Riapre il caso Villa del Sole: Di Rosa coinvolge Sodano e La Vardera. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

“Le critiche di Antonio Pizzola confermano le denunce partite quando il cantiere era appena stato aperto”
AGRIGENTO – A distanza di anni dall’avvio dei lavori che hanno trasformato uno degli spazi verdi più conosciuti della città, il caso Villa del Sole torna al centro del dibattito pubblico.
A riaccendere i riflettori è stato Antonio Pizzola, architetto romano, fondatore dello studio “Spazi Multipli” e operatore culturale impegnato da decenni sui temi della qualità urbana, del paesaggio e della rigenerazione delle città.
Commentando pubblicamente uno degli ultimi articoli pubblicati da Report Sicilia sulla vicenda, Pizzola ha espresso un giudizio particolarmente severo sull’intervento realizzato all’interno della Villa del Sole, arrivando ad affermare che “mascherare un obbrobrio equivale ad ammettere l’errore di averlo concepito e autorizzato”.
Parole che non sono passate inosservate e che hanno provocato l’immediata reazione di Giuseppe Di Rosa, oggi editore di Report Sicilia e presidente del movimento civico Mani Libere, ma all’epoca dei fatti responsabile regionale del Dipartimento Trasparenza Enti Locali del Codacons.
“Io denunciai tutto quando ancora si poteva fermare”
Secondo Di Rosa, il valore delle considerazioni espresse da Pizzola risiede soprattutto nel fatto che arrivano da un professionista esterno alle vicende agrigentine.
“Non stiamo parlando di una polemica politica – sostiene Di Rosa – ma del giudizio tecnico di un professionista che, osservando oggi il risultato finale, arriva alle stesse conclusioni che denunciavo anni fa”.
L’ex dirigente del Codacons ricorda come la sua battaglia sulla Villa del Sole non sia nata a lavori conclusi ma nelle primissime fasi dell’intervento.
“Molti agrigentini non sanno che le denunce partirono quando il cantiere era appena stato aperto, quando venne estirpato il primo albero e quando ancora non era stata posata la prima pietra dell’edificio”, afferma.
Una circostanza che, secondo Di Rosa, distingue nettamente chi contestò il progetto fin dall’inizio da chi è intervenuto soltanto successivamente.
La sospensione del cantiere e l’intervento della Soprintendenza
Nella ricostruzione proposta da Di Rosa, le denunce e gli esposti presentati agli organi competenti portarono all’intervento della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.
Secondo quanto sostenuto dall’esponente civico, il cantiere sarebbe stato avviato prima del rilascio del necessario nulla osta paesaggistico sul progetto esecutivo.
Le segnalazioni avrebbero quindi determinato la diffida nei confronti del Comune di Agrigento e la conseguente sospensione dei lavori per diversi mesi, fino al successivo rilascio del parere favorevole da parte della stessa Soprintendenza.
“Resta un fatto storico incontestabile – sostiene Di Rosa – senza quelle denunce non vi sarebbe stata alcuna sospensione del cantiere e probabilmente nessuno avrebbe mai saputo cosa stava accadendo”.
Da Agrigento a Striscia la Notizia
La vicenda non rimase confinata all’interno del dibattito cittadino.
Il caso Villa del Sole approdò infatti anche alla ribalta nazionale grazie a un servizio realizzato da Striscia la Notizia che portò all’attenzione dell’opinione pubblica italiana le contestazioni avanzate sul progetto.
Una circostanza che contribuì a trasformare quella che inizialmente appariva come una disputa locale in una questione di interesse più ampio.
L’interrogazione di La Vardera
Tra i passaggi ricordati da Di Rosa vi è anche il coinvolgimento dell’allora esponente di Sud Chiama Nord, Ismaele La Vardera.
All’epoca dei fatti Di Rosa ricopriva il ruolo di segretario provinciale dello stesso movimento politico.
Sulla base delle denunce, degli esposti e della documentazione raccolta, La Vardera presentò un’interrogazione parlamentare regionale chiedendo chiarimenti sulla vicenda Villa del Sole e sulle procedure adottate.
Un dettaglio che oggi assume una particolare rilevanza politica.
Lo stesso La Vardera viene infatti indicato da Di Rosa come il principale riferimento politico dell’attuale sindaco di Agrigento, Michele Sodano.
Il programma elettorale di Di Rosa
La vicenda Villa del Sole è stata inserita anche nel programma elettorale con il quale Giuseppe Di Rosa si è candidato a sindaco alle amministrazioni del maggio 2026.
Nel documento programmatico era previsto esplicitamente il ripristino della Villa del Sole, l’accertamento delle responsabilità relative al cambio di destinazione d’uso dell’area e la richiesta di risarcimento dei danni nei confronti degli eventuali responsabili.
Una posizione che Di Rosa rivendica ancora oggi come la naturale prosecuzione di una battaglia iniziata quando il progetto era ancora nelle sue fasi iniziali.
La domanda rivolta a Sodano
Proprio per questo motivo Di Rosa chiama oggi direttamente in causa il sindaco Michele Sodano.
La domanda è semplice: qual è l’attuale posizione dell’amministrazione comunale sulla Villa del Sole?
L’interrogativo viene esteso anche all’assessore Giuseppe Riccobene che, ricorda Di Rosa, seguì la vicenda negli anni passati nella qualità di dirigente di Legambiente Agrigento condividendo molte delle contestazioni mosse all’intervento.
“Oggi che esistono esposti, diffide, sospensioni dei lavori, interrogazioni parlamentari e persino un servizio nazionale di Striscia la Notizia – conclude Di Rosa – gli agrigentini meritano una risposta chiara”.
Perché, al di là delle appartenenze politiche e delle polemiche, la Villa del Sole continua a rappresentare uno dei casi urbanistici più discussi e divisivi degli ultimi anni nella città dei Templi.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

