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Disagi per le forze dell’ordine: spese pubbliche per chi dorme in albergo ma mangia altrove

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Disagi per le forze dell’ordine: spese pubbliche per chi dorme in albergo ma mangia altrove. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Essere forze dell’ordine ad Agrigento è più difficile che altrove. Per le condizioni ostili nelle quali spesso sono chiamate a lavorare, ma anche per le difficoltà logistiche riscontrate soprattutto da coloro i quali non dormono e mangiano a casa loro. Come i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri che vengono dislocati sul nostro territorio, ma appartengono a sezioni o distaccamenti di altre zone d’Italia. Come quelli che la Prefettura disloca in alberghi della città dei Templi o di comuni limitrofi. Uomini e donne che però non possono avere garantita la comodità di dormire e mangiare nella stessa struttura alberghiera, perchè il vitto lo devono consumare obbligatoriamente all’esterno. Stranezze tutte italiane. Per tutto questo lo Stato paga per ogni uomo o donna in divisa uno straordinario che si aggira sui 50 euro giornaliere, per consentire loro lo spostamento dall’albergo al ristorante che si è aggiudicato il servizio. Un esborso di denaro extra per le tasche dei contribuenti che crea non poco disagio agli stessi tutori dell’ordine, costretti a riuscire dai propri alloggi per andare a mangiare a pranzo o a cena, reimmettendosi nel caotico traffico veicolare delle nostre zone, avendo notevoli difficoltà nel parcheggiare i propri mezzi di trasporto di servizio. Con il rischio, tra l’altro, di non  potere avere sempre i mezzi sotto controllo (come impone il protocollo), dovendoli parcheggiare a distanza dal luogo in cui si mangia, non sempre dotato di parcheggi adeguati. Basterebbe fare consumare il vitto all’interno della stessa struttura alberghiera nella quale soggiornano i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri in servizio da queste parti, provenendo da altre zone d’Italia. Basti pensare al personale dislocato per l’emergenza immigrazione o coloro i quali svolgono altri servizi. Sono una sessantina attualmente i componenti delle forze dell’ordine che albergano in strutture dell’hinterland o dello stesso capoluogo, ma che per pranzare e cenare sono costrette a uscire, con tutto quello che ne consegue in termini di disagio e costi extra per lo Stato. Perchè tutto questo? La Prefettura potrebbe intervenire, ripristinando normali condizioni di vita per coloro i quali di sacrifici ne fanno già abbastanza, lavorando lontano dalle proprie famiglie, in un territorio spesso ostile. 

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Fonte: Report Sicilia

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