunicazione della loro ultimazione per consentire il rilascio del parere definitivo.
Ma la Regione ha precisato di non avere emesso ulteriori atti sulla vicenda.
In sostanza, il parere definitivo regionale non risulta rilasciato.
Lo abbiamo scritto il 1° ottobre nell’articolo Agrigento, pullman e pedoni nello stesso spazio: la Regione risponde a Report Sicilia.
E siamo tornati sulla questione il 5 ottobre con l’articolo Agrigento, pedoni tra pullman e automobili: sospendere subito il terminal.
Non ci siamo limitati a chiedere spiegazioni.
Abbiamo chiesto la sospensione precauzionale dell’utilizzo dell’area come terminal, fino alla verifica dei titoli e delle condizioni di sicurezza, prevedendo naturalmente una soluzione alternativa per i viaggiatori.
E oggi, mentre si interviene sulla pensilina, il problema principale resta ancora lì.
Smontare la pensilina non significa avere risolto il problema del terminal
Questo è il punto sul quale non intendo arretrare di un millimetro.
La pensilina è soltanto una parte della vicenda.
Il problema più grave è la sicurezza delle persone.
Da anni documento e denuncio la presenza contemporanea di pullman di grandi dimensioni, automobili private, motocicli e pedoni nello stesso spazio.
Ho iniziato a sollevare queste questioni con Mani Libere, ho continuato con il Codacons e oggi porto avanti la stessa battaglia attraverso Report Sicilia.
Otto anni di denunce personali, mentre la sistemazione provvisoria risale addirittura al 2016.
E adesso qualcuno pensa davvero che basti smontare una pensilina per chiudere la questione?
No.
Resta da chiarire perché una fermata nata come provvisoria venga utilizzata da quasi dieci anni in una configurazione che abbiamo ripetutamente contestato.
Resta da spiegare perché non risulti il successivo parere definitivo regionale.
Resta soprattutto da verificare se l’attuale organizzazione degli spazi garantisca effettivamente la sicurezza dei passeggeri.
Se domani un pedone venisse investito da un autobus in manovra, che valore avrebbero tutte le spiegazioni arrivate dopo?
E adesso chi paga lo smontaggio e l’eventuale rifacimento?
C’è anche una questione economica che non può essere ignorata.
La struttura è stata installata, sono stati impiegati materiali, operai e mezzi, e oggi si interviene per rimuoverla.
Quanto è costata esattamente questa parte dell’appalto?
Quanto costano le operazioni di smontaggio?
I materiali potranno essere recuperati e riutilizzati?
Sono previsti ulteriori interventi e, soprattutto, chi ne sosterrà il costo?
Non possiamo affermare che vi sia già un danno erariale accertato. Ma riteniamo doveroso chiedere una verifica amministrativa e contabile delle spese sostenute e delle eventuali conseguenze economiche.
I soldi pubblici non sono soldi di nessuno. Sono soldi dei cittadini.
Se un’opera viene realizzata senza un’autorizzazione necessaria e successivamente deve essere rimossa, è indispensabile ricostruire come ciò sia potuto accadere e accertare le eventuali responsabilità.
La Soprintendenza, gli uffici comunali e la Polizia Locale: chi ha controllato?
Report Sicilia aveva chiesto chiarimenti sulla presenza dei nulla osta della Soprintendenza per l’installazione delle pensiline nell’area interessata.
Avevamo trasmesso richieste formali di accesso agli atti e sollecitato verifiche.
Oggi, alla luce di quanto sta accadendo, chiediamo che venga ricostruita l’intera vicenda amministrativa, senza lasciare zone d’ombra.
Vogliamo conoscere gli atti di approvazione del progetto, le autorizzazioni effettivamente acquisite, gli eventuali pareri mancanti, le disposizioni impartite alla direzione dei lavori e le ragioni che hanno portato allo smontaggio.
Vogliamo inoltre sapere se e quando siano stati effettuati controlli da parte degli uffici comunali competenti e della Polizia Locale.
E chiediamo alla Soprintendenza di chiarire ufficialmente la propria posizione sull’intervento.
Michele, adesso non puoi più dire che non sapevi
Sindaco Sodano, voglio rivolgermi direttamente a te.
Non ti sto chiedendo di rispondere per le decisioni di Miccichè.
Ti sto chiedendo di rispondere per ciò che è accaduto durante la tua amministrazione.
Perché le mie denunce erano pubbliche.
Gli articoli erano pubblici.
Le fotografie erano pubbliche.
Le richieste di accesso agli atti erano state trasmesse.
E la risposta della Regione, che non riportava alcun successivo parere definitivo, era stata pubblicata da Report Sicilia.
Che altro dovevamo fare per ottenere un controllo tempestivo?
Non puoi sostenere che tutto questo sia soltanto un’eredità del passato.
L’eredità del passato spiega come è nato il problema.
Non spiega perché, dopo le nostre segnalazioni, non sia stata fatta immediatamente chiarezza.
La tua amministrazione avrebbe dovuto verificare senza ritardo la documentazione e, qualora fosse stata accertata l’assenza di autorizzazioni indispensabili, disporre attraverso gli uffici competenti la sospensione dei lavori.
È questo che mi sarei aspettato dal sindaco della trasparenza e del cambiamento.
Oggi smontano la pensilina. Domani vogliamo sapere chi ha sbagliato
Le fotografie di questa mattina documentano una nuova fase della vicenda.
Ma non possono rappresentarne la conclusione.
Adesso occorre un resoconto pubblico dell’amministrazione, con documenti, date e responsabilità amministrative da accertare.
Perché non basta dire che mancavano i permessi.
Bisogna spiegare perché si è costruito senza averli, chi avrebbe dovuto verificarli, quando ci si è accorti del problema e perché si è intervenuti soltanto adesso.
E bisogna soprattutto affrontare il problema della sicurezza del terminal.
Da otto anni chiedo controlli. Da otto anni denuncio ciò che considero una situazione inaccettabile.
Oggi non provo alcuna soddisfazione nel vedere operai impegnati a smontare una struttura appena installata.
Avrei preferito vedere una città amministrata con maggiore attenzione, opere pubbliche realizzate correttamente e cittadini tutelati prima che emergessero problemi.
Sindaco Sodano, il problema non è dimostrare che la colpa è di Miccichè. Il problema è dimostrare che tu stai amministrando diversamente.
E fino a questo momento, sulla vicenda del terminal di Piazza Vittorio Emanuele, le risposte che aspettavo non sono arrivate.
Oggi smontano la pensilina. Ma le responsabilità, quelle eventuali del passato e quelle politiche del presente, non possono essere smontate insieme alla struttura e fatte sparire.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.



