Agrigento – Vertenza idrica nell’Agrigentino: Confcommercio chiede interventi strutturali. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

La stagione estiva nel territorio provinciale può ormai considerarsi irrimediabilmente compromessa, e la traiettoria fortemente negativa rischia di ipotecare la tenuta economica e la stessa capacità di ripartenza delle imprese nel medio e lungo periodo. L’allarme, lanciato con fermezza da Confcommercio Agrigento sotto la guida del presidente Gero Niesi, mette in luce come il collasso del sistema di distribuzione idrica abbia colpito al cuore turismo e commercio — due settori trainanti della provincia — proprio nei mesi di massima intensità produttiva. L’associazione datoriale denuncia una gestione dei flussi idrici che costringe interi centri abitati ad attendere sino a 10-12 giorni per un singolo turno di erogazione, delineando uno scenario di vera emergenza che sta soffocando i principali poli economici del territorio.
«Nel cuore antico del capoluogo la situazione appare particolarmente critica – si legge nella nota diffusa alla stampa -: la complessa configurazione urbanistica delle aree storiche rende l’approvvigionamento alternativo complesso, limitando di fatto l’operatività quotidiana di hotel, bed & breakfast e attività di ristorazione. Analoghe criticità interessano gli altri grandi centri della provincia. A Favara i ritardi cumulati nella rete raggiungono i picchi più allarmanti, esasperando la cittadinanza e condannando le imprese locali a una condizione di totale incertezza anche produttiva. A Canicattì l’economia locale versa oggi in una situazione di grave sofferenza, mentre nei poli marittimi e commerciali di Licata e Sciacca l’irregolarità dell’erogazione idrica sta erodendo pesantemente i fatturati legati all’indotto estivo e balneare».
L’effetto domino su turismo e commercio. «I razionamenti costanti e l’incertezza cronica nell’erogazione hanno innescato un effetto domino devastante lungo l’intera filiera turistica e commerciale agrigentina. Il comparto ricettivo si trova stretto tra disdette dell’ultimo minuto e un danno reputazionale difficilmente quantificabile nella sua interezza. Questa paralisi dell’ospitalità – si legge ancora – ha trascinato in una condizione di profonda asfissia anche i servizi di trasporto, le guide turistiche, gli stabilimenti balneari e l’intero comparto artigianale locale, azzerando i margini di profitto tradizionalmente generati nella stagione estiva. Di conseguenza, anche i titolari di bar, ristoranti e locali pubblici dell’intera provincia sono costretti a operare in condizioni puramente emergenziali, pur di non dover abbassare definitivamente le serrande».
Il vero nodo economico sottolineato da Confcommercio Agrigento riguarda la perdita di liquidità delle imprese, che tradizionalmente utilizzano i ricavi del trimestre estivo per sostenere i costi fissi e gli oneri tributari nei mesi invernali. «Senza il sostegno finanziario garantito da questa stagione – sostiene Confcommercio -, la sostenibilità economica del tessuto produttivo provinciale risulta gravemente compromessa anche nel breve periodo, collocando numerose aziende nell’impossibilità di pianificare investimenti, salvaguardare i livelli occupazionali o garantire la semplice continuità aziendale nei mesi a venire. A rendere la situazione ancora più inaccettabile si aggiunge un dato oggettivo e incontrovertibile: il peso economico insostenibile delle fatturazioni che gravano su abitazioni private e sedi d’impresa. Famiglie e aziende continuano infatti a ricevere puntualmente bollette idriche onerose ed esose, prive di qualsiasi giustificazione logica o commerciale se rapportate a un servizio di erogazione palesemente inadeguato, intermittente o del tutto assente».
Questo evidente cortocircuito finanziario si traduce in tariffe elevate a fronte di un oggettivo disservizio. Secondo Confcommercio, la radice del problema risiede in una gestione della distribuzione idrica provinciale ampiamente criticabile e priva di efficienza, i cui limiti strutturali e operativi testimoniano l’incapacità di garantire standard minimi di civiltà e competitività economica.
La richiesta di Confcommercio. «Di fronte a uno scenario finanziario e sociale di tale gravità, Confcommercio Agrigento chiede un intervento straordinario che non si limiti alla mera gestione tecnica dei flussi, ma si configuri come un vero e proprio piano di salvataggio economico per le imprese del territorio. Tale piano – conclude la nota – dovrebbe includere la rimodulazione immediata dei calendari di distribuzione e l’introduzione di adeguate misure di ristoro, al fine di scongiurare una definitiva desertificazione commerciale». Confcommercio Agrigento ribadisce con fermezza che non è più tollerabile assistere passivamente a questa inerzia: la politica locale e regionale ha il preciso dovere morale e istituzionale di intervenire con tempestività e determinazione, attuando riforme gestionali radicali che dimostrino il dovuto rispetto verso l’intera comunità agrigentina e tutelino la dignità del suo tessuto produttivo.
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Fonte: AgrigentoOggi
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