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Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale su pensionata

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Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale su pensionata. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Diventa definitiva la condanna nei confronti di Calogero Troisi, 25 anni, originario di Naro, riconosciuto colpevole di violenza sessuale ai danni di una donna settantenne. La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando la pena di due anni di reclusione già stabilita nei precedenti gradi di giudizio.

La vicenda risale a quando il giovane avrebbe seguito la vittima fino al palazzo in cui abita. Secondo la ricostruzione emersa durante il processo, l’aggressione sarebbe avvenuta nell’androne del condominio: la donna sarebbe stata immobilizzata e molestata mentre tentava di rincasare. L’uomo avrebbe strappato gli indumenti intimi della vittima e tentato di spogliarla ulteriormente, interrompendo l’azione soltanto dopo aver sentito dei rumori provenire dall’esterno dello stabile.

La pensionata riuscì così a rifugiarsi nel proprio appartamento e, poco dopo, notò il giovane ancora davanti all’ingresso del palazzo. La donna conosceva l’imputato di vista, essendo entrambi residenti nello stesso paese dell’Agrigentino.

Nel corso del procedimento i legali Salvatore Manganello ed Eliana Salvaggio avevano chiesto l’assoluzione, sostenendo che vi fossero elementi favorevoli all’imputato. In particolare, i familiari del giovane avevano riferito che, negli orari compatibili con i fatti, il 25enne si trovasse altrove.

La difesa aveva inoltre contestato sia il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima sia le immagini delle telecamere di videosorveglianza, evidenziando che la persona ripresa indossava cappellino e mascherina. Sollevata anche la questione relativa alla qualificazione del reato, ritenendo che non si configurasse una violenza sessuale.

I giudici della Suprema Corte, però, hanno ritenuto corretto l’impianto accusatorio già confermato in appello, evidenziando la coerenza del racconto della vittima e gli ulteriori riscontri investigativi raccolti durante le indagini. Respinta anche la richiesta di attenuanti generiche, non essendo stati individuati elementi sufficienti per una riduzione della pena.

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Fonte: Sicilia24h

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