Maddalusa ferma le nuove utenze idriche: stretta sugli immobili irregolari. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Nessuna possibilità di attivare nuove utenze idriche nell’agglomerato di località Maddalusa e verifiche puntuali su tutti gli immobili della zona. È questa la linea emersa dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si è riunito nei giorni scorsi in Prefettura, presieduto dal prefetto Salvatore Caccamo.
Al vertice hanno preso parte i rappresentanti delle Forze dell’ordine, il procuratore della Repubblica Giovanni Di Leo, il sindaco di Agrigento Michele Sodano, i rappresentanti del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP e i vertici di AICA.
Al centro del confronto la situazione dell’approvvigionamento idrico a Maddalusa, area che ricade all’interno della zona A del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, soggetta a vincoli di inedificabilità assoluta. Una condizione che impone un’attenta valutazione della regolarità degli immobili prima di qualsiasi decisione relativa ai servizi.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito che la normativa urbanistica ed edilizia non consente deroghe. Per questo motivo non potranno essere autorizzate nuove utenze idriche in assenza delle verifiche previste dalla legge e non esistono disposizioni, nemmeno nell’ambito della regolazione di ARERA, che consentano eccezioni.
Le istituzioni hanno inoltre concordato sulla necessità di completare la ricognizione degli immobili presenti nell’agglomerato, poiché ogni fabbricato presenta una situazione amministrativa differente e dovrà essere esaminato singolarmente.
Particolare attenzione sarà riservata alle persone che vivono condizioni di fragilità. I cittadini con gravi patologie potranno presentare al Comune una richiesta corredata dalla documentazione sanitaria e da quella relativa all’immobile. In presenza dei presupposti, l’Amministrazione potrà autorizzare un approvvigionamento idrico straordinario e temporaneo, limitatamente al periodo necessario per completare gli accertamenti.
Resta però fermo che, se dalle verifiche dovesse emergere la mancanza dei requisiti di abitabilità, il procedimento potrà concludersi con lo sgombero dell’immobile. In questi casi il Comune valuterà, per chi possiede i requisiti previsti dalla normativa, l’accesso alle misure di sostegno abitativo o ai servizi di edilizia sociale.
Dal tavolo istituzionale è arrivato anche l’invito ad accelerare l’esame delle numerose domande di sanatoria edilizia ancora pendenti, ritenute indispensabili per definire la posizione dei fabbricati presenti nell’area.
Il messaggio emerso dalla riunione è chiaro: la gestione dell’emergenza idrica dovrà procedere nel pieno rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie, senza eccezioni, pur garantendo la valutazione dei casi di particolare vulnerabilità sanitaria e sociale.
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Fonte: Sicilia24h
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