Scontro politico in consiglio comunale ad Agrigento: prima seduta in stallo.. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Fumata nera nella prima seduta del nuovo consiglio comunale di Agrigento
Si è chiusa con un nulla di fatto sui punti politici dell’ordine del giorno.
Su richiesta dei diciannove consiglieri di opposizione, l’aula ha rinviato al 2 luglio l’elezione del presidente del consiglio comunale e dei vicepresidenti, la costituzione delle commissioni consiliari e la prima dichiarazione del sindaco Michele Sodano.
La richiesta di rinvio, messa nero su bianco
In apertura dei lavori, il presidente pro-tempore del conglio Gerlando Piparo ha in particolare rivolto un pensiero ai giovani: ” Iniziamo questi nuovi lavori del consiglio comunale con senso di responsabilità, sapendo di dovere conquistare la fiducia dei cittadini che vogliono una amministrazione capace di affrontare e dare soluzione ai problemi della città. I giovani ci chiedono serietà, una politica nuova e coerente e amministratori competenti”. Subito dopo il giuramento dei consiglieri, il leader dell’opposizione Dino Alonge ha depositato in aula un documento sottoscritto da tutti e diciannove i consiglieri di minoranza, con cui si chiedeva di rinviare i punti all’ordine del giorno successivi al giuramento.
La motivazione, nelle parole dello stesso Alonge, è la necessità di «individuare una figura di sintesi dell’area del centrodestra, in modo tale da consentire all’amministrazione un percorso lineare».
Slittano così tutti i passaggi che avrebbero dovuto dare avvio alla vita dell’assemblea: elezione del presidente del consiglio, dei vicepresidenti, composizione delle commissioni consiliari e la prima dichiarazione programmatica del primo cittadino.
Il botta e risposta in aula
Alla proposta di rinvio ha replicato il consigliere Crosta (Controcorrente), dichiarandosi «basito»: non si aspettava che un gruppo così numeroso non fosse riuscito a esprimere una figura condivisa. Nel suo intervento Crosta ha rivendicato di «parlare a nome dei cittadini di Agrigento» — passaggio che ha subito indispettito alcuni consiglieri di centrodestra, pronti a rimbeccarlo: «Rappresentiamo anche noi i cittadini, siamo stati tutti eletti dai cittadini». Per Crosta, in ogni caso, il rinvio resta una scelta poco rispettosa verso gli elettori.
Immediata la controreplica dal fronte opposto: «È proprio per considerazioni di rispetto verso il sindaco e la giunta che abbiamo fatto questa scelta».
È poi intervenuto il consigliere del Pd Carta: «Il Comune deve al più presto diventare operativo. Si tratta di una scelta politica, assolutamente irrispettosa e di cui prendiamo atto». A chiudere il giro degli interventi, il consigliere William Giacalone, che si è detto in attesa di un «ragionamento più disteso» da parte dei consiglieri di centrosinistra.
Il voto: 19 a 5, l’aula si spacca lungo le linee dei due schieramenti
Messa ai voti, la proposta di rinvio è passata con 19 favorevoli e 5 contrari. Un risultato che fotografa con precisione i due fronti dell’assemblea e che, in questa prima uscita, ha mostrato un centrodestra capace di muoversi in modo compatto.
Cosa c’è in gioco il 2 luglio
Il rinvio non è un dettaglio procedurale. Il rapporto di forze emerso dal voto — 19 a 5 — colloca nelle mani dell’opposizione di centrodestra i numeri necessari a orientare l’elezione del presidente del consiglio e, più in generale, la conduzione dell’assemblea. È il primo banco di prova del rapporto tra la nuova amministrazione Sodano e un consiglio in cui il centrodestra si è presentato unito.
Il 2 luglio si capirà se il rinvio servirà davvero a individuare quella «figura di sintesi» evocata da Alonge, o se prelude a una contrapposizione più netta tra la giunta e la maggioranza dell’aula.
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Fonte: Report Sicilia
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