Discarica a cielo aperto: l’assessore annuncia multe per chi trasgredisce. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Ad Agrigento è in atto una emergenza sanitaria con pochi precedenti storici. Le discariche di immondizia sono ormai all’ordine del giorno in tutti gli angoli della città. Quanto lasciato “da quelli che c’erano prima”, non è rimosso “da quelli che ci sono da quasi un mese” al governo di un capoluogo di provincia, ostaggio della incapacità di coloro i quali (da Roma, a Palermo, fino alla città dei Templi) non sanno gestire il settore determinante dell’igiene pubblica, al cospetto di appalti d’oro, buoni solo a fare clientele. In attesa che il sindaco emani un’ordinanza urgente con la quale si predispone la bonifica delle strade dalla montagna di pattume ammassato in cumuli, il prefetto non può certamente ritenersi alieno a questa emergenza. Date le condizioni della città, sarebbe il caso che il massimo esponente del Governo di attivasse per fare rimuovere i cumuli di immondizia da tutte le zone della città, anche alla luce delle temperature ultra tropicali di questi giorni. Via Manzoni, via Callicratide, via Imera, piazzale Rosselli, le periferie. Dovunque dilaga lo scempio ambientale e del decoro urbano.
Lo Stato dov’è?

Il coinvolgimento dell’Esercito in tal senso non sarebbe un’idea peregrina, come avvenuto in altre occasioni nel passato, in molte zone del sud Italia. In queste ultime ore si è registrata qualche dichiarazione, rilasciata dall’assessore all’igiene pubblica Giuseppe Riccobene il quale al giornalista Gioacchino Schicchi ha detto che per dare una svolta sono in arrivo le sanzioni per chi deposita abusivamente i rifiuti, con tanto di diffusione di immagini di tale deposito. Giuste e sacrosante le sanzioni, ma c’è da evidenziare come la spazzatura qualcuno degli enti preposti la deve pur rimuovere, senza fare deflagrare l’emergenza a causa di chiusure di discariche. La speranza è che la nuova amministrazione in carica di circa un mese sappia fare meglio “di quelli che c’erano prima”, ai quali è da attribuire la pessima gestione del servizio, andato in tilt appena il sistema di conferimento si è inceppato.
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Fonte: Report Sicilia
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