Agrigento – Mentre l’Assessore Roberta Lala invita a salvare gli animali dal caldo, chi salva i residenti di Maddalusa?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

C’è un post pubblicato nelle scorse ore dall’assessore comunale Roberta Lala che merita di essere condiviso.
Con parole semplici ma importanti, l’assessore scrive:
“La temperatura è davvero altissima. Non tenete i cani chiusi nei balconi, nelle automobili, se incontrate un randagio offrite dell’acqua fresca. Ombra e acqua salvano la vita di queste meravigliose creature.”
Un messaggio di sensibilità e civiltà che non può che essere apprezzato.
Ed è giusto riconoscerlo.
Del resto, tra le deleghe attribuite dal sindaco Michele Sodano a Roberta Lala figurano proprio la tutela degli animali, oltre ai servizi sociali, alle politiche per la famiglia, all’inclusione sociale e ai rapporti con il volontariato.
Ma proprio quel post pone inevitabilmente una domanda che oggi riguarda un’altra emergenza.
Se giustamente si invita la cittadinanza a dare acqua agli animali per proteggerli da temperature che sfiorano i 40 gradi, chi sta pensando ai residenti di contrada Maddalusa che da oltre ottanta giorni sono senza approvvigionamento idrico?
Parliamo di residenti.
Persone che vivono stabilmente in quelle abitazioni.
La questione urbanistica degli immobili è un procedimento completamente diverso, che seguirà il suo corso nelle sedi competenti.
Qui si parla di uomini, donne, anziani, bambini e persone fragili che, nel pieno dell’estate siciliana, continuano a convivere con una situazione che tutti ormai definiscono emergenziale.
Le deleghe sono chiare
Nella Giunta comunale le competenze sono ben distribuite.
Roberta Lala si occupa della tutela degli animali.
Giuseppe Riccobene è invece l’assessore delegato a Igiene e Sanità pubblica, rapporti con i gestori del servizio idrico e dei rifiuti, politiche ambientali e servizi cimiteriali.
È quindi naturale che oggi lo sguardo si sposti sull’assessorato competente per l’acqua.
Perché mentre un assessore richiama giustamente tutti al rispetto e alla protezione degli animali, l’emergenza che coinvolge centinaia di residenti continua senza una soluzione definitiva.
Un gesto di umanità prima ancora che di politica
Nessuno chiede di risolvere in ventiquattro ore questioni urbanistiche che si trascinano da decenni.
Nessuno pretende che vengano cancellate eventuali responsabilità.
Ma davanti a un’ondata di calore eccezionale, davanti a persone che vivono senza acqua da oltre ottanta giorni, un gesto di umanità sarebbe forse possibile.
Anche soltanto predisporre alcune autobotti aggiuntive per alleviare la sofferenza di bambini, anziani, persone fragili e degli stessi animali presenti nelle abitazioni della zona.
Perché quando si parla di emergenza sanitaria, la prima risposta dovrebbe essere quella della solidarietà istituzionale.
Il precedente del canile
La vicenda assume un significato ancora più delicato se si considera quanto già emerso nei giorni scorsi.
Un’autobotte convenzionata con AICA è stata infatti inviata al canile riconducibile al consigliere comunale Sandro Fanara.
Una circostanza che aveva già alimentato interrogativi sull’applicazione concreta dei criteri di distribuzione dell’acqua.
Se è giusto garantire l’acqua agli animali ospitati in un canile, principio che difficilmente qualcuno potrebbe contestare, la domanda diventa inevitabile:
perché non fare tutto il possibile per garantire, almeno in via emergenziale, anche un minimo refrigerio ai residenti di Maddalusa?
Sindaco, se non adesso, quando?
L’appello dell’assessore Lala dimostra sensibilità verso gli animali e merita rispetto.
Ma proprio quella sensibilità dovrebbe diventare patrimonio dell’intera amministrazione.
Perché oggi l’emergenza non riguarda soltanto gli animali.
Riguarda soprattutto persone che risiedono stabilmente ad Agrigento e che da oltre ottanta giorni attendono una risposta concreta.
Sindaco Sodano, assessore Riccobene, nessuno auspica epidemie o tragedie per comprendere la gravità della situazione.
Serve soltanto un sussulto di responsabilità istituzionale.
Perché se un’Amministrazione invita giustamente i cittadini a non lasciare senz’acqua un cane durante un’ondata di calore, non può permettere che centinaia di residenti continuino a vivere per settimane senza un’adeguata disponibilità di acqua.
Se non ora, quando?
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Fonte: Report Sicilia
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