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Agrigento, il Comune restituisce 9.392 euro al Centro per la Famiglia

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Agrigento, il Comune restituisce 9.392 euro al Centro per la Famiglia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Finanziato con oltre 80 mila euro il progetto del Distretto Socio Sanitario n.1. Dopo la rendicontazione finale emergono economie di spesa che Palazzo dei Giganti dovrà restituire a Palermo.

AGRIGENTO – Mentre il Comune continua a lamentare carenze di risorse economiche per numerosi servizi alla persona, arriva una determina che certifica come quasi 9.400 euro di un finanziamento regionale destinato ai Centri per la Famiglia non siano stati utilizzati e debbano adesso essere restituiti alla Regione Siciliana.

La vicenda emerge dalla Determinazione Dirigenziale n. 1897 del 18 giugno 2026OMISSIS_Determina+Dirigenziale+2026-1897, con la quale il Settore Servizi alla Persona prende atto delle economie maturate nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Siciliana per l’avvio dei Centri per la Famiglia nel Distretto Socio Sanitario n.1, avente come Comune capofila Agrigento.

Il progetto era stato ammesso a finanziamento con un contributo complessivo di 80.095 euro e prevedeva l’attivazione di sportelli territoriali nei Comuni di Agrigento, Favara, Porto Empedocle e Santa Elisabetta, affidati a operatori del Terzo Settore selezionati tramite apposita procedura pubblica.

Dopo l’avvio delle attività nel marzo del 2024 e la successiva erogazione delle due tranche del contributo regionale, la fase di rendicontazione ha evidenziato che le somme effettivamente spese ammontano a 70.702,21 euro, facendo emergere un’economia di spesa pari a 9.392,79 euro.

A seguito delle verifiche effettuate dal Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, il Comune di Agrigento è stato formalmente invitato a restituire le somme non utilizzate. Nella determina si evidenzia inoltre una curiosa discrasia contabile di 50 centesimi relativa all’erogazione del saldo finale del contributo, circostanza che ha portato gli uffici comunali a rideterminare l’importo da restituire.

Secondo quanto dichiarato dall’ente, le economie sarebbero state generate da un “puntuale e rigoroso monitoraggio” delle attività progettuali, che avrebbe consentito di contenere i costi rispetto alle previsioni iniziali.

Resta però una domanda che inevitabilmente potrebbe sorgere tra i cittadini: in un territorio che continua a registrare crescenti fragilità sociali, famiglie in difficoltà economica, problemi legati alla disabilità, al disagio giovanile e alla povertà educativa, quei quasi 9.400 euro potevano essere utilizzati per ampliare ulteriormente i servizi previsti dal progetto?

Dal punto di vista amministrativo la restituzione rappresenta certamente un elemento di correttezza contabile, poiché le somme pubbliche non utilizzate devono tornare nelle casse regionali. Sul piano politico, tuttavia, la vicenda apre una riflessione sull’effettiva capacità degli enti locali di intercettare e utilizzare fino in fondo le risorse disponibili per il sociale.

Con la determina firmata dal dirigente del Settore 2, Antonio Insalaco, il Comune procederà adesso al bonifico delle somme alla Regione Siciliana, chiudendo formalmente una progettualità che aveva preso il via nel 2024 e che avrebbe dovuto rafforzare i servizi di supporto alle famiglie del territorio agrigentino.

La domanda finale resta aperta: si è trattato di un esempio virtuoso di gestione attenta delle risorse pubbliche o dell’ennesimo caso in cui fondi destinati al sociale non sono stati sfruttati fino in fondo in un territorio che continua ad avere enormi bisogni assistenziali? Saranno i cittadini a trarre le proprie conclusioni.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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