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Concorso Agenzia Entrate: giudice ammette agrigentino tra vincitori

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il TAR dà ragione a un ingegnere agrigentino che era stato escluso dalla graduatoria dei vincitori del pubblico concorso di funzionario dell’agenzia delle entrate.

Una sentenza significativa che annulla un’interpretazione eccessivamente rigida delle norme sulle categorie protette, cui il tecnico agrigentino appartiene.

Il caso

Ed infatti egli, regolarmente iscritto nelle liste dei disabili disoccupati al momento della domanda (Legge 68/99), ha superato l’unica prova scritta del pubblico concorso.

Ma l’Agenzia delle Entrate gli nega il riconoscimento della riserva dei posti poiché, nelle more della procedura, l’ingegnere ha accettato un incarico a tempo determinato come insegnante precario presso il Ministero dell’Istruzione, perdendo temporaneamente lo status di disoccupato.

Secondo l’Amministrazione, il requisito della disoccupazione avrebbe dovuto essere mantenuto ininterrottamente per tutta la durata della selezione.

Il giudizio

L’ingegnere agrigentino non ci sta e – difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto–  ricorre al TAR contro il provvedimento di esclusione dell’Agenzia delle Entrate.

I giudici amministrativi, accogliendo le tesi degli avvocati Rubino, Impiduglia e Gatto hanno annullato i provvedimenti impugnati.

La sentenza

Nella sentenza pubblicata il 3 marzo 2026, il Collegio ha chiarito che né la legge né il bando di concorso impongono al candidato disabile di rimanere in stato di disoccupazione per l’intera e imprevedibile durata del concorso.

Lo status di disoccupato, infatti, deve sussistere al momento della presentazione della candidatura e all’atto dell’immissione in servizio. Obbligare un candidato a restare senza lavoro per mesi o anni, in attesa della fine di un concorso dalla durata imprevedibile, contrasterebbe con le finalità di integrazione della Legge 68/99.

Il TAR Palermo ha, peraltro, chiarito che se l’Amministrazione avesse voluto imporre la permanenza del requisito per tutta la durata del concorso, avrebbe dovuto scriverlo chiaramente nel bando, cosa che non è avvenuta.

Il ricorrente è vincitore del concorso

Con questa decisione, il Tribunale ha ordinato l’inserimento dell’ingegnere agrigentino nella graduatoria dei vincitori per la Regione Sicilia.

La sentenza afferma un principio fondamentale: il lavoro temporaneo non può diventare una “colpa” che preclude l’accesso a un impiego stabile per chi appartiene alle categorie protette.

 

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Fonte: Sicilia On Press

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