Al momento stai visualizzando Centrodestra in crisi: rissa politica alla prima seduta ad Agrigento

Centrodestra in crisi: rissa politica alla prima seduta ad Agrigento

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Centrodestra in crisi: rissa politica alla prima seduta ad Agrigento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 4 min

i banchi del centro-destra

La super-coalizione del centro-destra ha 19 consiglieri su 24 ma riesce a suicidarsi in pochi minuti. Asse Fi-Mpa per le poltrone, Fratelli d’Italia pugnalata e in lacrime, minoranze cancellate. Una farsa pirandelliana recitata sulla pelle di una città in emergenza.

Quello andato in scena ieri, giovedì 2 luglio,  in aula Sollano è un altro titolo del concittadino Pirandello: «Sei personaggi in cerca d’autore», moltiplicato per tre e avanza. Diciannove consiglieri su ventiquattro — una maggioranza che in qualunque città normale governerebbe per inerzia, a occhi chiusi, perfino dormendo — hanno fatto irruzione sul palcoscenico senza copione, senza regista e soprattutto senza autore, ognuno convinto che il dramma da rappresentare fosse il proprio. Pirandello, nato da queste parti, aveva previsto tutto un secolo fa. Gli mancava solo l’aritmetica.

Il capocomico licenziato in diretta

Un autore, a dire il vero, si era proposto: Palermo. Nel primo pomeriggio, alcuni riferiscono che dai vertici regionali sarebbe arrivato il suggerimento di far saltare la seduta, prendere tempo, trovare un presidente «frutto della coalizione». I personaggi hanno fatto ai piani alti ciò che i sei della commedia fanno al Capocomico: l’hanno ascoltato, l’hanno compatito, e sono andati in scena da soli. Con questo dettaglio impietoso: nella commedia i personaggi cercano disperatamente un autore. Qui l’hanno licenziato in diretta, per poi dimostrare nel giro di due votazioni quanto ne avessero un bisogno clinico.

La corda pazza

Prima votazione: dodici schede tra bianche e nulle, bruciate per prendere le misure.

Seconda chiama, maggioranza semplice, cadono le maschere. Giovanni Civiltà, Forza Italia, torna presidente con 10 voti — forzisti e autonomisti — replicando lo schema già collaudato al Libero consorzio. Gerlando Piparo si ferma a 7: Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione, umiliato alla prima chiama utile della consiliatura. Serviva talento per trasformare 19 seggi su 24 in una rissa condominiale prima ancora di avere deliberato una virgola: talento, o quella particolare forma di delirio politico per cui il bottino viene spartito a coltellate prima di chiedersi cosa farne. Tre compagnie di giro sullo stesso palco: l’asse Fi-Mpa, i meloniani all’angolo che parlano di ferita insanabile, la Dc con la Lega a trattare in proprio. Spataro, FdI, ha rotto la quarta parete in aula: «Il centrodestra unito ad Agrigento non esiste». Unica battuta della serata non recitata. E inoltre: sulle schede valide, il repertorio da avanspettacolo: cognomi e nomi invertiti, iniziali puntate, il codice Morse del sottobosco con cui ogni votante firma la propria preferenza all’eletto. Ciampa, nel «Berretto a sonagli», spiegava che abbiamo tre corde in testa: la seria, la civile e la pazza. L’aula ha saltato le prime due senza nemmeno fingere l’imbarazzo.

La minoranza che non c’è (e quella che c’è, cacciata)

Capolavoro finale: le vicepresidenze. Marco Vullo (Mpa) con 10 voti, Giuseppe Nocera (Dc) con 9. Il posto che la  minoranza ha ritenuto per prassi le spettasse è finito alla Dc, grazie a un’acrobazia interpretativa rimessa alla segretaria generale: in un’aula dove chi sostiene il sindaco è minoranza numerica, tutto è minoranza, dunque niente lo è. Giampiero Carta, candidato dei cinque dell’opposizione vera, fermo a 4 voti (per l’assenza di un consigliere della sinistra)  è fuori dall’ufficio di presidenza. Così è, se vi pare: e a diciannove pare.

Epilogo: si ride, poi si capisce

Il Sindaco Michele Sodano, cinque consiglieri, ha augurato al centrodestra «di trovare compattezza per evitare che questo Consiglio possa essere un teatro di scontro politico». Pirandello chiamava umorismo il momento in cui la risata si rovescia: prima l’avvertimento del contrario, e si ride; poi il sentimento del contrario, e si smette. Su questa farsa si ride finché non si ricorda che il pubblico pagante è una città con l’acqua contata e i rifiuti ai margini delle strade, in attesa che i diciannove personaggi trovino un autore. Lo spettacolo, purtroppo, replica per cinque anni. E il botteghino lo paghiamo noi.

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento