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Referendum giustizia, alle ore 12 affluenza pari al 14,88%; Agrigento fanalino di coda

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Referendum giustizia, alle ore 12 affluenza pari al 14,88%; Agrigento fanalino di coda. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Urne aperte per il referendum sulla giustizia. I cittadini sono chiamati a confermare o respingere la riforma Nordio, ovvero il ddl costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm, senza l’unico passaggio oggi consentito, e lo sdoppiamento del Csm i cui membri vengono sorteggiati. Il disegno di legge costituzionale sancisce infatti la nascita del Consiglio superiore della magistratura “giudicante” e del Consiglio superiore della magistratura “requirente”, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica.
“Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione – si legge nel testo -. Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge”. I consiglieri durano in carica quattro anni e “non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva”. Per sanzionare gli errori dei magistrati, arriva l’Alta Corte di giustizia composta da magistrati, avvocati e professori. “L’Alta Corte è composta da quindici giudici – recita il ddl – tre dei quali nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, nonché da sei magistrati giudicanti e tre requirenti, estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie con almeno venti anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità”. L’Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal presidente della Repubblica o quelli estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato.

Il dato dell’affluenza alle ore 12 p è pari al 14,88% ed è relativo a 59.783 sezioni su 61.533, in costante aggiornamento. Si tratta di un Referendum confermativo, disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, che non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito è dato esclusivamente dai voti validamente espressi.

Il dato delle province siciliane è questo: Siracusa, 11,00%, Palermo 10,72%, Catania 10,57%, Ragusa 10,49%, Messina 10,45%,Trapani 8,88%, Enna 8,45%,Caltanissetta 8,13%. Ultima Agrigento, con il 7,64%.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alle 13 ha votato al plesso Piazzi di Palermo. Il Presidente della Repubblica ha scambiato qualche parola con gli scrutatori e stretto la mano al presidente di seggio della sezione numero 535, Fabrizio Ferro. Applausi all’esterno del seggio mentre Mattarella lasciava il plesso Piazzi.

Fonte: grandangoloagrigento.it

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