Maddalusa senza acqua: il sindaco pronto all’azione, ma la giunta lo sosterrà?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Per mesi il caso Maddalusa è stato raccontato come uno scontro tra cittadini e AICA. Ma la realtà è diversa.
AICA non ha deciso autonomamente di negare il servizio idrico. L’azienda sta applicando un regolamento approvato dall’Assemblea Territoriale Idrica, cioè dai sindaci della provincia di Agrigento.
Quel regolamento oggi impedisce, in determinate circostanze, di concedere nuovi allacci e rappresenta il principale ostacolo alle richieste provenienti dalle famiglie della borgata.
La domanda, quindi, non è più cosa possa fare AICA.
La domanda è cosa intenda fare il sindaco di Agrigento.
Il sindaco non deve aspettare nessuno
Se a Maddalusa ricorrono condizioni di emergenza sanitaria, igienica, sociale o di ordine pubblico, il sindaco Michele Sodano dispone già di uno strumento previsto dalla legge.
Può emanare un’ordinanza contingibile e urgente per garantire temporaneamente l’approvvigionamento idrico alle famiglie interessate.
Non serve una deliberazione del Consiglio comunale.
Non serve una preventiva autorizzazione della Giunta.
È un potere attribuito direttamente al sindaco quale autorità sanitaria locale proprio per fronteggiare situazioni straordinarie nelle quali occorre tutelare la salute pubblica.
E a Maddalusa non si parla soltanto di un disagio.
Tra i residenti vi sono famiglie nelle quali vivono persone con gravissime disabilità, soggetti affetti da patologie terminali, cittadini particolarmente fragili che necessitano quotidianamente di acqua per l’igiene personale, per le cure e per l’assistenza continua. Per queste persone l’acqua non rappresenta un semplice servizio pubblico: rappresenta una condizione indispensabile per vivere con dignità.
Naturalmente un’ordinanza avrebbe carattere straordinario, dovrebbe essere adeguatamente motivata e avrebbe efficacia limitata al tempo necessario a fronteggiare l’emergenza.
Ma quello strumento esiste.
Ed è nelle mani del sindaco.
La soluzione definitiva passa dall’ATI
L’ordinanza servirebbe ad affrontare l’emergenza.
La soluzione definitiva, invece, è politica.
Il regolamento che oggi blocca gli allacci è stato votato dai sindaci.
E Michele Sodano è uno di quei sindaci.
Può proporne la modifica.
Può chiedere che venga discusso.
Può convincere gli altri primi cittadini che il diritto all’acqua debba essere distinto dalle eventuali violazioni urbanistiche.
Perché una cosa è perseguire l’abusivismo edilizio.
Un’altra è lasciare intere famiglie prive di un bene essenziale.
La prova più difficile è per la giunta
Ed è proprio qui che la vicenda assume un valore politico.
Oggi il Comune di Agrigento è amministrato da una giunta espressione di partiti e realtà associative che, per anni, hanno sostenuto una linea di assoluto rigore contro l’abusivismo edilizio.
Sono le stesse forze politiche e associative che hanno spesso indicato nelle demolizioni degli immobili abusivi uno strumento necessario per il ripristino della legalità.
Tra queste vi è anche l’area ambientalista che oggi esprime l’assessore con delega all’acqua e ai rifiuti.
Fino a ieri il confronto riguardava prevalentemente la tutela del territorio e il rispetto delle norme urbanistiche.
Oggi quelle stesse forze sono chiamate ad affrontare una questione diversa.
Perché garantire temporaneamente l’acqua ad una famiglia non significa sanare una casa abusiva.
Non significa impedire eventuali demolizioni.
Non significa cancellare responsabilità urbanistiche.
Significa soltanto tutelare un diritto fondamentale della persona in presenza di una situazione di emergenza.
Ed è proprio questa la distinzione che la politica è chiamata a compiere.
Non bastano le dichiarazioni
Il caso Maddalusa è arrivato ad un punto nel quale non bastano più comunicati stampa, prese di posizione o appelli.
Servono decisioni.
Il sindaco dispone già del potere di intervenire immediatamente attraverso un’ordinanza contingibile e urgente.
Parallelamente può promuovere la modifica del regolamento dell’ATI che oggi costituisce il principale ostacolo alla soluzione definitiva del problema.
La domanda che oggi attende una risposta è semplice.
La giunta, espressione dei partiti e delle realtà associative che fino a ieri hanno sempre sostenuto una linea di assoluto rigore nei confronti dell’abusivismo edilizio, è pronta a distinguere la tutela della legalità urbanistica dal diritto fondamentale all’acqua?
Perché il tempo delle polemiche è finito.
Adesso è il tempo delle scelte.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

