Agrigento – Il vero abuso è il perimetro del Parco, non le case di Maddalusa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
C’è un abuso che ad Agrigento nessuno ha il coraggio di denunciare. Non è quello delle case. È quello di una perimetrazione mostruosa, spropositata, illogica e devastante che, da oltre cinquant’anni, soffoca un’intera città nel nome di una tutela che, in molti casi, con la tutela della Valle dei Templi non ha più nulla a che vedere.
La domanda è semplice. Talmente semplice da fare paura.
Che cosa c’entra Maddalusa con il Tempio della Concordia? Che cosa c’entra San Leone con la Valle dei Templi? Che cosa c’entrano decine di quartieri, abitazioni, strade e terreni che si trovano ben oltre il contesto archeologico? Nessuno risponde.
Perché rispondere significherebbe ammettere che quel perimetro è diventato un gigantesco monumento all’assurdità amministrativa. Un confine tracciato decenni fa e trasformato in un dogma intoccabile. Guai a metterlo in discussione. Guai a chiedere una revisione. Guai perfino a pronunciare la parola “riduzione”.
Eppure è proprio quel confine ad avere prodotto un paradosso intollerabile: migliaia di cittadini vivono da mezzo secolo sotto la spada di Damocle dell’abusivismo, mentre nessuno trova il coraggio di affrontare il vero nodo della questione.
È più facile puntare il dito contro le famiglie. È più facile invocare le ruspe. È più facile parlare di demolizioni.
Molto più difficile è riconoscere che, forse, il problema nasce da una perimetrazione che ha superato da tempo ogni ragionevole esigenza di tutela. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una città paralizzata, infrastrutture bloccate, quartieri dimenticati, persone trattate come cittadini di serie B.
L’esempio di Maddalusa è emblematico. Esiste una strada che potrebbe collegare San Leone alla statale 115, migliorando la viabilità, riducendo il traffico e aumentando la sicurezza. È ridotta a una mulattiera. Perché non viene sistemata? Perché il bitume, a quanto pare, sarebbe un attentato alla Valle dei Templi!!! Siamo al paradosso. Una strada già esistente non può essere asfaltata perché qualcuno sostiene che potrebbe danneggiare un tempio distante.
È questa la tutela del patrimonio? O è l’ennesima dimostrazione di una burocrazia che ha perso completamente il contatto con la realtà?
E poi arrivano i professionisti della demolizione. Legambiente, Gucciardo. “Ama” la popolazione abusiva e deve salvaguardarla, però le case devono essere abbattute. Un tipico appartenente a coloro i quali, dinnanzi ad un problema, hanno solo una sola soluzione: abbattere. Abbattere le case. Abbattere le speranze. Abbattere la vita delle persone. Come se dietro quei muri non ci fossero famiglie, sacrifici, mutui, anziani e figli.Come se tutto potesse essere cancellato con il rumore di una ruspa.
La legalità è un principio sacrosanto.Ma la legalità non può essere selettiva. Non può essere usata come una clava contro i cittadini mentre nessuno ha il coraggio di mettere mano a un sistema di vincoli che molti considerano ormai sproporzionato.
La politica, in tutto questo, dov’è? Dov’è il Parlamento regionale Dov’è il Governo siciliano? Dov’è chi dovrebbe rappresentare Agrigento? Cinquant’anni di silenzi. Cinquant’anni di rinvii. Cinquant’anni di immobilismo.
Cinquant’anni durante i quali nessuno ha avuto il coraggio di dire che forse quel perimetro va rivisto, aggiornato, riportato entro limiti coerenti con le reali esigenze di tutela del patrimonio archeologico. Le case diventano abusive perchè il perimetro del Parco è una porcata di immani proporzioni. Una sporcizia bella e buona. Una colata di vero e proprio fango che ha bloccato lo sviluppo di una città, di una costa, di un intero territorio.
Una cosa deve essere chiara. Nessuno vuole distruggere la Valle dei Templi. Nessuno vuole costruire accanto ai templi. Nessuno mette in discussione uno dei patrimoni archeologici più importanti del mondo. Ma proprio perché la Valle dei Templi merita rispetto, la sua tutela non può diventare il pretesto per imporre vincoli che, in alcune aree, appaiono scollegati dalla realtà e producono conseguenze pesantissime sulla vita dei cittadini. E poi non dimenticate le parole di Mounir Bouchenaki, l’inviato dell’Unesco; giunto nella Valle dei Templi per inserirla come patrimonio dell’Umanità, ebbe a dire: “Qui si mistifica, non c’è beton (cemento), ho visto foto false. La Valle dei Templi è il patrimonio fra i più protetti e salvaguardati del mondo…”. E se mi permettete Bouchenaky non è il signor Gucciardo.
Agrigento non ha bisogno di altre ruspe. Ha bisogno di coraggio. Il coraggio di rimettere mano a un perimetro che sembra essere diventato più importante della città stessa. Perché il vero scandalo non è soltanto l’abusivismo. Il vero scandalo è aver trasformato un vincolo nato per proteggere un patrimonio straordinario in una gabbia dalla quale interi quartieri non riescono più a uscire.
Se c’è qualcosa da abbattere, non sono le case di Maddalusa.
È il muro di omertà politica che da oltre mezzo secolo impedisce perfino di discutere una perimetrazione che molti cittadini considerano ormai il più grande abuso amministrativo mai imposto ad Agrigento.
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Fonte: Sicilia24h
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