La Vardera scopre il nostro «Si può fare». Lo slogan di Di Rosa con 104 impegni concreti per Agrigento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dalla campagna elettorale di Giuseppe Di Rosa alla convention di Progetto Civico Italia. Le stesse tre parole tornano nella comunicazione di Ismaele La Vardera. Ma ad Agrigento quello slogan accompagnava un programma articolato in 104 punti.
AGRIGENTO. «Si può fare». Tre parole semplici, dirette, che hanno accompagnato la mia candidatura a sindaco di Agrigento nelle elezioni amministrative del 2026. Non uno slogan inventato per riempire un manifesto, ma una dichiarazione di impegno politico accompagnata da 104 punti programmatici, ciascuno costruito attorno a problemi concreti della città e alle possibili soluzioni.
Oggi quelle stesse parole compaiono nella comunicazione politica di Ismaele La Vardera, fondatore di Controcorrente e presidente di Progetto Civico Italia.
Nel manifesto che annuncia l’incontro del 23 ottobre 2026 a Roma, presso l’Hotel Shangri-La, campeggia infatti una scritta impossibile da non notare. «NON SI PUÒ FARE», con il «NON» sovrastato dalla frase «SI PUÒ FARE».
Una coincidenza? Un’ispirazione? Oppure La Vardera ha semplicemente scoperto uno slogan che ad Agrigento avevamo già utilizzato, dandogli un significato preciso?
Il nostro «Si può fare» aveva 104 risposte
Durante la campagna elettorale avevo scelto di non limitarmi alle promesse generiche. Avevo presentato agli agrigentini un programma di 104 punti, organizzato per settori, dalla trasparenza amministrativa alla legalità, dalla gestione dei rifiuti al servizio idrico, dalla sicurezza urbana alla valorizzazione del patrimonio comunale.
A ogni problema corrispondeva una proposta e una convinzione ripetuta nel programma. «Si può fare!»
Non era un’espressione casuale. Era il filo conduttore di un progetto politico che voleva dimostrare come molti problemi di Agrigento non fossero irrisolvibili, ma richiedessero volontà politica, competenza, trasparenza e capacità amministrativa.
Quel programma è stato messo nero su bianco, presentato pubblicamente e portato davanti agli elettori. Non soltanto parole, dunque, ma 104 impegni sui quali i cittadini avrebbero potuto giudicare il mio operato.
La Vardera usa le stesse parole, ma ad Agrigento cosa è cambiato?
Il punto politico non è rivendicare la proprietà esclusiva di tre parole di uso comune. Nessuno può pretendere di possedere l’espressione «Si può fare».
È però curioso che oggi a utilizzarla sia proprio il fondatore di Controcorrente, il movimento che ha sostenuto l’elezione del sindaco Michele Sodano ad Agrigento.
Perché mentre a Roma si organizzano incontri sulla trasparenza e sulla possibilità di cambiare la politica, ad Agrigento i cittadini continuano a confrontarsi con problemi che conosciamo fin troppo bene.
Dalla crisi idrica alla gestione dei rifiuti, dalla manutenzione stradale alle difficoltà amministrative, le questioni che avevamo inserito nel nostro programma restano al centro del dibattito cittadino.
E allora la domanda diventa inevitabile.
Se davvero si può fare, perché ad Agrigento tante cose continuano a non essere fatte?
La trasparenza si pratica, non si proclama
Ancora più interessante è il tema scelto per l’incontro romano di La Vardera, «Trasparenza e politica possono andare d’accordo? Il caso della Sicilia».
Una domanda che condivido pienamente e alla quale, nel nostro programma elettorale, avevamo dedicato un’intera sezione.
Trasparenza negli affidamenti, pubblicazione degli atti, controllo della spesa pubblica, rispetto delle regole e responsabilità amministrativa erano alcuni dei principi sui quali avevamo costruito la nostra proposta.
Ma la trasparenza non può essere soltanto un argomento da convegno. Deve diventare un metodo quotidiano di governo, soprattutto nei Comuni amministrati dalle forze politiche che la rivendicano.
Caro Ismaele, ad Agrigento il «Si può fare» lo avevamo già scritto
Non sappiamo se La Vardera abbia visto i nostri manifesti o letto il programma dei 104 punti. Non possiamo quindi affermare che abbia deliberatamente copiato il nostro slogan.
Possiamo però documentare che «Si può fare» era già il messaggio centrale della nostra campagna elettorale ad Agrigento, ben prima dell’appuntamento romano del 23 ottobre.
E soprattutto possiamo ricordare che dietro quelle tre parole c’era un progetto amministrativo preciso.
A La Vardera rivolgiamo allora un invito. Se ritiene davvero che «Si può fare», venga ad Agrigento a verificare quanto del cambiamento promesso da Controcorrente sia diventato realtà nei primi quattro mesi dell’amministrazione Sodano.
Perché uno slogan può essere ripreso da chiunque. La credibilità politica, invece, si conquista con i fatti.
E noi continueremo a ricordarlo, con i nostri 104 punti programmatici davanti agli occhi e una città che aspetta ancora risposte.
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Fonte: Report Sicilia
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