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Madre di Maddalusa chiede aiuto al sindaco: “L’acqua è un diritto

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Madre di Maddalusa chiede aiuto al sindaco: “L’acqua è un diritto. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – «Se per pagare la Tari non siamo abusivi, perché lo diventiamo quando chiediamo l’acqua?». È una domanda semplice, ma pesante come un macigno quella che Veronica Monachino rivolge al neo sindaco di Agrigento, Michele Sodano, attraverso una lettera aperta che riporta all’attenzione pubblica il dramma vissuto da decine di famiglie della contrada Maddalusa.

Una vicenda che Report Sicilia segue ormai da settimane e che ha già portato i residenti a manifestare davanti al Municipio e a denunciare pubblicamente l’impossibilità di accedere a un bene primario come l’acqua.

Nella lettera, Veronica Monachino racconta una situazione che va oltre il semplice disagio quotidiano. Madre di tre bambini e con un quarto figlio in arrivo, descrive una realtà nella quale intere famiglie vengono escluse dall’approvvigionamento idrico perché le abitazioni sarebbero considerate prive dei requisiti urbanistici necessari per l’allaccio alla rete.

«L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale della persona e non dovrebbe essere negato a cittadini che vivono stabilmente sul territorio comunale», scrive la residente di Maddalusa, sottolineando come la contraddizione più evidente sia rappresentata dal fatto che gli stessi cittadini continuano regolarmente a ricevere e pagare le bollette della Tari.

Una situazione che alimenta rabbia e incomprensione.

«Se per la riscossione dei tributi non siamo considerati abusivi, non si comprende perché lo siamo quando si tratta di garantire servizi indispensabili alla vita quotidiana».

Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato, dopo le polemiche delle scorse settimane che hanno visto contrapposti i residenti di Maddalusa, AICA e gli operatori del servizio autobotti.

La questione delle autobotti e l’audio che ha fatto discutere

Il caso era esploso pubblicamente dopo il sit-in organizzato dai residenti davanti al Municipio per denunciare giorni interi senza acqua e l’assenza di soluzioni concrete.

Successivamente aveva suscitato forti polemiche anche un audio attribuito alla presidente di AICA, Danila Nobile, pubblicato da Report Sicilia, nel quale veniva evocato il rischio che un eventuale “polverone” mediatico sulla vicenda potesse portare all’attenzione delle autorità competenti le situazioni urbanistiche delle abitazioni interessate, con possibili conseguenze anche sul fronte delle demolizioni.

Un passaggio che aveva provocato indignazione tra molti residenti, i quali avevano interpretato quelle parole come una sorta di avvertimento nei confronti di chi chiedeva semplicemente acqua per le proprie famiglie.

Da allora il clima non si è rasserenato.

Anzi, le richieste dei cittadini si sono fatte sempre più pressanti.

Un problema sociale prima ancora che urbanistico

La lettera di Veronica Monachino pone una questione che va oltre le norme edilizie e urbanistiche.

Nessuno mette in discussione il rispetto della legge o l’esigenza di verificare la regolarità degli immobili. Tuttavia molti cittadini si chiedono se sia accettabile che eventuali controversie urbanistiche possano tradursi nella privazione di un servizio essenziale.

A Maddalusa non si parla di un semplice disservizio amministrativo, ma di famiglie con bambini, anziani e persone fragili che ogni giorno devono fare i conti con la mancanza di acqua.

«Le famiglie della zona sono costrette ad affrontare continui disagi, vivendo in condizioni che non dovrebbero appartenere a una comunità moderna e civile», scrive la cittadina.

L’appello al sindaco Sodano

Per questo motivo la richiesta rivolta al nuovo sindaco è chiara: trovare una soluzione immediata che garantisca almeno l’approvvigionamento idrico alle famiglie interessate, lasciando eventualmente ad altre sedi e ad altri tempi la definizione delle questioni urbanistiche.

Una sfida che adesso passa nelle mani della nuova amministrazione comunale.

I residenti chiedono risposte concrete e rapide.

Perché mentre le carte e i procedimenti amministrativi possono attendere mesi o anni, l’acqua serve ogni giorno.

E per le famiglie di Maddalusa, oggi più che mai, non è una questione politica o burocratica: è una questione di dignità.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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