Agrigento – Spumanti siciliani, nasce una rete tra vino e territorio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
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Spumanti siciliani, nasce una rete tra vino e territorio
La Sicilia prova a trasformare i suoi spumanti in una nuova porta d’accesso al territorio. Il percorso è stato avviato il 13 luglio 2026 a Realmonte, in provincia di Agrigento, durante il convegno “Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio”, inserito nella dodicesima edizione di Sicilia in Bolle. L’incontro, promosso dall’Istituto Regionale dell’Olio e del Vino insieme ad AIS Sicilia, ha riunito produttori, istituzioni e consorzi attorno al progetto della Rete delle bollicine siciliane.
Un’identità comune per competere sui mercati
Il progetto punta alla definizione di una dichiarazione d’intenti condivisa. L’obiettivo è costruire un’immagine riconoscibile delle bollicine prodotte nell’Isola, coordinando promozione enologica, accoglienza in cantina e valorizzazione dei luoghi.
Secondo la commissaria dell’IRVO Giusi Mistretta, il comparto ha ormai sviluppato una propria identità grazie alla varietà dei territori, all’impiego di vitigni autoctoni e internazionali e agli investimenti realizzati dalle imprese in qualità, innovazione e sostenibilità. La rete dovrà quindi favorire la collaborazione tra aziende, associazioni e consorzi, evitando una comunicazione frammentata.
I numeri degli spumanti in Sicilia
I dati dell’Osservatorio IRVO relativi al 2025 indicano la presenza di 140 aziende produttrici e di circa 330 etichette distribuite sui mercati italiani ed esteri. Il 54 per cento degli spumanti viene realizzato con Metodo Charmat, mentre il 46 per cento segue il Metodo Classico.
L’Igt Terre Siciliane rappresenta il 49,1 per cento della produzione, davanti alla Doc Sicilia con il 29,3 per cento e alla Doc Etna con il 20,4 per cento. Proprio l’Etna registra la crescita più evidente: la sua quota è passata dal 9,8 per cento del 2018 al 20,4 per cento del 2025. Gli spumanti bianchi costituiscono l’86 per cento del totale, contro il 14 per cento dei rosati.
Dalle cantine ai percorsi enoturistici
La sfida sarà collegare le produzioni alle risorse culturali, paesaggistiche e gastronomiche siciliane. Etna, Valle dei Templi, riserve naturali, città barocche e borghi potranno diventare tappe di itinerari costruiti attorno alle cantine.
La Sicilia dispone di circa 103 mila ettari vitati, concentrati soprattutto in collina, e possiede quindi una base territoriale ampia per sviluppare esperienze dedicate al vino. La rete potrà avere valore concreto se riuscirà a garantire servizi omogenei, comunicazione coordinata e proposte capaci di accompagnare il visitatore oltre la semplice degustazione.
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Fonte: Report Sicilia
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