Maddalusa, il problema non è Schifani: la legge affida all’ATI il governo dell’acqua e il Sindaco di Agrigento ha un ruolo decisivo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Sul caso Maddalusa il dibattito rischia di prendere una strada sbagliata.
Nelle ultime ore il sindaco di Agrigento Michele Sodano ha annunciato di avere scritto al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e, successivamente, ha ringraziato il presidente della Regione e l’assessore regionale Salvatore Colianni per la convocazione di un tavolo tecnico presso la Prefettura di Agrigento.
Un’iniziativa certamente importante.
Ma che non modifica minimamente il quadro delle competenze previsto dalla legge.
Perché il problema Maddalusa non dipende direttamente dal presidente della Regione.
E non dipende nemmeno dall’assessore regionale.
La legge individua con estrema chiarezza chi governa il servizio idrico integrato.
L’Ente di Governo è l’ATI, non AICA
L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) è chiarissima.
Gli Enti di Governo dell’Ambito (EGA), in Sicilia rappresentati dalle Assemblee Territoriali Idriche, sono gli organismi ai quali le Regioni trasferiscono l’esercizio delle competenze dei Comuni in materia di gestione delle risorse idriche e della programmazione delle infrastrutture.
Non è AICA a governare il sistema.
AICA è il gestore.
L’ATI è l’Ente di Governo.
Ed è proprio all’ATI che spettano, tra gli altri, il controllo e la vigilanza sul gestore, l’approvazione del piano operativo per le emergenze idropotabili, gli interventi necessari per il superamento delle criticità, la programmazione del servizio e gli indirizzi strategici dell’intero sistema idrico provinciale.
Competenze attribuite dal Decreto Legislativo 152/2006, dallo Statuto dell’ATI e dal sistema regolatorio dell’ARERA.
Agrigento è il Comune che pesa di più
C’è poi un altro elemento che non può essere ignorato.
Il Comune di Agrigento è il socio con la quota di rappresentanza più elevata all’interno dell’ATI Agrigento.
Con oltre il 13% dei voti assembleari rappresenta il Comune che ha il maggiore peso decisionale tra tutti i trentasei enti locali aderenti.
E con la cessazione del mandato dell’ex sindaco Francesco Miccichè, nel Consiglio Direttivo dell’ATI è subentrato proprio il sindaco Michele Sodano.
Questo significa che oggi Agrigento non è un semplice spettatore.
È uno dei principali protagonisti dell’Ente di Governo del servizio idrico.
Il tavolo tecnico è utile, ma non sposta le competenze
È certamente positivo che il presidente Schifani abbia mostrato attenzione alla vicenda convocando un tavolo tecnico.
Così come è positivo che tutte le istituzioni si confrontino.
Ma è necessario evitare un equivoco.
Né il presidente della Regione né l’assessore regionale possono sostituirsi agli organismi ai quali la legge attribuisce le competenze sul governo del servizio idrico.
Così come, sul territorio comunale di Agrigento, nessun altro può sostituirsi al sindaco nell’adozione di eventuali ordinanze contingibili e urgenti, nei limiti e nei presupposti previsti dall’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali.
Il tavolo tecnico può favorire il dialogo.
Può individuare soluzioni.
Può promuovere modifiche normative.
Ma non modifica il riparto delle competenze stabilito dalla legge.
Una situazione ereditata che oggi richiede una scelta
È corretto riconoscere che l’attuale amministrazione comunale non ha creato il problema Maddalusa.
Lo ha ereditato.
Così come ha ereditato decenni di abusivismo edilizio, di mancata pianificazione e di questioni urbanistiche mai affrontate in modo definitivo.
Ed è altrettanto corretto riconoscere che la giunta Sodano si trova in una posizione politicamente complessa.
Ne fanno parte forze politiche ed esponenti dell’area ambientalista che, negli anni, hanno sempre sostenuto con convinzione la necessità di contrastare l’abusivismo edilizio e di procedere alle demolizioni previste dalla legge.
Oggi, però, quelle stesse forze devono confrontarsi con una realtà profondamente diversa.
Perché a Maddalusa non si parla soltanto di immobili.
Si parla di famiglie.
Di cittadini ai quali il Comune di Agrigento, negli anni, ha riconosciuto la residenza anagrafica.
Una circostanza che apre inevitabilmente un interrogativo.
Come è stato possibile concedere la residenza in immobili privi di certificato di abitabilità e interessati da problematiche urbanistiche ancora oggi irrisolte?
Se quelle persone sono state riconosciute come residenti dal Comune, se pagano imposte e tributi, se negli anni hanno ottenuto altri servizi pubblici, è evidente che il problema non può essere affrontato limitandosi ad affermare che si tratta di immobili abusivi.
Adesso servono decisioni
Tra i residenti di Maddalusa vi sono anziani, persone con gravissime disabilità, cittadini allettati e malati cronici per i quali l’acqua rappresenta un bene indispensabile.
Nessuno sostiene che il problema urbanistico debba essere ignorato.
Ma una questione è la repressione dell’abusivismo.
Un’altra è garantire il minimo vitale di acqua a persone che il Comune considera residenti sul proprio territorio.
Per questo motivo il tavolo tecnico convocato per mercoledì rappresenta certamente un’occasione importante.
Ma gli agrigentini attendono soprattutto che ciascuna istituzione eserciti le competenze che la legge le attribuisce.
La Regione per ciò che le compete.
L’ATI quale Ente di Governo del servizio idrico.
AICA quale gestore.
E il Comune di Agrigento, attraverso il sindaco Michele Sodano, quale rappresentante del Comune con il maggiore peso decisionale nell’ATI e autorità competente sul territorio comunale.
Perché il tempo delle lettere e dei tavoli istituzionali è importante.
Ma il tempo delle decisioni lo è ancora di più.
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Fonte: Report Sicilia
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