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Agrigento – TARI, finalmente le carte: degli ASACOM nessuna traccia nel PEF. Ora Sodano dica se l’accordo era con Di Mauro

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Agrigento – TARI, finalmente le carte: degli ASACOM nessuna traccia nel PEF. Ora Sodano dica se l’accordo era con Di Mauro. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 9 min

il sindaco con alcuni consiglieri comunali

AGRIGENTO – Ventuno giorni. Alla fine il documento è arrivato.

Dopo tre settimane di dirette social, accuse al centrodestra, allarmi sugli equilibri finanziari del Comune, richiami ai servizi essenziali e persino agli ASACOM per gli studenti con disabilità, è stata finalmente pubblicata la deliberazione del Consiglio comunale n. 63 del 31 luglio 2026.

Adesso possiamo fare quello che Report Sicilia chiedeva dal primo momento: leggere le carte.

E quando arrivano le carte, le parole devono necessariamente fare i conti con quello che c’è scritto.

Il documento riguarda il Piano Economico Finanziario per la determinazione delle tariffe TARI 2026-2029.

E allora la prima domanda è inevitabile:

dove sono gli ASACOM?

Dove sono le somme specificamente destinate a quel servizio?

Dove sono i “servizi essenziali” evocati pubblicamente dopo la mancata approvazione?

Dov’è l’emendamento che avrebbe destinato le maggiori risorse derivanti dalla TARI all’assistenza degli studenti con disabilità?

Nel documento che finalmente possiamo esaminare, non li troviamo.

Se ci sono, sindaco Michele Sodano, non serve un’altra diretta: ci indichi semplicemente la pagina.

La deliberazione n. 63: ecco cosa era chiamato a decidere il Consiglio

L’atto reca chiaramente l’intestazione:

“Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 31/07/2026” CC_63_2026.

E l’oggetto è altrettanto esplicito:

“Determinazione del piano economico finanziario per la determinazione delle tariffe TARI periodo regolatorio 2026-2029”.

È importante chiarire anche un aspetto formale: sebbene la proposta non sia stata approvata, l’atto che documenta la seduta e il suo esito è stato registrato dal Comune proprio come deliberazione n. 63.

Adesso, quindi, non dobbiamo più affidarci alle interpretazioni di una parte o dell’altra.

Possiamo leggere.

Ed era esattamente ciò che chiedevamo da settimane.

La votazione c’è stata: 6 sì, un no e due astenuti

Anche sulla votazione, adesso, abbiamo il dato ufficiale e definitivo.

Al momento del voto risultavano presenti 9 consiglieri.

Il verbale riporta:

6 favorevoli: Mangione, Fucà, Carta, Fanara, Catania e Svettini.

1 contrario: Cirino.

2 astenuti: Alonge e Civiltà.

Dunque si votò.

La proposta, tuttavia, non poté essere approvata perché mancava il numero legale. Lo stesso verbale prende atto della presenza di soli nove consiglieri e definisce la votazione “infruttuosa”; il presidente scioglie quindi la seduta alle 18:30.

Questo particolare è fondamentale.

Perché adesso sappiamo esattamente quanti erano in aula e come votarono.

Ed è proprio qui che ritorna prepotentemente un’altra storia sulla quale aspettiamo ancora la famosa trasparenza promessa.

L’accordo politico.

Sodano disse che un accordo c’era. Ma dopo 21 giorni non sappiamo con chi

Nella diretta del 31 luglio Michele Sodano parlò pubblicamente di un accordo che avrebbe dovuto consentire di arrivare all’approvazione del PEF.

Non è un retroscena inventato da Report Sicilia.

Non è una voce raccolta al bar.

Dell’accordo ha parlato il sindaco.

E allora, dopo ventuno giorni, continuiamo a chiedere:

con chi era stato raggiunto?

Chi avrebbe dovuto garantire i numeri in aula?

L’intesa riguardava soltanto la presenza necessaria a mantenere il numero legale oppure comprendeva anche il voto favorevole?

Perché sono due cose completamente diverse.

Ed oggi che il verbale ci dice che al momento della votazione erano rimasti soltanto nove consiglieri, conoscere la natura di quell’accordo diventa ancora più interessante.

Facciamo allora una domanda precisa: Sodano, era Roberto Di Mauro?

Arrivati a questo punto, smettiamo anche di girarci intorno.

Sindaco Sodano, l’interlocutore con il quale aveva raggiunto l’accordo era Roberto Di Mauro?

È una domanda, non un’affermazione.

Ma è una domanda che merita una risposta.

Considerate le tensioni politiche registrate con Fratelli d’Italia, nella geografia del centrodestra agrigentino l’attenzione finisce inevitabilmente sulle altre aree politiche numericamente rilevanti in Consiglio, tra cui quelle riconducibili ai deputati Riccardo Gallo e Roberto Di Mauro.

E allora proviamo ad andare un passo oltre.

È vero oppure no che sarebbe stato proprio un consigliere dell’area politicamente riconducibile a Di Mauro a mettere in contatto il sindaco con il deputato per discutere dei numeri necessari in aula?

Non lo presentiamo come un fatto accertato.

Chiediamo a Sodano di confermarlo o smentirlo.

Quanto sarebbe semplice dire: «Sì, mi ero accordato con Di Mauro»

Permetteteci una provocazione.

Quanto sarebbe interessante vedere finalmente una diretta del sindaco che cominciasse così:

«Cari agrigentini, sì, avevo parlato con Roberto Di Mauro e avevamo raggiunto un accordo».

Oppure:

«No. Roberto Di Mauro non c’entra nulla e nessun consigliere della sua area mi ha messo in contatto con lui».

O ancora:

«L’interlocutore era un altro e adesso vi dico chi».

Fine.

Tre settimane di domande risolte in trenta secondi.

Se davvero qualcuno aveva assunto un impegno politico con il sindaco e poi non lo ha rispettato, Sodano avrebbe persino interesse a fare nomi e cognomi.

La città saprebbe chi aveva dato la propria parola e chi, eventualmente, l’aveva ritirata.

Perché allora non farlo?

L’accordo esiste quando bisogna accusare. Scompare quando chiediamo il nome

Ed eccoci all’aspetto quasi satirico della vicenda.

L’accordo esiste quando serve a spiegare che qualcuno avrebbe fatto uno “sgambetto” alla città.

Ma appena si domanda:

«Sindaco, con chi si era accordato?»

l’interlocutore diventa improvvisamente invisibile.

Una sorta di accordo trasparente con il nome coperto dall’omissis.

Eppure non ci sarebbe nulla di illegittimo nell’avere cercato una convergenza con il centrodestra.

Sodano non dispone dei numeri per governare autonomamente il Consiglio comunale.

Dialogare è politica.

Cercare voti è politica.

Raggiungere accordi è politica.

Ma anche raccontare quegli accordi quando si decide di utilizzarli pubblicamente per accusare chi non li avrebbe rispettati è politica.

E dovrebbe essere soprattutto trasparenza.

Ma torniamo alle carte: dove sono gli ASACOM?

L’accordo è politicamente interessante.

Il documento, però, è ancora più importante.

Perché dopo la mancata approvazione del PEF abbiamo ascoltato parole pesantissime.

Si è parlato di circa 400 mila euro.

Di equilibrio finanziario.

Di programmazione.

Di possibili tagli.

Di servizi essenziali.

E Michele Sodano ha richiamato espressamente il servizio ASACOM per gli studenti con disabilità.

Il messaggio arrivato alla città era fortissimo: la mancata approvazione avrebbe avuto conseguenze anche su servizi delicatissimi.

Adesso però abbiamo finalmente il documento che il Consiglio stava esaminando.

E quindi chiediamo:

dove sono scritti i soldi per gli ASACOM?

Nel documento non troviamo né “ASACOM” né “servizi essenziali”

Abbiamo verificato il testo.

La parola “ASACOM” non risulta nel documento esaminato.

Non troviamo neppure l’espressione “servizi essenziali”.

E soprattutto, sulla base del materiale finalmente disponibile, non emerge una specifica previsione che destini le maggiori risorse derivanti dal PEF agli ASACOM.

Questo non significa — ed è bene precisarlo — che il PEF non possa produrre conseguenze sugli equilibri complessivi del Comune.

L’amministrazione può sostenere che, venendo meno determinate entrate, debba reperire altrove risorse o modificare altre poste di bilancio.

Ma questo è un ragionamento diverso.

Una cosa è dire:

«Il mancato incremento delle entrate ci costringerà a trovare altrove delle coperture».

Altra cosa sarebbe lasciare intendere che nel provvedimento non approvato fossero contenute specifiche risorse destinate agli ASACOM.

Se quelle risorse c’erano, chiediamo ancora una volta:

indicateci dove.

Sindaco, ci faccia fare una brutta figura: ci mostri la pagina

Anzi, facciamo una proposta.

Sindaco Sodano, ci smentisca.

Ci faccia fare una pessima figura giornalistica.

Prenda la deliberazione n. 63 e dica:

«Report Sicilia sbaglia. A pagina X ci sono i soldi destinati agli ASACOM».

La pubblicheremo.

Oppure mostri l’emendamento con il quale quelle maggiori risorse sarebbero state destinate ai servizi essenziali.

Lo pubblicheremo integralmente.

Ma fino a quel momento dobbiamo attenerci a ciò che leggiamo.

E ciò che leggiamo è un PEF relativo alla TARI e al servizio rifiuti.

Il PEF di Schrödinger: abbiamo finalmente aperto la scatola

Qualche giorno fa avevamo ironicamente parlato del PEF di Schrödinger.

Finché il documento non era disponibile, dentro potevano esserci contemporaneamente l’aumento della TARI, gli ASACOM, i servizi sociali, il risanamento del Comune e qualsiasi altra conseguenza evocata nel dibattito politico.

Adesso finalmente abbiamo aperto la scatola.

E troviamo il PEF.

Troviamo la TARI.

Troviamo il servizio rifiuti.

Gli ASACOM, invece, continuano a doverceli indicare.

E intanto le indennità della politica sono chiarissime

Il contrasto diventa ancora più forte alla luce delle determine pubblicate sulle indennità degli amministratori.

L’indennità mensile lorda complessiva del sindaco Michele Sodano arriva a 6.273,89 euro.

Quella del vicesindaco a 4.705,42 euro.

Il presidente del Consiglio e gli assessori ai quali spetta la misura intera arrivano a 3.764,34 euro mensili.

E per i consiglieri comunali è stato riconosciuto il gettone di presenza nella misura massima prevista.

Tutto legittimo.

Lo abbiamo scritto e continueremo a scriverlo.

Ma se il Comune è in condizioni finanziarie tali da dovere evocare gli ASACOM quando non passa un incremento della TARI, torna prepotentemente la proposta avanzata da Giuseppe Di Rosa:

perché sindaco e amministratori non riducono volontariamente del 20% le proprie indennità e cominciano loro a dare l’esempio?

Prima di chiedere altri soldi agli agrigentini, sarebbe un segnale politico.

Ventuno giorni dopo abbiamo il documento. Adesso vogliamo le due risposte

Dopo ventuno giorni, quindi, qualche passo avanti lo abbiamo fatto.

Adesso sappiamo ufficialmente come finì quella seduta:

9 presenti, 6 favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti. Votazione dichiarata infruttuosa per mancanza del numero legale.

Abbiamo finalmente il documento sul PEF.

Ma rimangono due domande.

La prima:

dove sono nell’atto le somme specificamente destinate agli ASACOM e agli altri servizi essenziali evocati dopo il mancato voto?

La seconda:

Sodano, l’accordo politico del quale parlò il 31 luglio era stato raggiunto con Roberto Di Mauro?

E, ancora più precisamente:

fu uno dei consiglieri dell’area di Di Mauro a mettervi in contatto?

Se no, basta dirlo.

Se sì, non c’è nulla da nascondere.

Racconti come andarono le cose.

Agrigentini, aprite gli occhi. Ma fatelo leggendo i documenti

Il nostro invito finale è semplice.

Non credete sulla parola a Report Sicilia.

Non credete sulla parola al sindaco.

Non credete sulla parola al centrodestra.

Leggete i documenti.

Perché per ventuno giorni la città ha ascoltato una narrazione politica costruita attorno a un provvedimento che finalmente oggi può essere esaminato.

E quando si utilizzano parole come ASACOM, studenti con disabilità e servizi essenziali, la responsabilità politica è enorme.

Non possono diventare argomenti da utilizzare per rendere più drammatica una battaglia sull’aumento della TARI.

Se quei soldi erano realmente dentro la proposta, mostrateceli.

Se non c’erano, spiegate perché gli ASACOM siano stati tirati in ballo.

E già che finalmente parliamo di trasparenza, sindaco, completi l’opera.

Ci dica anche chi era il suo interlocutore.

Era Roberto Di Mauro? Fu un consigliere della sua area a mettervi in contatto?

Ventuno giorni fa Sodano ha raccontato alla città che un accordo c’era.

Adesso manca soltanto il nome.

Perché la trasparenza è bellissima nelle dirette social.

Ma diventa molto più credibile quando arrivano le carte, i numeri e, quando si parla di accordi politici, anche i nomi.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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