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Tangenti sugli appalti a Sommatino: arrestati l’ex sindaco e un imprenditore

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Tangenti sugli appalti a Sommatino: arrestati l’ex sindaco e un imprenditore. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Un presunto sistema di corruzione legato agli appalti pubblici del Comune di Sommatino è al centro dell’operazione “Scacco”, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caltanissetta. Su disposizione del gip sono finiti agli arresti domiciliari l’ex sindaco dimissionario di Sommatino, Salvatore Letizia, e l’imprenditore favarese Diego Caramazza.

L’indagine è partita nel maggio del 2024 dopo un atto intimidatorio ai danni dell’allora primo cittadino. Attraverso intercettazioni e attività di videosorveglianza, gli investigatori ritengono di aver ricostruito un articolato meccanismo illecito che avrebbe coinvolto amministratori pubblici, tecnici e imprenditori, finalizzato a pilotare affidamenti e ottenere vantaggi economici.

Secondo la ricostruzione della Procura, Caramazza avrebbe versato una tangente complessiva di 45 mila euro, ripartita in tre quote da 15 mila euro, all’allora sindaco, al responsabile dell’ufficio tecnico comunale e a un professionista incaricato. In cambio avrebbe ottenuto l’affidamento diretto di due interventi di riqualificazione di Villa Garibaldi.

Per evitare il ricorso a una gara pubblica, gli appalti sarebbero stati artificiosamente divisi in due distinti affidamenti, mantenendo ciascuno al di sotto della soglia prevista dalla normativa per gli affidamenti diretti. Successivamente, sempre secondo l’accusa, il valore delle opere sarebbe stato incrementato attraverso una variante progettuale da circa 30 mila euro.

L’inchiesta ha fatto emergere anche un secondo filone investigativo riguardante la gestione della Sagra dell’Agricoltura. Gli amministratori coinvolti avrebbero imposto agli ambulanti il pagamento giornaliero di somme comprese tra 40 e 150 euro per l’utilizzo dell’energia elettrica, prospettando il distacco della corrente a chi si fosse rifiutato. Gli investigatori stimano che il sistema avrebbe consentito di raccogliere circa 11 mila euro in contanti.

Un ulteriore capitolo riguarda presunte richieste di mazzette collegate ad altri lavori pubblici, tra cui interventi di consolidamento e la realizzazione di un asilo nido, con somme che, secondo gli inquirenti, avrebbero raggiunto i 50 mila euro.

Complessivamente sono sei le persone raggiunte da misure cautelari. Oltre ai due arresti domiciliari, il giudice ha disposto misure interdittive nei confronti di funzionari e professionisti coinvolti nell’indagine. Per l’ex sindaco è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di 15 mila euro, ritenuti dagli investigatori parte del denaro ricevuto nell’ambito del presunto accordo corruttivo.

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Fonte: Sicilia24h

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