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Agrigento – Sequestro al “Zangaloro”, i legali preparano la controffensiva: Denunciati Comune e Agente accertatore?

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Agrigento – Sequestro al “Zangaloro”, i legali preparano la controffensiva: Denunciati Comune e Agente accertatore?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Il sequestro preventivo del ristorante Zangaloro, nel pieno centro di Agrigento, continua a far discutere e potrebbe rappresentare soltanto il primo capitolo di una vicenda destinata a spostarsi dalle verifiche amministrative alle aule giudiziarie.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il titolare dell’attività, attraverso il proprio collegio difensivo, avrebbe già presentato una denuncia nei confronti del Comune di Agrigento e del vigile della Polizia Locale che ha eseguito gli accertamenti culminati con il sequestro del locale. Si tratterebbe di un’iniziativa con la quale la difesa contesta l’operato dell’amministrazione e degli accertatori, sostenendo che non sarebbe stata adeguatamente valutata la documentazione prodotta dalla società e che, in particolare, non sarebbe stato considerato il principio del silenzio-assenso, ritenuto determinante ai fini della legittimità dell’attività.

Il locale, come dimostrano anche le immagini del provvedimento di sequestro apposto all’ingresso, è lo Zangaloro, attività presente ad Agrigento da circa sei anni e divenuta nel tempo un punto di riferimento nel settore della ristorazione cittadina.

Il sequestro era stato disposto a seguito di controlli della Polizia Locale che avrebbero fatto emergere presunte irregolarità relative all’autorizzazione allo scarico dei reflui e alla gestione dei rifiuti, con il conseguente deferimento del titolare all’Autorità giudiziaria. Contestualmente, secondo quanto riportato nelle notizie diffuse nelle scorse ore, risulterebbe indagato anche un dipendente comunale per verificare eventuali responsabilità nella gestione della pratica amministrativa.

La vicenda, tuttavia, appare tutt’altro che definita.

Secondo quanto riferito a Report Sicilia, la difesa del titolare sarebbe convinta che l’attività abbia operato con tutti i requisiti richiesti dalla normativa e che la pratica amministrativa fosse correttamente istruita. Proprio su questo punto si concentrerebbe la denuncia presentata ai magistrati, con la richiesta di verificare se gli accertamenti siano stati effettuati tenendo conto dell’intera documentazione disponibile e degli effetti giuridici derivanti dall’eventuale formazione del silenzio-assenso.

Sarà adesso la magistratura a dover ricostruire l’intera vicenda, verificando da un lato la fondatezza delle contestazioni che hanno portato al sequestro e, dall’altro, le eccezioni sollevate dalla difesa del ristoratore.

Come sempre, occorre ricordare che il sequestro costituisce una misura cautelare e che le contestazioni dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Soltanto l’esito degli accertamenti consentirà di stabilire se il provvedimento sia stato correttamente adottato o se, al contrario, vi siano stati errori nell’istruttoria amministrativa o nell’attività di controllo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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