Al momento stai visualizzando Controcorrente, ma contro quale corrente? I 14 voti che cambiano la fotografia politica di Agrigento

Controcorrente, ma contro quale corrente? I 14 voti che cambiano la fotografia politica di Agrigento

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Controcorrente, ma contro quale corrente? I 14 voti che cambiano la fotografia politica di Agrigento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 6 min

Cinque più cinque più quattro fa quattordici.

La matematica, almeno quella, non ha bisogno di interpretazioni politiche.

Ed è probabilmente il numero 14 quello che questa sera racconta meglio di qualsiasi comunicato ciò che sta accadendo al Consiglio comunale di Agrigento.

Per sei votazioni consecutive sulle commissioni consiliari abbiamo registrato sempre lo stesso risultato: 14 voti favorevoli.

Sono diminuiti i presenti. Sono cambiati i contrari. Sono cambiati gli astenuti.

I quattordici, invece, sono rimasti lì.

Dalla prima alla sesta commissione.

E la composizione politica di questo fronte, per quanto emerso questa sera in aula, merita qualche domanda: 5 consiglieri di Fratelli d’Italia, 5 dell’area che sostiene l’amministrazione e altri 4 voti riconducibili a Lega e Democrazia Cristiana.

Un’intesa sulle commissioni, precisano i protagonisti.

Non una nuova maggioranza politica.

Ne prendiamo atto.

Ma noi che abbiamo seguito l’intera seduta abbiamo anche ascoltato il consigliere Carta spiegare che a questa intesa si sarebbe arrivati dopo tre mesi di colloqui.

E allora qualche domanda diventa inevitabile.

Quelli che dovevano rivoluzionare il Comune

Torniamo indietro di appena qualche mese.

Controcorrente arrivava ad Agrigento come la forza della rottura.

Michele Sodano vinceva il ballottaggio con il 72,31 per cento, collegato ufficialmente alle liste Controcorrente-Ismaele La Vardera, Partito Democratico-Agrigento in Movimento e Casa Riformista-Agrigento.

La narrazione politica era chiarissima: cambiare pagina.

Lo stesso La Vardera ha continuato a descrivere il risultato agrigentino come la dimostrazione della volontà di cambiamento della città e Agrigento come possibile laboratorio politico.

Dovevano cambiare il Comune.

Dovevano cambiare il modo di amministrare.

Dovevano mettere trasparenza dove prima, secondo la loro stessa battaglia politica, trasparenza non ce n’era abbastanza.

Dovevano guardare dentro ciò che avevano lasciato le precedenti amministrazioni.

Dovevano verificare responsabilità, errori e vicende che questa testata continua a raccontare.

Una su tutte: Villa del Sole.

Noi continuiamo a chiedere cosa sia successo, chi abbia sbagliato, perché un’opera finanziata con milioni di euro sia arrivata nelle condizioni che abbiamo documentato e soprattutto cosa intenda fare l’amministrazione che aveva promesso il cambiamento.

Perché la rivoluzione non consiste nel cambiare la targhetta sulla porta dell’assessore.

Consiste nel cambiare metodo.

Prima il dialogo con MPA e Forza Italia, adesso altri numeri

In questi primi mesi abbiamo assistito a convergenze e interlocuzioni anche con MPA e Forza Italia.

Una settimana fa abbiamo visto approvare una variazione di bilancio con 21 voti favorevoli su 21 presenti.

Questa sera lo scenario è cambiato ancora.

Sul tavolo ci sono le commissioni consiliari e compare un altro fronte numerico.

Quattordici.

Dentro quei numeri troviamo i cinque consiglieri di Fratelli d’Italia.

Troviamo i cinque voti dell’area che sostiene politicamente l’amministrazione.

E troviamo altri quattro voti provenienti da Lega e Democrazia Cristiana.

Il manifesto ufficiale delle elezioni ci ricorda che FdI ha cinque consiglieri, la DC due e la Lega due.

Cinque più cinque più quattro.

Quattordici.

Per sei volte consecutive.

“Aria Riformista”? A noi sembra aria già respirata

E permettetemi una considerazione editoriale.

Si può chiamare area riformista, campo largo, laboratorio civico o con qualsiasi altra definizione politica si preferisca.

Ma il riformismo dovrebbe essere innanzitutto riforma del metodo.

Se il nuovo metodo diventa trovare di volta in volta l’accordo necessario con pezzi diversi degli schieramenti che si erano combattuti durante la campagna elettorale, allora è legittimo chiedere dove sia la novità.

Non diciamo che sia illegittimo.

La politica è anche mediazione.

Un sindaco con una minoranza consiliare deve necessariamente confrontarsi con il Consiglio.

Ma c’è una differenza tra confrontarsi e costruire assetti politici.

Ed è proprio per questo che sarebbe utile capire che cosa rappresentino quei quattordici voti.

E adesso vorremmo sentire La Vardera

La domanda più importante, però, non è per Carta.

Non è per Mangione.

Non è neppure per Ciulla, che questa sera ha rivendicato apertamente il peso dei cinque consiglieri di Fratelli d’Italia nell’approvazione delle commissioni.

La domanda è per Ismaele La Vardera.

Perché La Vardera non è semplicemente il leader di Controcorrente.

È l’uomo che ha costruito buona parte della propria proposta politica sulla denuncia di determinati sistemi e sulla necessità di rompere con il passato.

E proprio oggi continua a presentare Agrigento come il laboratorio dal quale costruire qualcosa di nuovo in Sicilia.

Allora, Ismaele, aiutaci a capire.

Cosa pensi di ciò che sta accadendo ad Agrigento?

Controcorrente prima dialoga e trova convergenze con MPA e Forza Italia.

Adesso sulle commissioni partecipa a un’intesa nella quale risultano determinanti i cinque voti di Fratelli d’Italia, insieme ai voti di Lega e Democrazia Cristiana.

Tutto legittimo.

Ma politicamente cosa significa?

Sono accordi tecnici? Diciamolo. Sono politici? Diciamolo ugualmente

Non abbiamo bisogno di chiamarli “inciuci”.

Quella parola l’hanno pronunciata questa sera alcuni consiglieri comunali che contestavano l’operazione.

Carta ha detto il contrario.

Mangione ha detto il contrario.

Ciulla ha detto il contrario.

E noi registriamo entrambe le posizioni.

Ma c’è un fatto politico che nessuno può cancellare: le sei commissioni sono state approvate con lo stesso blocco numerico di 14 voti.

Prima: 14.

Seconda: 14.

Terza: 14.

Quarta: 14.

Quinta: 14.

Sesta: 14.

E quando Carta spiega che l’intesa arriva dopo tre mesi di colloqui, diventa difficile liquidare tutto come una coincidenza nata questa sera.

Che tipo di interlocuzione c’è stata?

Su quali basi?

Soltanto sulle commissioni?

Esistono altri temi sui quali quei quattordici consiglieri intendono procedere insieme?

Sono domande.

E le risposte possono darle soltanto i protagonisti.

Ma Villa del Sole resta lì

Nel frattempo, mentre la politica trova i numeri, Villa del Sole resta lì.

E come Villa del Sole restano sul tavolo tutte le vicende sulle quali chi ha vinto le elezioni aveva promesso discontinuità, verifiche, trasparenza e responsabilità.

Perché questo è il punto che a noi interessa più degli equilibri tra partiti.

Se per amministrare Agrigento occorre dialogare con il centrodestra, lo si dica.

Se occorre trovare i voti di Fratelli d’Italia, lo si dica.

Se servono quelli della Lega e della DC, lo si dica.

Se ieri servivano MPA e Forza Italia e domani servirà qualcun altro, lo si dica.

Ma poi non raccontiamoci che tutto questo non abbia alcun significato politico.

La domanda, Ismaele, rimane una

La Vardera ha costruito Controcorrente presentandola come una forza diversa.

Agrigento doveva essere la dimostrazione che si poteva governare rompendo con vecchi metodi e vecchie logiche.

E allora proprio da Agrigento arriva oggi una domanda che merita una risposta.

Ismaele La Vardera, cosa pensi degli accordi alla luce del sole che ad Agrigento il movimento da te fondato sta facendo, di volta in volta, con forze politiche che hai duramente contrastato sul piano regionale?

È semplice dialogo istituzionale?

È necessità amministrativa?

È una strategia politica?

Oppure il “laboratorio Agrigento” prevede che Controcorrente possa trovare accordi con tutti, purché servano i numeri?

Non scegliamo noi la risposta.

Ma una cosa la sappiamo.

Questa sera, dentro Palazzo dei Giganti, la matematica è stata chiarissima:

5 + 5 + 4 = 14.

E per sei volte consecutive, 14 è rimasto 14.

Adesso alla politica spetta spiegare alla città che cosa significhi.

Leggi anche: Altre notizie su Politica

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento