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Agrigento – Mafia, 44 anni fa l’omicidio del medico legale Paolo Giaccone

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Agrigento – Mafia, 44 anni fa l’omicidio del medico legale Paolo Giaccone. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Ricordato oggi Paolo Giaccone, medico legale, spesso consulente del Tribunale, ucciso l’11 agosto 1982 mentre stava per raggiungere l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico universitario di Palermo. Fu assassinato dal killer mafioso Salvatore Rotolo, della famiglia di Corso dei Mille, per ordine di Cosa nostra. Si era rifiutato di falsificare una perizia su un’impronta digitale che avrebbe scagionato Giuseppe Marchese, uno dei sicari della strage di Bagheria del 25 dicembre 1981. Ordinario di Medicina legale all’Universita’ di Palermo, Giaccone dirigeva anche il Centro Trasfusionale del Policlinico, gestito da Avis, che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 1963. Per questo il Direttivo regionale ha deliberato di intensificare le giornate di raccolta nel corso del mese. Il momento piu’ significativo proprio oggi, quando in tutte le unita’ e i punti di raccolta Avis si terra’ una seduta straordinaria di prelievo, nell’esatto anniversario dell’omicidio. “Quella del professor Giaccone e’ una testimonianza che, come Avis, sentiamo il dovere di custodire e raccontare – dice il Direttivo di Avis Modica – non fu soltanto un medico rigoroso, ma un uomo che pago’ con la vita la propria integrita’, senza mai scendere a compromessi. Per questo l’11 agosto sara’ per noi una giornata speciale, interamente dedicata alla sua memoria: un modo concreto per dire che il suo esempio continua a generare vita, proprio come il gesto di chi dona il sangue. E sara’ tutto agosto, non solo un giorno, a portare il suo nome”. Per il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, “ricordare Paolo Giaccone significa ricordare un uomo che ha fatto fino in fondo il proprio dovere, con rigore professionale, senso dello Stato e integrita’ morale. La sua uccisione per mano mafiosa colpi’ non soltanto un medico del Policlinico, ma una persona che aveva scelto di non piegare la propria professionalita’ a nessuna convenienza e che, proprio attraverso il suo lavoro, contribuiva alla ricerca della verita’.A distanza di tanti anni, Palermo continua a riconoscere in Paolo Giaccone una testimonianza limpida di liberta’ e responsabilita’. Ricordarlo oggi significa rinnovare l’impegno delle istituzioni affinche’ nessuna forma di potere criminale possa mai tornare a condizionare il lavoro, la coscienza e la liberta’ di chi serve la comunita’”. 

Anche il Policlinico di Palermo ha ricordato oggi il professor Paolo Giaccone, medico e docente universitario, con una cerimonia che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunita’ accademica, del mondo sanitario e gli studenti. Alla commemorazione sono intervenuti la direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari, il rettore dell’Universita’ degli Studi di Palermo Massimo Midiri, il presidente della Scuola di Medicina Antonino Giarratano, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, la vicesindaca Brigida Alaimo, Camilla Giaccone, figlia del professore ucciso, la professoressa Antonina Argo, attuale responsabile della Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria, il presidente del Centro Studi Paolo Giaccone Riccardo Maiorca, una rappresentanza dell’Avis e due studentesse. Tra i presenti alla cerimonia il questore Vito Calvino, il procuratore aggiunto Carlo Marzella, il presidente di sezione di Corte di Appello Sergio Gulotta su delega del presidente della Corte di Appello Antonio Balsamo, la presidente della VI sezione civile del Tribunale di Palermo Giulia Maisano su delega del presidente del Tribunale Piergiorgio Morosini, l’avvocato dello Stato Giuseppina Tutino Delisi, il dirigente vicario del comando dei vigili del fuoco Sebastiano Ugo Macchiarella, i vertici dei carabinieri, Guardia di finanza, e della Croce Rossa. “Nella mia veste di amministratore di quest’Azienda, – ha detto la Dg Furnari – sento forte il messaggio di legalita’, che significa responsabilita’, e avere il coraggio di dire no quando viene chiesto di tradire il proprio ruolo.Questo e’ il messaggio che Paolo Giaccone ci consegna ancora oggi.Ed e’ un messaggio particolarmente importante per un grande ospedale universitario.Come istituzione sanitaria e universitaria abbiamo il dovere di garantire che il lavoro possa essere svolto in un contesto fondato sulla trasparenza, sull’integrita’ e sul rispetto delle persone”. Midiri ha ricordato: “Paolo Giaccone era prima di tutto una persona retta, un eroe normale, che svolgeva con serieta’ e dedizione la professione di medico, docente e scienziato. Ed e’ nella normalita’ con cui viveva quotidianamente il suo lavoro, anche di fronte a incarichi e contesti gravosi, che risiede la straordinaria forza del suo esempio, rappresentando una lezione di etica, e un riferimento prezioso per le giovani generazioni”. Il presidente della Scuola di Medicina Antonino Giarratano ha sottolineato: “Paolo Giaccone Uomo medico professore ma anche marito e padre , ucciso dalla mafia. Lontano anni luce dalla mentalita’ mafiosa che ancora pervade alcune aree della nostra societa’ e in cui la mafia agisce e cresce. Omerta’ Sopraffazione Clientelismo Violenza sono il fattore culturale che va cambiato”. Particolarmente significativo il contributo di Milly Giaccone, che ha condiviso il ricordo personale e familiare del padre, restituendo alla commemorazione anche una dimensione intima e profondamente umana. Giaccone si e’ soffermata anche sul suo impegno nelle scuole e sull’interesse degli studenti per la figura del padre.

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Fonte: Grandangolo Agrigento

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