Rivoluzione nel centrodestra: il ruolo di Di Mauro dopo il voto in Consiglio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Le campagne elettorali finiscono. La politica vera comincia quando si distribuiscono gli incarichi istituzionali.
Ed è esattamente quello che è accaduto ad Agrigento.
Nel giro di poche ore il Consiglio comunale ha eletto Giovanni Civiltà presidente, Marco Vullo vicepresidente vicario e Giuseppe Nocera vicepresidente. Tre votazioni che, al di là dei singoli nomi, sembrano consegnare una fotografia politica molto precisa.
Il baricentro del centrodestra agrigentino appare oggi saldamente orientato verso l’area politica riconducibile al deputato regionale Roberto Di Mauro.
Non è una questione di dichiarazioni, ma di equilibri.
Giovanni Civiltà viene eletto presidente del Consiglio comunale dopo una lunga trattativa all’interno del centrodestra. Marco Vullo, storico riferimento dell’area autonomista ed ex assessore della giunta Miccichè, diventa vicepresidente vicario. Giuseppe Nocera completa l’Ufficio di Presidenza.
Dall’altra parte resta Fratelli d’Italia.
Il partito non soltanto rimane escluso dalle principali cariche del Consiglio comunale, ma contesta apertamente quanto avvenuto in Aula. Prima con l’intervento di Gianpiero Carta, poi con le prese di posizione dei consiglieri Pasquale Spataro e Costantino Ciulla.
Il risultato finale racconta quindi una coalizione che continua a presentarsi divisa, ma nella quale emerge con forza un dato politico: l’area che oggi appare maggiormente rafforzata è quella riconducibile a Roberto Di Mauro.
Ed è proprio qui che nasce la riflessione.
Per mesi gli agrigentini hanno sentito parlare di cambiamento.
Di una nuova stagione politica.
Di una discontinuità con il passato.
Oggi, però, osservando gli assetti che stanno prendendo forma, la domanda è inevitabile: che fine ha fatto quel cambiamento?
Perché, se il primo effetto della nuova consiliatura è quello di rafforzare ulteriormente il peso politico dell’area che da anni rappresenta uno dei principali punti di riferimento del centrodestra agrigentino, allora il cambiamento rischia di apparire più formale che sostanziale.
C’è poi un altro elemento che inevitabilmente accompagna questa riflessione.
Roberto Di Mauro è tuttora coinvolto, nella qualità processuale risultante dagli atti resi pubblici, nell’inchiesta della Procura di Agrigento sul cosiddetto “Sistema Agrigento”, relativa a presunte irregolarità nella gestione di appalti e finanziamenti pubblici, tra cui anche quello riguardante la rete idrica del capoluogo. Si tratta di un procedimento ancora in corso e, come per ogni persona sottoposta a indagine, vale integralmente il principio della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Sul piano politico, tuttavia, è difficile non rilevare come, mentre quella vicenda giudiziaria segue il proprio percorso nelle sedi competenti, il peso dell’area politica riconducibile a Di Mauro sembri oggi crescere anziché diminuire.
Le ultime votazioni del Consiglio comunale sembrano andare proprio in questa direzione.
Non è questa la sede per anticipare giudizi che spettano esclusivamente alla magistratura.
È però legittimo interrogarsi sugli equilibri politici che stanno emergendo.
Perché la sensazione che arriva da Palazzo dei Giganti è che il centrodestra agrigentino stia progressivamente concentrando il proprio baricentro attorno a un’unica area politica.
Se sia una scelta destinata a rafforzare la coalizione o, al contrario, ad accentuarne le tensioni interne, lo diranno i prossimi mesi.
Una cosa, però, appare già evidente.
Le prime votazioni della nuova consiliatura non hanno semplicemente assegnato le principali cariche del Consiglio comunale.
Hanno anche indicato, almeno politicamente, quale area oggi sembra esercitare l’influenza maggiore sugli equilibri del centrodestra agrigentino.
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Fonte: Report Sicilia
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