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Agrigento – Villaseta e Porto Empedocle, stangata sui clan: 15 condanne e 180 anni di carcere

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Agrigento – Villaseta e Porto Empedocle, stangata sui clan: 15 condanne e 180 anni di carcere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Il giudice Nicoletta Frasca ha condannato tutti gli imputati. L’inchiesta ricostruisce l’esistenza di due gruppi criminali capaci di controllare il traffico di droga tra Agrigento e Porto Empedocle

Quindici condanne e, sommando le singole pene inflitte, 180 anni complessivi di reclusione. È la pesantissima decisione emessa dal giudice Nicoletta Frasca nel processo scaturito dalla maxi inchiesta sui presunti clan di Villaseta e Porto Empedocle.

Si chiude così il primo capitolo giudiziario dell’indagine che, nel corso dell’ultimo anno, avrebbe consentito ai carabinieri di disarticolare due organizzazioni ritenute protagoniste di un vasto traffico di sostanze stupefacenti nell’Agrigentino.

La decisione non è definitiva e potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio. Per tutti gli imputati vale, pertanto, il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile.

Le condanne

Le pene più elevate, pari a 20 anni di reclusione, sono state inflitte a James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle; Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento; e Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle.

Condannati anche:

  • Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento: 17 anni e 2 mesi;
  • Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì: 2 anni e 4 mesi;
  • Antonio Crapa, 54 anni, di Favara: 8 anni e 8 mesi;
  • Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento: 12 anni;
  • Vincenzo Iacono, 48 anni, di Porto Empedocle: 12 anni e 10 mesi;
  • Salvatore Lombardo, 37 anni, di Favara: 18 anni e 8 mesi;
  • Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle: 6 anni;
  • Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento: 15 anni e 8 mesi;
  • Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento: 11 anni e 4 mesi;
  • Alessandro Trupia, 37 anni, di Agrigento: 9 anni e 4 mesi;
  • Andrea Stottle, 27 anni, di Agrigento: 3 anni;
  • Antonio Guida, 19 anni, di Agrigento: 3 anni.

Le posizioni di altri due imputati seguiranno percorsi differenti: Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, avrebbe patteggiato la pena, mentre Calogero Segretario, 30 anni, sarà giudicato separatamente.

Le accuse e il presunto patto tra i due gruppi

Le contestazioni formulate nell’inchiesta comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi.

L’indagine avrebbe inoltre fatto luce su due gravi episodi intimidatori: l’attentato a colpi di kalashnikov contro un negozio di frutta ad Agrigento, avvenuto il 15 dicembre 2024, e quello contro un panificio di Porto Empedocle del 18 giugno 2025.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbero esistiti due distinti gruppi, uno operante a Villaseta e l’altro a Porto Empedocle, capaci di dettare le regole del traffico di droga sul territorio.

Al vertice del gruppo di Villaseta, secondo l’impostazione accusatoria, vi sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata; sul versante empedoclino, invece, James Burgio e Salvatore Prestia.

L’inchiesta avrebbe fotografato inizialmente una situazione di forte tensione tra le due organizzazioni, alla quale sarebbe seguita una sorta di pace criminale con la costituzione di un vero e proprio cartello. L’accordo avrebbe previsto la spartizione delle piazze di spaccio di Agrigento e Porto Empedocle, con l’approvvigionamento della droga affidato alle due consorterie in base alle rispettive aree di competenza.

Una sentenza durissima, dunque, che colpisce il cuore di un sistema criminale che, secondo l’accusa accolta dal giudice in questo primo grado di giudizio, avrebbe cercato di imporre il proprio controllo sul traffico di droga tra Villaseta e Porto Empedocle.

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Fonte: Report Sicilia

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