Enel avvia lo smantellamento di una ciminiera e una caldaia a Vigata. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Guai a parlare di ridimensionamento del personale, di smobilitazione dell’impianto o altre nefaste situazioni in itinere, sul fronte strettamente occupazionale. Questa è la premessa alla notizia che racconta dei lavori in corso da alcuni giorni all’interno della centrale Vigata, lo storico sito produttivo che da decenni domina la scena in via Cannelle, punto di riferimento per la distribuzione di energia elettrica nella parte più a sud d’Italia. Le maestranze di Enel stanno eseguendo un intervento di eliminazione definitiva della Caldaia PE1 e della relativa ciminiera, eliminando quello che con il passare dei mesi e degli anni pare sia diventato superfluo. Sta dunque per sparire, pezzo dopo pezzo, una delle due alte ciminiere che da decenni caratterizzano lo skyline empedoclino, soprattutto per coloro i quali guardano verso il mare. Un ridimensionamento della struttura, al momento non lascerebbe far pensare a un analogo ridimensionamento del personale, che si aggira intorno alle 50 unità.

La situazione occupazionale dunque non sarebbe da considerare a rischio, in attesa che nei prossimi mesi dall’Azienda arrivino indicazioni più precise e dettagliate sulle prospettive di un impianto che comunque rimane strategico per Enel. La centrale ha da tempo scelto il turbogas come fonte principale di alimentazione, puntando sempre più a un minore impatto ambientale, rispetto a quanto accaduto negli scorsi decenni. La centrale Enel dunque si appresta quanto meno a cambiare volto, a essere meno impattante dal punto di vista estetico, salvaguardando comunque l’aspetto occupazionale. La speranza è che soprattutto quest’ultimo aspetto non venga messo in discussione da parte dell’azienda, nell’ambito di un ridimensionamento che – al momento – non sembra essere all’ordine del giorno. Del resto Porto Empedocle non può permettersi di perdere l’unica grande azienda rimasta sul territorio, dopo il “funerale” dello stabilimento Italcementi, funerale al termine del quale però il “cadavere” è rimasto in camera da letto, con tutto quello che ne consegue in termini di impatto ambientale ed economico. Dunque, non resta che guardare all’aspetto positivo, derivante dalla cancellazione di almeno una delle due ciminiere gemelle che da decenni dominano la cittadina marinara.
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Fonte: Report Sicilia
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