Crisi idrica, Di Rosa attacca: «Ravanusa agisce, Agrigento resta immobile. Sodano deve firmare l’ordinanza». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
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AGRIGENTO – «Ravanusa agisce, Agrigento resta immobile. Il sindaco Michele Sodano deve firmare l’ordinanza». È durissimo l’intervento di Giuseppe Di Rosa, presidente del movimento civico “Mani Libere” e già candidato sindaco di Agrigento, dopo la manifestazione contro la crisi idrica che ha portato in piazza cittadini esasperati da una situazione che continua a trascinarsi senza una soluzione definitiva.
Di Rosa parte proprio da quanto accaduto durante la protesta e dalla presenza del sindaco Sodano, giudicata «un grave errore politico e istituzionale».
Secondo il presidente di Mani Libere, infatti, il primo cittadino non può limitarsi a manifestare accanto a chi chiede una soluzione ad un’emergenza che riguarda direttamente il Comune che amministra. Di Rosa richiama il ruolo del sindaco quale autorità sanitaria locale e autorità comunale di Protezione Civile, sostenendo che sia arrivato il momento di utilizzare concretamente gli strumenti disponibili per tutelare la popolazione.
Di Rosa: «La manifestazione è rimasta civile grazie ai cittadini»
C’è poi un aspetto sul quale Di Rosa insiste particolarmente.
A suo giudizio, se la manifestazione non è sfociata nella tensione che molti potevano temere, il merito è soprattutto del comportamento responsabile dei cittadini.
Tra i manifestanti c’erano numerosi residenti di Maddalusa che, nonostante mesi di difficoltà nell’approvvigionamento idrico, hanno mantenuto un atteggiamento civile e rispettoso delle istituzioni.
E Di Rosa sottolinea un particolare politicamente significativo: molti di quei cittadini hanno contribuito con il proprio voto all’elezione di Michele Sodano.
Proprio per questo, secondo l’ex candidato sindaco, la loro protesta meriterebbe oggi una risposta amministrativa concreta e non soltanto solidarietà o presenza istituzionale.
Il confronto con Ravanusa: «Qual è la differenza?»
Il caso che Di Rosa mette sul tavolo è quello di Ravanusa.
Il sindaco Salvatore Pitrola ha proclamato lo stato di emergenza idrica, scegliendo di assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie decisioni.
Ed è proprio partendo da Ravanusa che Di Rosa chiama direttamente in causa Ismaele La Vardera.
«Per quale motivo questa iniziativa viene sostenuta pubblicamente dall’onorevole Ismaele La Vardera, arrivato da Palermo per sponsorizzare l’azione del sindaco di Ravanusa, mentre ad Agrigento lo stesso La Vardera non ha mai chiesto con la medesima determinazione al sindaco Sodano di emanare un’ordinanza contingibile e urgente per garantire l’approvvigionamento idrico ai cittadini?».
Da qui tre domande consecutive:
«Qual è la differenza? Qual è la differenza tra un cittadino di Ravanusa e uno di Agrigento? Qual è la differenza tra una famiglia di Ravanusa e una famiglia residente a Maddalusa?»
«Non parlatemi di Zona A: sono cittadini di Agrigento e pagano le tasse»
Di Rosa respinge poi quella che considera una delle principali giustificazioni utilizzate nel caso Maddalusa: la classificazione urbanistica dell’area.
«Non si risponda parlando della Zona A. Non si risponda parlando dell’abusivismo».
Il ragionamento è semplice: la stragrande maggioranza dei residenti di Maddalusa, sostiene Di Rosa, è composta da cittadini del Comune di Agrigento che sulle proprie abitazioni pagano IMU, TARI e gli altri tributi comunali.
Per il presidente di Mani Libere, dunque, quando entra in gioco la tutela della salute delle persone, la questione dell’approvvigionamento idrico non può essere ridotta esclusivamente ad un problema urbanistico.
«Sodano deve firmare l’ordinanza»
Ed è qui che arriva la richiesta politica centrale.
Per Di Rosa non si tratta di discutere su quello che il sindaco avrebbe dovuto fare. La questione riguarda ciò che, secondo lui, Sodano deve fare adesso.
Firmare un’ordinanza contingibile e urgente per obbligare AICA a garantire il servizio sostitutivo di approvvigionamento attraverso le autobotti.
«Lo affermo dal primo giorno – sostiene Di Rosa – e oggi, dopo questa manifestazione, ne sono ancora più convinto. Se fossi stato sindaco di Agrigento avrei già firmato un’ordinanza contingibile e urgente imponendo ad AICA di garantire il servizio sostitutivo attraverso le autobotti».
La richiesta, dunque, rimane sul tavolo: Sodano deve firmare l’ordinanza.
Il caso Pitrola: «Non è indagato per l’ordinanza»
Di Rosa ritiene necessario chiarire anche un altro aspetto della vicenda di Ravanusa.
Il sindaco Salvatore Pitrola, si legge nella nota, non risulta indagato per avere proclamato lo stato di emergenza idrica né per avere utilizzato, in quanto tale, lo strumento dell’ordinanza.
L’indagine della Procura riguarda invece la riattivazione di un pozzo comunale che, secondo quanto riportato nella nota di Mani Libere, sarebbe stato utilizzato senza le necessarie verifiche igienico-sanitarie.
«Sono due vicende completamente diverse e confonderle significa alterare la realtà dei fatti», sostiene Di Rosa.
Una distinzione fondamentale nel ragionamento dell’ex candidato sindaco: una cosa è discutere dell’ordinanza e degli strumenti emergenziali a disposizione del primo cittadino; altra questione è valutare le modalità concrete con cui viene reperita e distribuita l’acqua.
La domanda che adesso Di Rosa rivolge ad AICA
Ma c’è un altro fronte che potrebbe diventare centrale.
Di Rosa chiede infatti pubblicamente ad AICA di spiegare sulla base di quale atto sia stato interrotto il servizio sostitutivo delle autobotti per i residenti di Maddalusa.
La domanda viene posta senza giri di parole:
«A quale titolo AICA ha interrotto il servizio sostitutivo delle autobotti ai residenti di Maddalusa?»
E da questa ne discendono altre.
Chi ha assunto la decisione? Quando? Con quale deliberazione? In applicazione di quale norma di legge o disposizione amministrativa?
Soprattutto: esiste un provvedimento che stabilisce espressamente che cittadini regolarmente residenti nel Comune di Agrigento debbano essere esclusi dal servizio sostitutivo di approvvigionamento idrico?
«Se esiste, venga reso pubblico. Se non esiste, qualcuno dovrà spiegare perché quel servizio è stato negato», incalza Di Rosa.
Ed è forse questo uno dei passaggi destinati ad alimentare maggiormente il dibattito: non più soltanto chiedere perché non arrivino le autobotti, ma chiedere quale sia l’atto amministrativo e quale sia la disposizione normativa sulla base dei quali il servizio viene negato.
AICA, Di Rosa torna all’attacco: «Perché nessuno si dimette?»
Il presidente di Mani Libere allarga quindi il ragionamento alla situazione economico-finanziaria di AICA.
Secondo quanto sostiene nella nota, la società sarebbe arrivata a condizioni tali che, senza il determinante intervento finanziario della Regione Siciliana, «oggi sarebbe già fallita».
E pone un’altra questione politica: possibile che davanti ad una situazione del genere nessuno abbia ritenuto di assumersi la responsabilità di quanto accaduto rassegnando le dimissioni?
Di Rosa torna quindi sulla presidente Danila Nobile, chiedendo quali siano le ragioni che le abbiano consentito di continuare a guidare AICA nonostante le contestazioni che, secondo lo stesso Di Rosa, hanno accompagnato il suo insediamento e la gestione successiva.
«Sono domande politiche e istituzionali. Non sono attacchi personali», precisa.
«L’acqua non ha appartenenza politica»
Alla fine resta il confronto tra Agrigento e Ravanusa.
Ed è proprio su questo che Di Rosa costruisce la conclusione del suo intervento.
Se a Ravanusa viene sostenuto un sindaco che decide di utilizzare gli strumenti dell’ordinamento per affrontare l’emergenza, sostiene il presidente di Mani Libere, qualcuno dovrebbe spiegare perché ad Agrigento non venga chiesto al sindaco di assumere una decisione altrettanto netta.
«L’acqua non ha appartenenza politica. Non può cambiare valore passando da un Comune all’altro».
E la conclusione è altrettanto chiara:
«I cittadini non chiedono privilegi. Chiedono semplicemente ciò che spetta loro: il diritto ad avere l’acqua».
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Fonte: Report Sicilia
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